22 aprile 2026 – Comunicato del portavoce (Dichiarazione) 664
Fermate immediatamente la repressione fascista contro il partito CARC!
Le Autorità italiane hanno lanciato un’operazione repressiva con perquisizioni e sequestri di beni contro il Partito dei CARC (Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo). Nelle prime ore del 21 aprile, la polizia ha fatto irruzione nelle abitazioni di cinque dirigenti del P.CARC e di un simpatizzante minorenne tra Napoli e Firenze. Le accuse includono la promozione, l’organizzazione, la direzione e il finanziamento di gruppi intenti a commettere atti violenti di terrorismo o sovversione; espliciti riferimenti alle “Brigate Rosse” e alle “Nuove Brigate Rosse”; il coinvolgimento di minori in questi “crimini”. La base giuridica di questa azione è l’articolo 270-bis del Codice Penale. L’articolo 270-bis era il fulcro delle leggi speciali emanate dal governo della Democrazia Cristiana (DC) durante l’intenso sommovimento politico degli anni ’70, noti come gli “Anni di Piombo”, per sradicare le organizzazioni combattenti. Questa legge è un’atrocità fascista che permette di punire l’“associazione” in sé come terrorismo anche “prima che si sia verificato alcun atto criminale specifico”. L’applicazione dell’articolo 270-bis da parte delle Autorità contro il P.CARC – tirando in causa l’organizzazione combattente del passato “Brigate Rosse” e coinvolgendo minori – è un atto di innegabile stampo fascista contro il P. CARC.
La repressione del P. CARC da parte del governo italiano è in aperta sfida all’opinione pubblica che si oppone alla svolta di estrema destra dell’Italia. Il governo Meloni sta trasformando l’Italia in una base avanzata per le forze di aggressione della NATO. Nell’ambito del rafforzamento delle capacità di risposta rapida della NATO in Europa, il governo sta spingendo per costruire una grande base che funga da centro di addestramento e logistica per le forze speciali nella zona di Coltano, vicino a Pisa. Inoltre, il governo sta potenziando le funzioni della base aerea di Sigonella in Sicilia – un hub per i droni di sorveglianza terrestre della NATO – e del Comando Interforze Alleato di Napoli, che ha come obiettivo il Nord Africa e l’Asia occidentale. Dal punto di vista politico, il governo ha stanziato circa 35,5 miliardi di euro per il bilancio integrato della difesa 2025 e ha approvato il Documento di Pianificazione Pluriennale della Difesa per aumentare il bilancio del Ministero della Difesa. In risposta, le organizzazioni progressiste, tra cui il P.CARC, stanno lottando con parole d’ordine come “La NATO è una macchina di morte”, “Fuori l’Italia dalla NATO” e “Chiudere le basi USA-NATO”. Il “Coordinamento Nazionale NO-NATO”, un coordinamento nel quale il P.CARC è attivamente coinvolto, ha promosso la confluenza della protesta contro la NATO con le mobilitazioni per il prossimo 25 aprile. Le perquisizioni, i sequestri e la repressione da parte degli apparati di pubblica sicurezza contro il P.CARC costituiscono una brutale repressione contro tutte le forze che si oppongono alla NATO.
Il governo Meloni sta portando avanti senza sosta manovre neoliberiste. Dopo aver approvato il “Decreto Lavoro” in Consiglio dei Ministri il 1° maggio 2023 – che ha allentato le restrizioni sul rinnovo dei contratti a tempo determinato e ampliato le riduzioni dei contributi previdenziali a carico delle imprese – il governo ha tagliato in modo significativo stato sociale abolendo l’esistente Reddito di cittadinanza e sostituendolo con l’“Assegno di Inclusione” nel gennaio 2024. Inoltre, durante tutta la seconda metà del 2024 e nel 2025, il governo ha intrapreso una serie di manovre per bloccare di fatto l’introduzione di un salario minimo. A partire dal 2026, sta spingendo per una legislazione che limiti il diritto di sciopero nel settore pubblico e sta attuando linee guida che rifiutano di riconoscere lo “status di lavoratore” ai lavoratori delle piattaforme online, creando così una stratificazione nello sfruttamento dei lavoratori e delle masse popolari italiane. Le forze progressiste e del movimento sindacale, tra cui il P.CARC, hanno denunciato le politiche anti-operaie e anti-popolari del governo Meloni come “schiavitù moderna” e vi si stanno opponendo; inoltre, i principali sindacati hanno organizzato scioperi generali su larga scala tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026.
Nulla può fermare la rabbia e la resistenza del popolo italiano contro il governo Meloni. Il tasso di gradimento dell’attuale compagine di governo si attesta solo intorno al 30%. L’opinione pubblica contraria alla guerra e alla NATO supera il 60%. Una vasta maggioranza che rifiuta le riforme reazionarie delle leggi sul lavoro, i tagli al welfare e i tentativi del governo di assumere il controllo della magistratura. Allo stesso tempo, dobbiamo prestare molta attenzione al fatto che la “fascistizzazione” sta procedendo rapidamente in Italia, la culla stessa del fascismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati imperialisti fascisti passarono dalla repressione fascista interna alle guerre di aggressione all’estero. Nell’attuale situazione di Terza Guerra Mondiale, mentre la guerra si intensifica nell’Asia occidentale adiacente all’Italia, la repressione fascista da parte del governo Meloni delle forze progressiste, come il P.CARC, è di per sé estremamente pericolosa. Dove c’è repressione, c’è resistenza; quando l’oscurità si fa più fitta, l’alba è vicina. L’umanità progressista del mondo si solleverà in una lotta totale contro gli imperialisti per rovesciare l’imperialismo e il fascismo, e accelererà l’avvento del nuovo mondo di indipendenza, pace e democrazia.
Seoul, Gwanghwamun
Ufficio del portavoce del Partito della Democrazia Popolare

