Ci troviamo in un momento importante della lotta politica e di classe. Siamo nel pieno della Terza Guerra Mondiale. Una guerra voluta dai caporioni della Comunità Internazionale degli imperialisti con alla testa gli USA e la NATO. Una guerra che ha un pesante impatto sulla vita delle masse popolari. Una guerra esterna, contro altri popoli e paesi, che si combina con la guerra interna, contro le masse popolari e i lavoratori del territorio. Cresce il costo della vita, aumentano la disoccupazione e le aziende che chiudono, si moltiplicano i morti sul lavoro. Scendono i salari, si riducono i servizi pubblici (istruzione, sanità, trasporti, ecc.) e peggiorano le condizioni di vita per le masse popolari.
Una guerra economica, politica, securitaria e istituzionale che ha dirette ricadute anche sul territorio campano. Una regione, la nostra, che al di là delle belle parole di Fico, De Luca, Manfredi e dei loro galoppini è a tutti gli effetti teatro e complice della guerra in corso. È dalla base Nato di Lago Patria e da quella Usa di Capodichino che partono ordini, uomini e si adoperano mezzi per il genocidio del popolo palestinese a Gaza. È dai porti di Napoli e Salerno che si muovono armi e mezzi di guerra.
A Napoli la giunta Manfredi prosegue con l’attuazione del “pacco per Napoli” in assoluta complicità con il Governo Meloni. Da anni assistiamo all’ondata di privatizzazioni del patrimonio immobiliare, alla gestione privatistica di spiagge, parchi e beni culturali, all’attacco sui beni comuni, allo svuotamento della metropoli ai fini mercificatori che investe non solo il centro storico, ma si espande da Bagnoli a Napoli Est, dal porto alle periferie interne, con l’esplosione della turistificazione soprattutto nei quartieri del centro e con il conseguente peggioramento per i settori più esposti alla crisi, all’instabilità economica, abitativa e sociale. Un’amministrazione che appoggia e sostiene le politiche guerrafondaie del governo Meloni, in particolare contro il popolo palestinese e il genocidio in corso a Gaza. Una giunta nemica dei disoccupati, dei lavoratori e di tutti i proletari della nostra città.
La nostra forza è il numero. Dallo sciopero del 22 settembre alla manifestazione nazionale a Roma del 4 ottobre, i lavoratori organizzati e le masse popolari organizzate hanno dato una dimostrazione della loro forza. Siamo milioni. Dobbiamo organizzarci per farla valere e dare al movimento popolare uno sbocco all’altezza delle sue potenzialità: cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare. Un governo partigiano della pace e della Palestina libera che agisce attuando la Costituzione del 1948. Quel movimento non si deve fermare, deve continuare, proseguire e svilupparsi. Per fare questo la parola d’ordine è organizzarsi.
– Sul posto di lavoro incontrarsi con colleghi e colleghe che hanno partecipato alle mobilitazioni delle scorse settimane, che sono solidali con il popolo palestinese, scontenti del governo Meloni, preoccupati di come vanno le cose: creare in ogni azienda un nucleo, anche piccolo, di lavoratori che iniziano a ragionare, decidere e agire insieme.
– Nelle scuole e nelle università aderire agli organismi studenteschi, mantenere alto il livello di mobilitazione e collegarsi con i professori e con il personale amministrativo: il mondo della scuola si è mobilitato in massa e quella mobilitazione va coltivata e sviluppata.
– In città ci sono organismi e gruppi di coordinamento: partecipare, contribuire al loro sviluppo, al loro legame con i lavoratori, con gli studenti e con il resto della popolazione.
Di questo discuteremo venerdì 28 novembre in Galleria Principe di Napoli a partire dalle ore 18:00 in sinergia con lo sciopero generale del 28 novembre e della manifestazione per la Palestina di Roma del 29 novembre.


![[Napoli] Sull’iniziativa “la verità sull’Iran” e un tentativo di contestazione…](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2026/06/image-3.png?fit=1600%2C1200&ssl=1)

![[Napoli] Sul ferimento di Noemi a Piazza Nazionale: trasformiamo la rabbia in coscienza e organizzazione!](https://i0.wp.com/www.carc.it/wp-content/uploads/2019/05/15181342_1292298407459679_8524340666729857415_n.jpg?fit=960%2C539&ssl=1)