Indicazioni di voto per i candidati alle elezioni politiche nei collegi di Roma e del Lazio

PER CHI VOTARE E COME PROSEGUIRE DOPO IL 4 MARZO

Il fronte delle masse popolari esce rafforzato da questa campagna elettorale in termini di organizzazione, di mobilitazione, di autonoma dai partiti borghesi, di consapevolezza che non è possibile fare affidamento sugli artefici dell’attuale disastro. Questa è una “posizione conquistata” che tutti i comunisti, i lavoratori avanzati e i sinceri democratici possono e devono valorizzare dopo il 4 marzo.

La campagna elettorale delle elezioni politiche 2018 (a cui per il Lazio si aggiungono anche le elezioni regionali) giunge al termine e il 4 marzo i cittadini di Roma e del Lazio saranno chiamati a votare per un nuovo governo nazionale e regionale. Il tentativo dei poteri forti e dei loro partiti e apparati (il Vaticano, la Confindustria e le altre organizzazioni padronali, le organizzazioni criminali, gli imperialisti USA e UE: i vertici della Repubblica Pontificia) di creare clima di “tensione” per confondere le masse popolari, presentare i partiti delle Larghe Intese come l’unica “alternativa” possibile e responsabile al “caos” e creare così il terreno favorevole a un “governo del presidente” che continui ad attuare il programma comune della borghesia imperialista, ha caratterizzato la campagna elettorale a livello nazionale e regionale.

Come abbiamo già detto (nel comunicato http://www.carc.it/2018/02/25/elezioni-politiche-riflessioni-e-criteri-per-il-voto/), è stata una campagna elettorale all’insegna di un vasto e articolato tentativo di manipolazione e diversione dell’opinione pubblica, (indice questo di debolezza dei vertici della Repubblica Pontificia e dei suoi partiti), che si è sviluppata su due direttrici principali:

– Da una parte gli attacchi sistematici al M5S, con una campagna mediatica in pompa magna su aspetti in sé ridicoli a fronte di quanto avviene correntemente nei partiti delle Larghe Intese, come la mancata restituzione di parte dello stipendio di una decina di parlamentari o la candidatura di alcuni presunti massoni… che detta da un Berlusconi (tessera n. 1816 della P2 di Gelli) e da un Renzi (cresciuto con la sua cricca alla scuola della corte di Gelli) è come il bue che dà del cornuto all’asino!

– Dall’altra, l’uso degli scimmiottatori del fascismo del XX secolo (a partire da Forza Nuova e Casa Pound), cui i media di regime hanno dato ampio risalto (come dimostra “l’operazione Macerata”) per incentrare la campagna elettorale sempre di più sul tema della “sicurezza” e dell’“immigrazione” agitato dalle Larghe Intese per presentarsi come il governo della stabilità, del buon senso, del “rispetto della democrazia” (addirittura Renzi si è presentato “come antifascista e difensore della Costituzione”!).

Questi due aspetti hanno consentito ai partiti delle Larghe Intese di evitare comizi e assemblee di piazza, di non trattare in alcun modo le grandi questioni nazionali (ad esempio la situazione di FCA, di Alitalia, ecc.), né regionali e locali (come ad esempio la situazione dei trasporti nel Lazio e a Roma, l’emergenza abitativa e il decreto Lupi, la disoccupazione e la precarietà, ecc.). Allo stesso modo, a Roma e nel Lazio, è balzato agli occhi il grande assente di questa campagna elettorale, ossia il Movimento 5 Stelle che amministra l’intera città (e che proprio in questi giorni ha perso la direzione del Municipio III), come è emerso dalle poche iniziative pubbliche e di piazza che ha messo in piedi. A benedire il programma comune degli “italiani che contano” e della loro comunità internazionale (è l’unico modo che hanno per tenere in vita il loro sistema di relazioni economiche, politiche e sociali e il loro “ordine mondiale” nonostante la crisi generale del capitalismo), è intervenuto apertamente anche il Vaticano, che tramite “La Civiltà Cattolica” (rivista dei gesuiti), ha dato ai primi di febbraio la propria indicazione di voto “l’ultima possibilità è quella di una coalizione di coesione sociale sostenuta dall’area moderata di larghe intese, che garantirebbe anche una cultura istituzionale e più sovranità europea”.

Questa operazione in “grande stile” però è stata ostacolata dalla mobilitazione delle masse popolari in tutto il paese e anche nella nostra regione, dove molte sono state le proteste e le mobilitazioni in difesa dei diritti delle masse popolari. A questo clima di fermento e partecipazione, hanno contribuito in larga misura quanti hanno saputo utilizzare e sfruttare al meglio gli appigli che la campagna elettorale offre (in termini di interesse per la situazione politica, visibilità, disponibilità a partecipare al cambiamento dello stato di cose presente) svolgendo un’azione che ha favorito il rafforzamento dell’organizzazione, la mobilitazione e il coordinamento delle masse popolari e la creazione di un fronte comune anti-Larghe Intese che promuova l’attuazione dal basso delle parti progressiste della Costituzione.

