martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

La situazione internazionale: quella grande confusione sotto il cielo che rende la situazione eccellente

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Ottobre 3, 2017
in Resistenza 2017, Resistenza n.10/2017
A A
0
0
SHARES
8
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

In ogni paese imperialista e in ogni nazione schiacciata dal tallone della Comunità Internazionale il disordine regna sovrano: la crisi avanza, la borghesia ha sempre maggiori difficoltà a governare e le masse popolari si mobilitano. Il sistema economico e di governo dominante sull’umanità deve cambiare e cambierà, a determinare in che modo da paese a paese lo deciderà la mobilitazione delle larghe masse.

Gli imperialisti USA promuovono la guerra
In Venezuela è in corso il tentativo di soffocare la Rivoluzione Bolivariana attraverso manovre golpiste (sabotaggi, disordini, blocchi commerciali e finanziari) e minacce più o meno esplicite, da quelle verbali di Trump (“non escludiamo un intervento diretto” ha detto il 12 agosto) alle esercitazioni militari USA congiuntamente con eserciti di altri stati nel Mar dei Caraibi o nei pressi dei confini dello stato venezuelano. A queste minacce il Venezuela ha risposto in campo finanziario, con la sostituzione del dollaro con lo yuan cinese nelle sue transazioni petrolifere, in campo internazionale, chiamando alla solidarietà con le giornate denominate “Todos somos Venezuela”, e in campo militare promuovendo esercitazioni che hanno coinvolto, fra esercito, riservisti e volontari delle masse popolari, un totale di 900 mila persone. La “controffensiva” bolivariana si combina con l’inizio dei lavori dell’Assemblea Nazionale Costituente e ne è lo sviluppo. Il silenzio mediatico calato sul Venezuela a livello internazionale non è necessariamente un segnale di distensione: a inizio settembre Bergoglio si è recato in visita in Colombia (per festeggiare il disarmo delle FARC e l’inizio “della pace”), se da una parte questo conferma il ruolo del Vaticano nella lotta contro i movimenti rivoluzionari e popolari degli stati del Sud America, dall’altro lascia intendere che le manovre contro il Venezuela bolivariano sono tutt’altro che concluse.

Le minacce e le provocazioni degli USA contro la Corea del Nord vengono presentate dai media e dagli opinionisti della sinistra borghese come il gioco (pericoloso) di due leader squilibrati e guerrafondai. La realtà dei fatti è che il governo della Corea del Nord sa benissimo che il principale deterrente per evitare di fare la fine di altri “stati canaglia” (ricordiamo la Jugoslavia l’Iraq, la Libia e la Siria) è proprio l’arsenale nucleare. E infatti Trump e l’oligarchia USA non riescono ad andare oltre le provocazioni e le minacce, per poi piagnucolare all’ONU alla ricerca del sostegno internazionale, segno evidente delle difficoltà in cui si dibatte (l’attacco all’Iraq del 2003, ad esempio, fu sferrato senza tanti complimenti e cerimonie…). La lezione impartita dalla Corea del Nord sul deterrente la sta raccogliendo anche l’Iran, che alle pressioni del governo sionista di Israele su Trump affinché rompa l’accordo sul nucleare firmato da Obama nel 2015, risponde testando il missile balistico Khorramshahr e annunciando di avere messo a punto un ordigno non nucleare più potente della cosiddetta “madre di tutte le bombe” che gli USA hanno usato in Afghanistan nell’aprile di quest’anno.

I governi del Venezuela e della Corea del Nord (e anche dell’Iran e della Siria) stanno dando un grande esempio a tutti coloro che si ribellano all’imperialismo e all’arbitrio della Comunità Internazionale degli imperialisti USA e sionisti, con la loro condotta non solo resistono, ma contribuiscono a curare la sindrome dell’inevitabile sconfitta fra le masse popolari dei paesi imperialisti, instillata da anni di dominio ideologico della sinistra borghese che ne ha invece fatto una bandiera e un feticcio.

Per quanto riguarda gli USA, è sufficiente qui registrare che Trump sta governando non secondo il programma che aveva agitato in campagna elettorale, ma secondo il programma deciso dell’apparato militare-industriale che dirige il paese, la sua amministrazione è stata decimata da revoche e sostituzioni e ha collezionato più plateali e goffi fallimenti che successi. La voce grossa di Trump in campo internazionale copre magagne sul fronte interno, dove la mobilitazione delle masse popolari sta diventando più estesa, capillare, radicale.

La crisi politica dei paesi della UE
In Germania si sono svolte le elezioni politiche il 24 settembre: i partiti del governo delle larghe intese (CDU e SPD) hanno preso una sonora batosta pur confermandosi le prime due forze del paese (-8,5% la CDU, -5,2% la SPD, con una affluenza del 76,2%). La SPD, al momento, ha dichiarato l’indisponibilità a sostenere Merkel in un altro governo di larghe intese. Vedremo se e quanto questo annuncio attiene alla realtà, dato che il risultato ottenuto da AFD – Alternativa per la Germania (12,6% e 96 seggi in parlamento, per un partito che ha coagulato vari settori dell’estrema destra e dei nostalgici del III Reich), si presta egregiamente a cavalcare l’onda dell’unità contro la deriva nazionalista. In ogni caso, quali saranno i giochi di potere per formarlo, il prossimo governo di Angela Merkel continuerà la strada intrapresa dai precedenti, una strada in cui, al netto di dati statistici, encomi di economisti e adulazioni della sinistra borghese nostrana (quelli che dicono che “bisogna fare come la Germania” per uscire dalla crisi), le masse popolari hanno pagato e stanno pagando caro il prezzo della crisi, come in tutti gli altri paesi imperialisti. Un articolo pubblicato da Le monde diplomatique in settembre “L’inferno del miracolo tedesco” (leggilo su www.carc.it) mostra il risvolto concreto della “stabilità tedesca”: estrema precarizzazione dei lavoratori, impiego obbligatorio in attività inutili e degradanti, controllo di stampo poliziesco sui disoccupati, ricatti e salari da fame.

