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Milano. La lotta degli insegnanti precari per il diritto al lavoro

Teresa Noce by Teresa Noce
Ottobre 3, 2023
in Resistenza n. 10/2023
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– da Emilia Piccolo, delegata Adl Cobas

Nel mese di settembre, come Adl Cobas abbiamo raccolto la richiesta disperata di numerosi precari e precarie milanesi licenziati da un algoritmo, magari dopo anni di servizio e nonostante ci sia il problema delle cattedre vuote.

Dopo un incontro fallimentare con il provveditore dell’Ufficio Scolastico Territoriale (Ust), i precari e le precarie, veri protagonisti di questa lotta, non avendo ricevuto le risposte necessarie, hanno deciso di occupare il tetto dell’Ust.

Durante la vertenza abbiamo scoperto che il problema non riguarda solo Milano, ma è esteso a livello nazionale a causa del peggioramento di alcune norme dettato da apposite circolari ministeriali pubblicate dal ministro Valditara. Almeno 5 mila insegnanti nella sola Lombardia non hanno ricevuto la nomina perché non sono state pubblicate correttamente le disponibilità delle cattedre effettive, che noi chiamiamo “cattedre fantasma”. Questo avviene perché nelle graduatorie da anni non vengono depennati i docenti di ruolo, che hanno ricevuto quindi doppie nomine e formalmente occupano cattedre che in realtà sono lasciate vuote, creando così un problema di servizio per le studentesse e gli studenti, nonostante la propaganda racconti che quest’anno gli insegnanti sono entrati in servizio il 1 settembre.

Grazie a questa lotta sono “miracolosamente” state pubblicate nuove disponibilità, centinaia se non migliaia di cattedre che mancavano all’appello durante l’assegnazione degli incarichi annuali. In questo momento stiamo continuando a spingere per una pubblicazione realmente trasparente dei posti disponibili, che in realtà ci sono e vanno assegnati in base alla graduatoria di merito. Per noi il merito, a differenza di quanto pensa il ministro Valditara, non è la compravendita di titoli, per noi il merito è il lavoro, è avere la passione per il nostro lavoro.

Abbiamo occupato il tetto dell’Ust per cinque giorni. Sono stati cinque difficili giorni perché le condizioni climatiche non ci hanno aiutato, abbiamo lottato con la pioggia e con il vento. Sono stati giorni duri, ma riconosciamo che nella difficoltà i lavoratori si uniscono, si ricompattano e creano nuove speranze.

Dobbiamo ringraziare i numerosi solidali, cittadini e studenti, che in maniera spontanea non ci hanno fatto mancare cibo, coperte, sacchi a pelo. Ringraziamo anche tutte le realtà organizzate che hanno sostenuto la lotta sul tetto, anche per più giorni. É un bel segnale perché in questo specifico momento storico riteniamo che l’unità di classe sia importante, al di là delle sigle di appartenenza.

Dopo cinque giorni di occupazione abbiamo ricevuto l’invito della prefettura a partecipare a un tavolo risolutivo. Una delegazione si è presentata, ma contemporaneamente abbiamo mantenuto il presidio. Abbiamo apprezzato il fatto che la prefettura di Milano abbia inviato una nota al ministero (che a essa dovrà rispondere) chiedendo un intervento urgente che sani l’operato di tutti gli uffici scolastici territoriali affinché lavorino in maniera uniforme, ripristinando i diritti dei lavoratori a vedersi assegnato un incarico annuale. Questo è possibile sistemando gli errori legati all’algoritmo che è un sistema esternalizzato a diverse aziende che in caso di problemi difficilmente comunicano fra loro per risolverli; un problema estremamente serio che pesa sulle tasche dei cittadini per un costo di milioni di euro.

È necessario sanare la situazione pubblicando le nomine per le cattedre fantasma che in agosto non erano presenti, depennando i docenti che sono già di ruolo e che hanno avuto una doppia nomina, lasciando così molte cattedre vuote. è necessario superare il sistema dell’algoritmo e tornare a un sistema di trasparenza delle nomine: l’unico modo per noi è quello di farle in presenza.

Siamo stati invitati a segnalare gli errori e questi sono veramente numerosi. Abbiamo fatto una riunione, abbiamo stilato una lunghissima lista che abbiamo inviato in prefettura e al provveditore. Quest’ultimo continua a fare muro contro muro dichiarando che ha agito secondo norma e che a Milano non ci sono stati errori. Gli errori materiali invece esistono e in particolare nell’ufficio milanese falcidiato dai tagli e dal blocco del turnover. Chi è andato in pensione non è stato sostituito e sono giusto due persone che si occupano delle graduatorie delle scuole milanesi (400/500 scuole). A tal proposito, noi vogliamo assolutamente esprimere la nostra solidarietà a questi lavoratori e ci appelliamo a loro affinché si crei una mobilitazione interna per ripristinare il numero dell’organico, perché è inammissibile una situazione che ti costringe a lavorare anche per dodici ore senza staccare il sabato e la domenica. Nonostante la loro abnegazione l’errore materiale è assolutamente prevedibile.

Il comitato di lotta continua a restare in contatto e abbiamo deciso di rilanciare con nuove iniziative a partire dal 26 settembre, perché l’arroganza del provveditore non ci tranquillizza per niente. Abbiamo poca fiducia rispetto a istituzioni che spesso si rimpallano le responsabilità e quindi non si capisce più chi è responsabile di cosa.

Ci auguriamo che questa vertenza sia raccolta anche da altri sindacati e lavoratori, perché assuma un carattere nazionale in termini di rivendicazioni concrete. In particolare ci auguriamo che le colleghe e i colleghi romani possano mettere in campo a loro volta delle rivendicazioni affinché l’intervento ministeriale, richiesto dalla prefettura per ripristinare il diritto di tante lavoratrici e lavoratori ad avere una cattedra, si effettui il più velocemente possibile. Noi siamo pronti a dare una mano e supporto concreto sotto il ministero.

Milano, 25 settembre 2023

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