La Federazione Lazio del P.CARC chiama a votare in ogni collegio quei candidati (e di conseguenza la lista, dato che per la legge vigente non è possibile esprimere il voto di preferenza) che danno maggiore affidabilità di applicare forze, relazioni e risorse per:

1. promuovere la moltiplicazione del numero di organizzazioni operaie e popolari,

2. favorire l’attività delle organizzazioni operaie e popolari come Nuove Autorità Pubbliche che indicano e applicano le misure sia pure parziali e precarie che è possibile mettere in opera a livello locale contro gli effetti della crisi,

3. sostenere l’opera delle organizzazioni operaie e popolari per coordinarsi in tutto il paese fino a costituire un proprio governo d’emergenza e farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia.

Per quanto riguarda la città di Roma, la lista che ha meglio incarnato questi aspetti è quella di Potere al Popolo: i suoi candidati sono stati indubbiamente gli animatori di un processo di mobilitazione che si è dispiegata su diversi ambiti: picchetti contro gli sfratti e sgomberi, volantinaggi sui mezzi pubblici e sostegno alle lotte dei lavoratori dell’Atac, manifestazioni antifasciste e antirazziste, ecc. Iniziative e azioni incentrate sulla mobilitazione e il protagonismo popolare, di cui riportiamo due esempi particolarmente positivi: il primo, è lo sciopero al contrario sulla Tiburtina (con l’apertura di uno svincolo finito ma chiuso da anni), con il sostegno attivo di cittadini e lavoratori, perché “se non agiscono le istituzioni, le soluzioni le trova il popolo”; il secondo, è la partecipazione alla pulizia del Parco Anna Bracci a Primavalle, in supporto all’Associazione Working Class Onlus e al Comitato per il Lavoro Minimo Garantito, che da tempo si battono per la creazione di posti di lavoro sul territorio e l’assegnazione dell’area verde ai disoccupati. Sono due iniziative che mettono bene in evidenza quale deve diventare la pratica ordinaria degli organismi popolari territoriali e contengono linee di sviluppo: non limitarsi a chiedere alle istituzioni, ma prendere l’iniziativa e fare. La lista di Potere al Popolo, ha diversi candidati (sia alle politiche che alle regionali) che, indipendentemente dalle elezioni in corso, esprimono un “legame” con la lotta di classe. Nel caso delle elezioni politiche di Camera e Senato sono Gualtiero Alunni, esponente e portavoce del Comitato No Corridoio Rm-Latina, Federico Giglio e Giacomo Gresta, esponenti della Carovana delle Periferie e di Asia USB, Zaria Galliano, esponente del Comitato Immigrati in Italia ma anche altri che per ragioni di spazio non possiamo citare. Nel caso delle elezioni regionali sono Sandro Medici, ex amministratore di “rottura” dell’attuale Municipio VII e attivo nel coordinamento di amministrazioni e amministratori (coordinamento “città in comune”) e Elisabetta Canitano, ginecologa in prima linea per la difesa dei diritti delle donne e contro l’obiezione di coscienza negli ospedali pubblici.

Per quanto riguarda la provincia di Frosinone, uno dei temi che i candidati di Potere al Popolo hanno messo al centro della propria campagna elettorale è stato la lotta per la sanità pubblica e di qualità, promuovendo nell’ambito dell’iniziativa “La sanità deve tornare ad essere un bene pubblico”, un tour per gli ospedali della Provincia (ospedale di Cassino, Casa della salute di Pontecorvo, Casa della salute di Ceprano, Ospedale di Frosinone, Ospedale di Alatri, Ospedale di Anagni), “che negli ultimi anni ha subito la chiusura sistematica di strutture e reparti, la riduzione continua dei posti letto fino ad arrivare a un numero in relazione agli abitanti pari a quelli del Congo”. Tramite incontri con i Direttori Sanitari e con i lavoratori, hanno denunciato pubblicamente i principali problemi riscontrati (carenza di personale e materiali, contratti a Partita Iva, liste di attese infinite e quindi la difficoltà di accesso alle cure e ai servizi sanitari, fatta eccezione per chi ha i soldi per rivolgersi ai privati agevolati in ogni modo dalla giunta Zingaretti). Una iniziativa di questo tipo, oltre a mettere in luce quale deve essere il ruolo dei candidati (usare la propria posizione di visibilità e il proprio ruolo sociale per denunciare pubblicamente gli intrallazzi e il malgoverno dei partiti delle Larghe Intese, fare inchiesta sui lavori che occorre fare per rimettere in piedi i servizi primari che le istituzioni lasciano all’incuria e al degrado – per aprire alla privatizzazione-), è il primo passo per mobilitare le masse popolari a organizzarsi per farvi fronte. Questa è la potenzialità di sviluppo nel lavoro post-elettorale, dopo il 4 marzo.

