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A un anno dal commissariamento di Bagnoli varie anime dei quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta, della città di Napoli e di altri luoghi del territorio, scenderanno in piazza a Roma il 23 settembre 2016. Il partito dei CARC dichiara la sua partecipazione a questa manifestazione e promuove la partecipazione di tutti i singoli, collettivi, aggregati e strutture politiche che hanno a cuore il protagonismo delle masse popolari e la lotta per affermarlo.

Sarà questa una mobilitazione che affonda le radici nella lotta, nel sudore e nelle vite di questi cittadini che con assemblee, manifestazioni di piazza, conferenze e picchetti hanno rivendicato il diritto di vivere in un quartiere dignitoso; un quartiere bonificato e liberato dallo sfacelo che il padronato di questo paese, i partiti di governo e la criminalità organizzata hanno generato; un quartiere inquinato e degradato che vive solo della cura e della spinta che le masse popolari che lo vivono sanno avere.

Con l’articolo 33 del Decreto Sblocca Italia, voluto dal governo Renzi, si impongono “procedure straordinarie” di intervento a Napoli, per l’ex area industriale di Bagnoli. Sin da subito le masse popolari del quartiere e della città tutta, hanno urlato la propria indignazione e opposizione al piano di speculazione e ulteriore depredazione del territorio che da decenni langue all’ombra delle enormi fumarole spente, baluardo di una imponente cattedrale nel deserto che imbratta il paesaggio di uno dei luoghi più belli al mondo. Negli ultimi mesi proprio da Napoli è ripartita la resistenza attiva ai disegni criminali e reazionari del governo delle larghe intese. La resistenza popolare montante va organizzandosi e coordinandosi alla luce della mobilitazione popolare più complessiva che attraversa la città e l’intero paese. Lo stesso sindaco De Magistris ha più volte affermato di essere contro la manovra di Renzi e di opporsi con tutti gli strumenti necessari per impedire questo progetto: uno su tutti la Costituzione italiana, anch’essa finita, non a caso, sotto attacco del governo Renzi.

Le assemblee popolari disseminate per il territorio, quella di Bagnoli in testa, diventano via via autorità popolari che inchiodano il Governo alle sue responsabilità e ne respingono l’autorità. Quanto sta avvenendo è il rovesciamento del rapporto di decisionalità sui territori, ponendo al centro la volontà e il protagonismo delle masse popolari che si organizzano, si coordinano e scelgono di decidere. Dobbiamo, ora, avanzare su questa strada! Opporsi non basta. Bisogna passare dalla protesta alla proposta! Bisogna puntare ad una nuova governabilità, alternativa a quella delle autorità costituite! Bisogna applicare concretamente la Costituzione che all’art. 9 promuove “lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica e la tutela e salvaguardia del patrimonio storico, artistico, ed ambientale”, principio che oggi, a partire dalla battaglia di Bagnoli, può e deve essere applicato solo dalle masse popolari organizzate, non certo da un governo reazionario e al soldo del Vaticano e dei gruppi imperialisti americani e sionisti, come il governo Renzi.

Dipende da noi, da ognuno di noi, dalle masse popolari che si organizzano per occuparsi direttamente del futuro delle aziende e della società, che sperimentano l’emanazione e l’attuazione di misure di emergenza in concorrenza e in rottura con quelle delle autorità costituite, a condurre una serie di iniziative e lotta concatenate e coordinate nel modo più vasto possibile. È sulla base di questo ruolo e sullo sviluppo del coordinamento che avanza la costruzione della rete della nuova governabilità, che non dipende né dalle elezioni né da qualche esponente illuminato della borghesia, dipende da quanto le organizzazioni operaie e popolari iniziano ad agire da Nuove Autorità Pubbliche a partire da quegli ambiti che la classe dominante non amministra più e lascia andare in malora, abbandona al degrado e al saccheggio da parte degli speculatori.

Subire o combattere, quindi: subire il governo della borghesia imperialista o imparare ad essere noi stessi governo! La posta in gioco è l’esercizio stesso del potere. La costruzione organizzata di un’alternativa politica per il governo popolare del territorio, per il governo del paese intero. Un governo di fatto delle organizzazioni operaie e popolari che opponga alla “legalità borghese” il processo di legittimità popolare della sua azione politica. Un governo che attui da subito misure concrete per far fronte agli effetti più gravi della crisi generale del sistema capitalista. Un governo che applichi in fondo le parti progressiste della Costituzione e che cacci via il governo Renzi e apra le porte alla rivoluzione socialista: un Governo di Emergenza Popolare!

Venerdi 23 Settembre, Partenza h 8:00 da Viale della Liberazione – Bagnoli H. 11:00 Piazza della Repubblica – Roma verso Palazzo Chigi!

La Segreteria Federale Campania

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