In Francia è in ballo una versione rivista e peggiorata della Loi travail (ribattezzata Loi travail XXL) che ha fra i punti principali l’estensione dell’orario di lavoro (in particolare nei giorni festivi), la riforma della rappresentanza sindacale e un giro di vite sulle libertà sindacali. Macron cerca di coinvolgere i sindacati in un dialogo finalizzato a indorare la pillola, ma le piazze francesi sono tornate a riempirsi come ai tempi di Holland, fra proteste degli studenti, dei giovani delle periferie e gli scioperi della CGT. I gruppi imperialisti francesi sono al centro anche di una dura lotta con i comitati di affari italiani, emersa chiaramente nel periodo dell’intervento militare in Libia (2011 – di cui il governo francese fu forte sostenitore, oltre che partecipe): la contesa per le riserve di petrolio e soprattutto gas, storicamente amministrate dall’ENI, si è estesa e ha toccato molti ambiti della finanza: dai tentativi di Vivendi di acquisire Mediaset, pur con una forte presenza in Telecom Italia, fino alla mossa del governo Macron, che ha nazionalizzato i cantieri navali Saint Nazaire impedendone l’acquisto a Fincantieri. Recentemente (settembre 2017) la Consob ha sentenziato che le quote di partecipazione di Vivendi in Telecom Italia sono tali da permettere all’azienda francese di controllare quella italiana, un assist al governo Renzi-Gentiloni che procede verso la richiesta a Vivendi di assumere la piena responsabilità di Telecom, ereditando gli utili, ma soprattutto un debito di 7 miliardi di euro.

In Spagna il capo del governo centrale, Mariano Rajoy, sta riesumando condotte e modalità del vecchio regime fascista di Franco minacciando di arresto 700 sindaci della Catalogna, arrestando 11 fra ministri e dirigenti del governo autonomo catalano e inviando nelle strade truppe della Guardia Civil travisate in volto e bande di fascisti per aggredire le masse popolari catalane: è la risposta al referendum indetto dal Governo Autonomo della Catalogna per il primo ottobre. La battaglia è tutta aperta e qualunque esisto alimenta la crisi politica non solo spagnola, ma dell’intera UE: l’uso della violenza poliziesca e della repressione dispiegata per impedire il referendum è la faccia della democrazia borghese ai tempi della crisi generale; se il referendum si svolgerà (da considerare che è in ogni caso ritenuto illegale dalla costituzione spagnola, fortemente “franchista” nella sua struttura) sarà la stura alle tante nazioni senza stato presenti in Europa, se le forze reazionarie riusciranno a impedirlo, si tratta di una vittoria di Pirro dato che la brillante operazione di Rajoy ha avuto come principale risultato l’estensione a macchia d’olio della mobilitazione e della solidarietà agli indipendentisti catalani, tutt’altro che disposti a darsi per vinti, da ogni parte del mondo.

Conclusioni. La via della rivoluzione socialista è l’unica positiva per le masse popolari di tutto il mondo e il contributo che possiamo dare, il più alto, è farla nel nostro paese per aprire la strada alle masse popolari di tutti gli altri. La linea della costituzione del Governo di Blocco Popolare come strumento per avanzare nella rivoluzione socialista è quella che indichiamo agli operai e alle masse popolari che vivono e lavorano in Italia, è quella che perseguiamo e promuoviamo. E’ una via originale, cioè deriva dal bilancio delle esperienze della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, elaborato per la fase attuale, è una via caratteristica, cioè strettamente legata al contesto del nostro paese, ed è una via sperimentale, cioè impariamo a percorrerla percorrendola. Il disordine e il caos prodotti dalla borghesia imperialista sono la culla della nuova civiltà che la classe operaia e le masse popolari, guidate dal partito comunista, possono e devono conquistare.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

La manifestazione “Orgoglio Comune” del 23 settembre a Siena

Next Post

La solidarietà è un’arma

Related Posts

In evidenz

Intervista al compagno Ulisse, Segretario Generale del (nuovo)PCI

by Redazione di Resistenza
Marzo 14, 2018
0

...

Resistenza n.11-12/2017

La Situazione politica in Italia e i compiti dei comunisti

by Redazione di Resistenza
Novembre 7, 2017
0

...

A 25 anni dalla fondazione dei CARC, intervista a Pietro Vangeli, Segretario Nazionale del P.CARC

Novembre 7, 2017

Dallo sciopero generale del 27 ottobre a quello del 10 novembre: le tendenze positive che rafforzano la mobilitazione operaia e popolare

Novembre 7, 2017

Perché sono crollati i primi paesi socialisti? Cosa insegna quell’esperienza?

Novembre 7, 2017

Il contributo del P.CARC alla lotta ideologica nel Movimento Comunista Internazionale

Novembre 7, 2017

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d