La Settimana Rossa di mobilitazione contro la guerra

Pane, Pace, Libertà

Per la Settimana Rossa del 25 aprile – Primo Maggio come P.CARC avevamo lanciato un appello alle organizzazioni comuniste, alle forze anti Larghe Intese, alle organizzazioni sindacali combattive, ai comitati contro la guerra, alle reti contro la crisi climatica e ambientale, agli organismi operai e popolari, alle Sezioni dell’Anpi e ai circoli Arci per una settimana di mobilitazione coordinata sui territori contro il programma comune delle Larghe Intese e per gli interessi delle masse popolari.

Questo appello si è tradotto sui territori nella partecipazione delle Sezioni alle varie celebrazioni e iniziative e nella costruzione di presidi, azioni di lotta, volantinaggi all’insegna delle parole d’ordine “Pane, Pace, Libertà”. Una mobilitazione che si è protratta poi fino agli appuntamenti del 2 e 9 maggio, anniversari della strage di Odessa (2 maggio 2014) e della vittoria della Grande Guerra Patriottica (9 maggio 1945), e di cui nell’articolo riportiamo alcuni esempi.

25 Aprile

A Milano i compagni hanno preso parte, insieme alla Rete “Sciogliamo la Nato, Mai più guerre” e al Coordinamento per la Pace al corteo cittadino istituzionale, in uno spezzone di circa 600 persone. L’obiettivo principale era quello di opporsi al tentativo degli organizzatori di associare la Resistenza partigiana alla “resistenza” ucraina, isolando la componente delle Larghe Intese (Pd e affini) presente nel corteo. I compagni hanno sfilato uniti dietro lo striscione “Partigiani della pace”, per la fine del conflitto in Ucraina, per il disarmo, per farla finita con l’economia di guerra e le speculazioni che colpiscono le masse popolari del nostro paese.

La Sezione di Bologna ha invece aderito alla manifestazione “Partigiani del Domani” organizzata da Vag61 con uno spezzone unitario costruito insieme a Costituente Comunista. L’Amministrazione Comunale aveva provato a chiudere la piazza alla festa popolare che si è svolta dopo il corteo, ma la battaglia del comitato promotore l’ha fatta desistere. A Bologna il corteo ha gridato forte e chiaro l’opposizione non solo alla Nato e all’Ue, ma anche al Pd, ovvero al partito della guerra e del cemento. Nei giorni successivi, con l’alluvione che ha colpito la regione, si è visto bene il disastro provocato da decenni di amministrazione del Pd e delle Larghe Intese…

A Firenze i compagni hanno partecipato alla piazza organizzata da Firenze Antifascista, dove tutte le organizzazioni politiche, gli organismi, i sindacati di base presenti hanno portato contenuti nell’ottica dell’organizzazione contro il governo Meloni e contro la sudditanza a Ue e Nato che trascina il nostro paese in guerra. Una guerra fatta anche – come mostra l’esempio della Gkn – di smantellamento dell’apparato produttivo, di delocalizzazioni, di privatizzazione dei servizi pubblici e carovita. Altro tema della piazza è stato quello della lotta alla repressione e contro l’agibilità che istituzioni locali (Pd) e nazionali danno alle organizzazioni neo-fasciste, come a Firenze dove CasaPound ha aperto pochi mesi fa una nuova sede e per la cui chiusura sono già state organizzate varie manifestazioni.

Anche i compagni della Sezione di Roma hanno sfilato in corteo in uno spezzone unitario composto da Pci, Comitato di Solidarietà con i Comunisti e gli Antifascisti Perseguitati in Ucraina, Confederazione delle Sinistre Italiane, insieme ai giornalisti Alberto Fazolo e Fausto Marini.