Tra i candidati di Potere al Popolo nella provincia di Frosinone e Latina, segnaliamo in particolare: Paolo Ceccano, infermiere e promotore di mobilitazioni per il diritto al lavoro e alla sanità pubblica; Emiliano Lanni, esponente della lotta contro la chiusura dell’Ideal Standard di Roccasecca (FR); Vincenzo Durante, esponente di Riscossa Popolare Cassino e della lotta per l’acqua pubblica; Maddè Guglielmo, operaio dell’indotto FCA; Giuseppina Necci, esponente di Attuare la Costituzione.

Per quanto riguarda le altre liste, il Partito Comunista di Marco Rizzo, si è distinto per aver usato la campagna elettorale per propagandare il socialismo come unica via d’uscita dalla crisi e dal marasma prodotto dalla borghesia, svolgendo un’utile opera di contrasto delle illusioni riformiste (anche se la sua azione è stata incentrata sulla “campagna acquisti” in un’ottica fortemente concorrenziale e in contrapposizione con le altre organizzazioni comuniste). Il PC svolge un’azione importante di organizzazione tra i giovani e studenti delle masse popolari, di cui il Fronte della Gioventù Comunista è espressione. Nella Lista del Popolo per la Costituzione, riconosciamo l’impegno costante di Roberto Scorzoni nel promuovere la solidarietà con il Venezuela e i paesi dell’Alba e come esponente di Attuare la Costituzione. Nella lista Per una sinistra rivoluzionaria, riconosciamo ad Arduino Fraveto, operaio FCA di Cassino, il ruolo che ha avuto nella costruzione, con il PCarc, del Comitato Operaio 3 Settembre.

Poiché la nuova legge elettorale, il Rosatellum, impedisce di esprimere preferenze e quindi di votare direttamente i candidati ai collegi plurinominali, la nostra indicazione di voto va ai capolista degli schieramenti di riferimento, con la consapevolezza che essi rappresentano, insieme al resto dei candidati che abbiamo citato in questo comunicato, quelli che maggiormente hanno assunto un ruolo positivo in campagna elettorale, alimentando la lotta di classe.

1. INDICAZIONI DI VOTO PER LE ELEZIONI POLITICHE A ROMA E NEL LAZIO

ROMA- Collegi uninominali per la CAMERA

LAZIO 1 – 02 11- Quartiere Primavalle: Zaria Paola Galiano, Potere al Popolo;

LAZIO 1 – 01 04 – Quartiere Collatino: Federico Luigi Giglio, Potere al Popolo

LAZIO 1 – 02 06 – Quartiere Tuscolano: Tiziano Censi, Partito Comunista

ROMA- Collegi uninominali per il SENATO

LAZIO – 01 03 – Quartiere Portuense: Roberto Scorzoni, Lista del Popolo per la Costituzione

LAZIO – 02 04 – Quartiere Collatino: Potere al popolo

LAZIO – 01 02 – Quartiere Tuscolano: Maria Vittoria Molinari, Potere al Popolo

PROVINCIA DI FROSINONE- Collegi uninominali per il SENATO

LAZIO – 03 07 – FROSINONE 1: Maddè Guglielmo, Potere al Popolo

PROVINCIA DI FROSINONE – Collegi uninominali per la CAMERA:

LAZIO 2 – 02 05 – CASSINO 7: Vincenzo Durante, Potere al Popolo

LAZIO 2 – 02 04 – FROSINONE 5: Fraveto Arduino, Per una sinistra rivoluzionaria

PROVINCIA DI LATINA- Collegi uninominali per il SENATO

LAZIO – 03 09 – LATINA 1: Giuseppina Necci, Potere al Popolo

PROVINCIA DI LATINA- Collegi uninominali per la CAMERA

LAZIO 2 – 02 06 – TERRACINA 2, Benedetto Crocco, Partito Comunista

2. INDICAZIONI DI VOTO PER LE ELEZIONI REGIONALI

La nostra indicazione di voto va alla Lista di Potere al Popolo.

Oltre alla candidata Presidente Elisabetta Canitano, segnaliamo i candidati Sandro Medici e Giacomo Gresta.

Per la Provincia di Frosinone, la nostra indicazione di voto è per Emiliano Lanni.

Per la Provincia di Latina, la nostra indicazione di voto è per Giuseppina Necci.

Nella situazione attuale, l’unico “voto utile” è quello che serve

a sviluppare la mobilitazione e la ribellione, l’organizzazione e il coordinamento, il protagonismo delle masse popolari,

a rendere difficile, se non impossibile, ai poteri forti installare un loro governo e continuare l’opera di rapina delle masse, di devastazione del territorio, di eliminazione dei diritti democratici conquistati con la Resistenza antifascista, di violazione della Costituzione,

a costruire un nuovo sistema di governo fondato sulle masse popolari organizzate!

OSARE SOGNARE, OSARE LOTTARE, OSARE VINCERE!

COSTRUIAMO IL FRONTE ANTI LARGHE INTESE!

AVANZIAMO VERSO IL GOVERNO DI BLOCCO POPOLARE!

Partito dei Carc – Federazione Lazio

fedlaziopcarc@rocketmail.com- Cell.: 324-6903434

Roma, Via Calpurnio Fiamma 136- (Metro A-Lucio Sestio)

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