Il periodo della Nuova Politica Economica (NEP), tra il 1921 e il 1928, aveva consentito la ripresa dell’attività economica del paese, messo a dura prova dalla Prima guerra mondiale e dall’accerchiamento interno ed esterno conseguente alla vittoria della Rivoluzione d’Ottobre.

La Nuova Politica Economica fu istituita, quindi, come un “sistema transitorio misto” che servì a superare i limiti e le difficoltà del post guerra e, soprattutto, a preparare la strada al socialismo. Questa misura fu’ messa in atto dallo Stato sovietico e consisteva nel lasciare sviluppare l’economia mercantile e l’economia capitalista entro limiti fissati dallo Stato sovietico, cioè lasciare operare liberamente i lavoratori autonomi (in pratica i contadini) e i capitalisti entro margini fissati dallo Stato proletario.

Ma perché fu istituita la NEP?

Subito dopo la rivoluzione, nel 1917, si attuò una politica di razionamento della produzione, politica che permise al nascente stato sovietico di superare alcune difficoltà iniziali e di avviare un processo positivo di centralizzazione statale della produzione. Questa era una misura provvisoria che necessitò, dopo pochi anni, di un ampliamento e un potenziamento della produzione intervenendo su tutto il sistema economico, allargando così l’edificazione sovietica anche nelle campagne (che in quegli anni erano ancora poco sviluppate).

Lenin, allora, intervenne comprendendo che le condizioni economiche non erano abbastanza sviluppate, bisognava sviluppare il carattere collettivo delle forze produttive, “per raggiungere il socialismo, bisognava creare i prerequisiti materiali mancanti della modernizzazione e dello sviluppo industriale”, seguendo quindi gli insegnamenti di Marx secondo cui “una nazione deve prima raggiungere la piena maturazione del capitalismo come presupposto per la realizzazione socialista”. Da qui l’esigenza di istituire una Nuova Politica Economica, e da qui l’importanza che questa misura ha assunto nel processo di edificazione sovietica e nella costruzione del primo paese socialista al mondo.

I principali provvedimenti adottati nel corso della NEP furono:

  • Il libero commercio all’interno del Paese entro i limiti decisi dallo Stato, quindi aprì i mercati al libero scambio, aumentando così la produzione e l’interazione tra città e campagna;
  • I contadini possessori di piccoli appezzamenti di terreno (Kulaki) possono vendere le eccedenze dei propri prodotti, quindi avere una “proprietà” sulle terre, pagando allo Stato centrale una tassa (in natura), accompagnata dal ripristino del libero movimento dei prodotti agricoli: questa misura portò all’aumento del 40% della produzione.
  • L’uso del denaro, inizialmente con buoni non convertibili denominati “sovznaki“, successivamente (dal 1922, a seguito di riforma monetaria) la valuta vera e propria denominata “chervonets” . Viene istituito il lavoro salariato, e nelle fabbriche e negli impianti viene introdotta la contabilità dei costi, controllati da un sistema dirigenziale basato sui consigli di amministrazione.
  • Il diritto di “autodeterminazione dei popoli”, si riconosce l’autodeterminazione di alcune nazionalità quali Ucraina, Bielorussia e Repubblica del Caucaso, tant’è che il nome scelto per il nuovo stato socialità fu’ L’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
  • Creazione e potenziamento dell’apparato statale pubblico, tramite la creazione del Sistema Sanitario Nazionale, il Sistema dell’Istruzione Pubblica, ecc.

Tra il 1928 e il 1936 – nel frattempo la guida dell’URSS passò a Stalin – procedeva l’edificazione del socialismo attraverso due piani quinquennali (1928/1932 e 1933/1937), piani che sostituirono la NEP che oramai aveva esaurito il suo obiettivo. Così la produzione industriale raggiunse i livelli dei principali paesi imperialisti, l’industria privata, il commercio e la speculazione erano pressoché scomparsi e l’agricoltura era stata interamente collettivizzata. Fu in questo contesto che, nel febbraio del 1935, una specifica Commissione viene incaricata di stendere il testo di una nuova Costituzione che riflettesse i profondi cambiamenti avvenuti nel paese. Le conquiste realizzate con l’edificazione del socialismo in ogni campo dell’organizzazione economica politica e sociale del paese furono certificate e diventarono pilastri portanti dello Stato sovietico.

Per approfondimenti rimandiamo l’opuscolo di Lenin Sull’imposta in natura http://www.nuovopci.it/classic/lenin/impnat.html

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