Ci è arrivata stamattina la notizia della perquisizione a casa di un compagno del Partito dei Carc.
Sei agenti della Digos hanno richiesto il sequestro del telefono e hanno portato il compagno in questura. L’accusa fa leva sull’articolo 270-bis del codice penale, articolo che tratta le casistiche di eversione dell’ordine democratico.
Questo evento, non casuale, avviene dopo quelli di poche settimane fa in cui le forze dell’ordine hanno portato avanti denunce e multe ad altre due compagne dei CARC per chiedere con uno striscione la cacciata del governo Meloni e ad alcuni compagni che in
piazza Tanucci contestavano l’apertura della sede di Futuro Nazionale del generale Vannacci.
Alla repressione che aumenta, ai nostalgici del fascismo e alle derive autoritarie del governo rispondiamo con fermezza con la solidarietà di classe verso il partito dei CARC e verso tutti i compagni di lotta!
Seguiamo gli sviluppi della vicenda, rimanendo in massima allerta e pronti a dare maggior vigore alla mobilitazione popolare contro questo governo nostalgico del fascismo

