Solidarietà al Partito dei CARC
La mattina del 21 aprile, la Digos di Napoli ha perquisito le abitazioni di sei compagni, cinque a Napoli e uno a Firenze, tra cui tre membri della Direzione Nazionale del P.Carc, militanti della Federazione Campania e un giovane simpatizzante minorenne. Al termine delle perquisizioni alcuni compagni sono stati portati in Questura. Le ipotesi di reato contestate, tra cui l’articolo 270 bis, sono sempre un affastellamento caotico utile per un teorema giudiziario.
In Italia esiste un unico divieto alla costituzione di una formazione politica e all’apologia del suo pensiero, cioè è vietata la ricostituzione del partito fascista e la sua apologia.
Per quanto i vari governi abbiano lavorato nella costruzione di un impianto legislativo che pian piano erodesse la libertà di dichiararsi comunisti e costituire delle formazioni politiche basate sull’ideale comunista, vedi 270bis, questo diritto ancora ci appartiene perché la repubblica che nasce dalla guerra di liberazione dal fascismo ha visto la componente predominante delle formazioni comuniste nella vittoria contro il fascismo.
Ciò non ha impedito che la criminalizzazione delle lotte di classe per la giustizia sociale e la solidarietà con i popoli oppressi dall’imperialismo, abbia visto una brutale repressione, intimidazione e la produzione di nuovi reati (vedi decreti sicurezza).
Nella situazione di acuta crisi economica e sociale, davanti alle grandiose manifestazioni contro il genocidio in Palestina, contro gli attacchi all’Iran, al Libano, al Venezuela, contro l’economia di guerra e l’israelizzazione della struttura statale, il nuovo fascismo cerca di arginare o impedire con tutti gli strumenti repressivi a sua disposizione, non solo le lotte di piazza ma qualunque tentativo di costruzione politica opposta all’attuale neo fascismo.
Esprimiamo piena e incondizionata solidarietà ai compagni dei CARC e dell’ASC perquisiti e indagati.
La vostra lotta è la lotta di tutte e tutti noi.

