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[Italia] Le vere prove di fascismo sono gli attacchi alle conquiste delle masse popolari

Agenzia Stampa - Staffetta Rossa by Agenzia Stampa - Staffetta Rossa
Dicembre 11, 2017
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Trasmettiamo una lettera di un nostro lettore sul “ritorno in auge” dei gruppi fascisti e di estrema destra.

***

Cari compagni dell’Agenzia Stampa del P. CARC “Staffetta Rossa”, sabato 9 dicembre è apparso su la Repubblica l’articolo che invio in allegato dal titolo “Neofascismo, a Como canti partigiani e bandiere contro l’intolleranza: “Siamo oltre 10mila”. La lettura di questo testo mi porta a voler sottolineare alcuni aspetti importanti a mio avviso per comprendere la fase storica in cui viviamo. La crisi generale del capitalismo porta necessariamente la borghesia imperialista ad alimentare la mobilitazione reazionaria delle masse popolari, le tendenze alla guerra e le prove di fascismo portate avanti da gruppi quali Casapound, Forza Nuova, ecc.

La destra più reazionaria di Berlusconi e Salvini legittima questi gruppi ormai apertamente, mentre quella (sempre meno) moderata di Renzi lo fa in maniera nascosta e ipocrita.

Tuttavia l’attuale debolezza del movimento comunista fa si che essi, veri e propri cani da guardia della borghesia, non servano oggi come nuove forze di governo del Paese, fa si che non serva un governo terroristico che, in assenza del pericolo della dittatura del proletariato alle porte, non avrebbe nemmeno il consenso della parte più arretrata  delle masse.

Di conseguenza naziskin, mazzieri e ratti di fogna di vario genere vengono sguinzagliati alla bisogna, lì dove la mobilitazione delle masse rischia di assumere un carattere rivoluzionario (basti pensare a quanto successo nei mesi scorsi quando Minniti cercò in tutti i modi di far venire Salvini a Napoli o più recentemente a Scampia quando all’organizzazione dei rom e al rischio che si coordinassero con il Comitato Vele si rispose sguinzagliando camorra, fascisti e xenofobi vari) salvo poi essere scaricati lì dove non servono o sono dannosi per la borghesia.

In sintesi, il fascismo che dobbiamo contrastare e battere in questo momento non è quello di Casapound e Forza Nuova (contro cui è comunque utile battersi). Il vero fascismo è l’eliminazione delle conquiste delle masse popolari, è il jobs act, è la repressione dei decreti Minniti-Orlando, è la guerra portata in ogni angolo del mondo, sono le politiche promosse dalla borghesia imperialista e dai governi delle larghe intese!

Manifestazioni come quella promossa dal PD sono un’arma di distrazione di massa, usano i giusti e sani sentimenti antifascisti ancora radicati in larga parte delle masse per distogliere lo sguardo dalle malefatte dei loro governi e presentano i gruppi neofascisti come un nemico fortissimo contribuendo ad amplificarne le capacità.

Contrastare e sventare le prove di fascismo significa oggi, nel nostro paese, rafforzare la rete di Organizzazioni Operaie e Popolari già esistente, costruire nuove Organizzazioni Operaie e Popolari, farle agire come Nuove Autorità Pubbliche, fare si che impongano un governo che sia loro diretta espressione.

Un governo che sia una scuola di coscienza e organizzazione per le masse popolari affinché imparino a dirigere la società e a costruire il loro sistema economico, politico e sociale: il socialismo.

Questa è la lezione che ci viene dalla Resistenza e questa è la lezione che ci viene dalla rivoluzione d’ottobre di cui quest’anno ricorre il centenario!

Sventiamo le prove di fascismo!

Cacciamo i governi delle larghe intese!

Costruiamo la rivoluzione!

Facciamo dell’Italia un nuovo paese socialista!

Franco C.

