Ad anni di distanza da quello che i media borghesi hanno definito come periodo degli anni di piombo, ci sono ancora decine di compagni delle organizzazioni comuniste combattenti e delle Brigate Rosse tenuti prigionieri dalla Repubblica Pontificia, colpevoli di non essersi pentiti o dissociati dalla lotta di classe. Essi sono dimostrazione della ferocia e del carattere reazionario della democrazia borghese, ma al contempo sono testimonianza del legame fra la mobilitazione rivoluzionaria di quegli anni e la rinascita del movimento comunista in atto nel nostro paese, essi sono il simbolo di un proletariato che non si pente e non si dissocia dal suo compito storico, quello di costruire la rivoluzione socialista nel nostro paese. La solidarietà nei loro confronti è un onore e un dovere per chi vuole farla finita con il capitalismo.

La resistenza dei rivoluzionari prigionieri è un esempio per tutti gli elementi avanzati delle masse popolari nella lotta contro l’eliminazione delle conquiste ottenute con le lotte dei decenni passati, nella lotta contro la repressione dei vertici della Repubblica Pontificia e nella lotta per costruire la rivoluzione socialista. La storia della Carovana del (n)PCI  nasce proprio dal movimento di solidarietà di classe per i rivoluzionari prigionieri e la solidarietà senza condizioni è sempre stata una caratteristica della Carovana. Una solidarietà che si esprime in molte forme e che chiamiamo a esprimere anche operai, giovani, donne delle masse popolari, promuovendo l’invio di lettere, cartoline, disegni dei bambini, riviste ai rivoluzionari prigionieri. E’ un gesto importante per rompere l’isolamento a cui sono costretti dalle autorità che li vorrebbero sepolti vivi nelle carceri. Oltre ai banchetti, alle iniziative e nelle sedi, chiunque può rivolgersi al Centro Nazionale (carc@riseup.net) per avere i recapiti aggiornati dei rivoluzionari prigionieri, alcuni simpatizzanti del P.CARC hanno inoltre realizzato delle cartoline che diffondiamo per chi le voglia utilizzare.

La solidarietà è un arma, usiamola!

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