A Napoli la Federazione Campania ha preso parte al corteo promosso da Smash Rebellion e dagli studenti, insieme ad altre organizzazioni sindacali e politiche (Si Cobas, Iskra, Potere al Popolo, Prc, Giovani Comunisti, Sinistra Classe e Rivoluzione, Non Una Di Meno) e organizzazioni popolari come il Comitato San Gennaro, la Consulta Popolare e i comitati ambientalisti. Oltre ad aver portato le parole d’ordine “Pane, Pace, Libertà” e i contenuti comuni, durante il corteo è stato affisso uno striscione davanti alla sede della Cgil, in segno di critica verso il sindacato che non mobilita i suoi iscritti e il resto delle masse popolari a “fare come in Francia”.

Primo Maggio

A Bologna la Sezione ha aderito al corteo “Giù le armi – Su i salari”, co-promosso dal P.CARC insieme a Sgb Usi-Cit, Unione Inquilini, Peace Link, Sinistra Unita per Bologna, Prc e Pci. In continuità con le manifestazioni del 25 Aprile, l’opposizione alla guerra della Nato, ai partiti delle Larghe Intese e alle loro politiche che devastano il paese a tutti i livelli è stato il leitmotiv dell’iniziativa. Che le risorse economiche per mandare le armi in Ucraina vengano usate per lavoro, salari, pensioni e welfare!

A Firenze, la Federazione Toscana ha preso parte alla manifestazione del coordinamento unitario dei sindacati di base Ogni Giorno è il Primo Maggio, organizzata nel quartiere popolare dell’Isolotto. Tema centrale dell’iniziativa è stato, ovviamente, quello del lavoro, dello smantellamento dell’apparato produttivo e dell’opposizione al governo Meloni e alla sua politica di guerra e miseria. Tra i vari interventi, ci sono stati anche quelli dei compagni dello Sri Lanka e della comunità peruviana di Firenze, a sottolineare l’internazionalismo proletario e la solidarietà tra i lavoratori di tutto il mondo.

Altre iniziative

2 maggio, Napoli. In occasione dell’anniversario della strage alla Casa dei Sindacati di Odessa, i compagni della Federazione Campania hanno promosso insieme a GalleRi Art un flash-mob e un banchetto informativo, con raccolta firme per il referendum contro la guerra. Gli interventi in piazza hanno messo in luce la politica del governo ucraino – fantoccio della Nato – che da anni porta avanti una politica di persecuzione contro le organizzazioni comuniste, gli antifascisti e la popolazione di lingua e cultura russa, oltre ad aver messo al bando il Partito Comunista Ucraino e tutti i partiti politici di opposizione. La solidarietà internazionalista e l’antifascismo popolare devono essere usati come armi per alimentare l’organizzazione delle masse popolari italiane per cacciare il governo Meloni e avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista!

2 maggio, Milano. In occasione dell’anniversario della strage alla Casa dei Sindacati di Odessa, i compagni delle sezioni di Milano Nord Est, Sesto San Giovanni, Milano Sud e Casoretto hanno organizzato un presidio sotto l’Ufficio Rappresentanza della Nato che si trova a Brera, in pieno centro. Al presidio è stato esposto uno striscione che ricordava la strage di Odessa con su scritto “Mano nazista, piani della Nato”, a voler evidenziare il legame tra l’attentato alla Casa dei Sindacati, la persecuzione dei comunisti in Ucraina, il colpo di stato dell’Euromaidan e l’apparato militare della Comunità Internazionale degli imperialisti.

9 maggio, Napoli. In occasione della Giornata della Vittoria il P.CARC e compagni del Prc, Pc, Pci, Costituente Comunista, Patria Socialista, i giornalisti Alberto Fazolo e Marinella Mondaini hanno inviato un video-messaggio congiunto ai comunisti e alle masse popolari dell’ex Urss. Nel video, che è stato diffuso e pubblicato da varie testate giornalistiche dei paesi ex sovietici, è stato letto un documento in cui le celebrazioni della vittoria dell’Urss sul nazifascismo si legano alla lotta odierna per mettere fine alla partecipazione dell’Italia alla guerra scatenata dagli imperialisti Usa-Nato. Una lotta che vede i comunisti italiani impegnati in un fronte comune per organizzare le masse per sabotare la guerra e farla finita con il sistema di potere che affama il paese, lo devasta e lo prostituisce agli imperialisti Usa.

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