***

Neofascismo, a Como canti partigiani e bandiere contro l’intolleranza: “Siamo oltre 10mila”

di ZITA DAZZI

09 Dicembre 2017

Sul lungolago di Como si intonano i canti partigiani e sventolano le bandiere. “Siamo oltre 10mila”, dicono dal palco. E’ il giorno della manifestazione contro ogni forma di fascismo e intolleranza a Como; la risposta all’irruzione squadrista contro le associazioni impegnate per l’accoglienza dei migranti, i primi a prendere la parola oggi, ma anche a tutte quelle forme di intimidazione di stampo neofascista che da più parti sono arrivate, non ultimo l’attacco diretto a Repubblica con il blitz di Forza Nuova. I neofascisti di Roberto Fiore che hanno provato a organizzare una contromanifestazione vietata dalla questura, sono invece all’hotel Palace, circondati dalla polizia. Mentre da lontano arriva ancora l’eco delle giustificazioni di chi ritiene di non dover condannare. “In piazza oggi a como c’è chi sostiene l’immigrazione fuori controllo”, ripete ad esempio Matteo Salvini, quello dei “quattro ragazzi che leggono un volantino”.

Sul palco di Como, non comizi di politici, ma giovani e volontari che leggono i testi dell’antifascismo, di Calamandrei, Pertini, Levi, brani di Fenoglio, una lettera dal carcere di Berlinguer. Cominicano loro, gli attivisti di Como senza Frontiere, chiedendo un minuto di silenzio “contro gli accordi con governi criminali e contro chi lascia morire migliaia di persone in mare”. Risuonano note di pace, chitarre e voce per Imagine.

Alla mobilitazione sul lungolago che porta il nome di ‘E questo è il fiore’, verso della canzone partigiana Bella Ciao che i manifestanti cominciano a cantare già prima dell’inizio della manifestazione, partecipano le diverse anime della sinistra. Lanciata dal Pd, aderiscono Mdp, Campo progressista, Liberi e uguali. Ci sono anche singoli esponenti di altri partiti, i vertici Anpi, Anci, Arci, associazioni, sindacati. “Mi pare sia evidente che siamo di fronte a degli episodi di squadrismo fascista e come tali vanno trattati – dice il segretario della Cgil Susanna Camusso – non sono applicate le leggi, la Costituzione che vieta il ritorno del partito fascista. Li si è lasciati crescere e presentare alle elezioni, si è continuato a dire sono ragazzate mentre siamo di fronte a un fenomeno di intimidazione diffuso”. A Como anche il segretario del Pd Matteo Renzi – “è una bellissima giornata” – arrivato insieme al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

Il M5s invece non partecipa all’iniziativa, ritenuta – ha detto chiaro il leader grillino Luigi Di Maio – “una strumentalizzazione del Pd”. Gli risponde Piero Fassino: “Non si strumentalizza nulla, qui c’è chi vuole vivere in un paese libero e democratico”. Ci sono anche i ministri Maurizio Martina (“partecipano le persone che non si voltano dall’altra parte davanti a xenofobia e razzismo”), Roberta Pinotti, che invita a “non sottovalutare”, Valeria Fedeli. La presidente della Camera, Laura Boldrini, dice chiaro: “E’ un devere essere qui”. Con un’intervista a Repubblica, lancia anche un appello: “Tutte le forze politiche democratiche dovrebbero fare fronte comune contro chi si richiama a quel regime che fu di sopraffazione, di annientamento dei diversi, di discriminazione. Bisogna ripartire dalla nostra storia: la liberazione dal nazifascismo non fu un evento ‘di parte’, ma un atto corale dell’Italia che si ribellava al regime per riprendersi la libertà”.

Diecimila da una parte, una settantina dall’altra. All’hotel Palace, dove Fiore torna ad attaccare “il Pd e il gruppo di Repubblica e l’Espresso che sono la parte strutturale del clima di odio nei nostri confronti fatto di continue provocazioni”. “Quello di Veneto Fronte Skinhead a Como – ha spiegato nel chiuso dell’albergo – è stato un atto pacifico, una manifestazione contro il business dell’immigrazione”. Ma se al vostro convegno si presentasse qualcuno non invitato per leggere un suo documento? “Lo allontanerei con gentilezza”, risponde.

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