Il governo che serve

Non un governo di servi

La classe dominante, dopo aver composto in un intricato puzzle gli interessi di USA, UE, Vaticano e Organizzazioni Criminali, il 23 ottobre ha installato il suo nuovo governo, il governo Meloni.

Accidentalmente esso è composto dai partiti che hanno vinto le elezioni del 25 settembre, ma ciò è stato possibile solo grazie alle giravolte di Fratelli d’Italia ad esempio sul ruolo della NATO e sull’aggressione alla Federazione Russa, che si sono combinate a quelle cui ci aveva già abituato la Lega di Salvini.

Purtroppo per la classe dominante, nel campo del Centro-destra non c’erano profili di rilievo, pertanto a comporre il governo sono dovuti scendere in campo dei riciclati, seconde file e comparse.

Se sul piano dei profili siamo ben lontani dai fasti del governo Draghi, che era “il governo dei migliori” (occorre specificare che c’è una punta di sarcasmo?), sul piano del contenuto le cose sono più chiare.

A più riprese, Giorgia Meloni è andata a ripetizioni da Mattarella e Draghi (per un’oretta anche il giorno prima del passaggio di consegne), la legge di bilancio compilata dagli scriba è già nel cassetto e, per fugare ogni dubbio, Draghi ha piazzato Giorgetti al Ministero dell’Economia e ha commissariato il Ministero dell’Ambiente, affidando a Cingolani, Ministro uscente, un’ingombrante “consulenza”. C’è, quindi, un Ministro dell’Ambiente “finto” (Gilberto Pichetto Fratin) e uno vero (Cingolani).

GIRAVOLTE
Giorgia Meloni il 14 ottobre del 2016: “La decisione di schierare truppe NATO, anche italiane, in Lettonia a partire dal 2018 è una idiozia degna della fallimentare politica estera di Barack Obama. L’Europa e l’Italia non hanno alcun interesse a creare un clima di guerra fredda con la Russia, e per di più questa provocazione è, da un punto di vista strategico, totalmente inefficace a contrastare un’ipotetica situazione di conflitto. Purtroppo le nazioni europee sono ormai governate da piccoli politici attenti solo a rispettare i compiti dati loro dai burocrati europei e non a tutelare il proprio interesse nazionale” (dalla sua pagina Facebook).
Giorgia Meloni il 19 ottobre 2022: “Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo” (dichiarazione alla stampa).

La potenziale lista delle cose che non stanno in piedi è lunga. L’incastro degli intricati interessi non è affatto terminato, anzi ne vedremo delle belle. Tuttavia, una riflessione si impone sulle altre.

I lavoratori e le masse popolari non hanno bisogno di un governo di servi degli USA, della UE, del Vaticano e delle Organizzazioni Criminali. Serve un governo che affronti subito le questioni che rendono loro la vita impossibile.

– Difesa dei posti di lavoro esistenti, ad esempio approvando subito il decreto antidelocalizzazioni promosso dagli operai GKN, che giace in qualche cassetto dimenticato dei palazzi romani. Vale la pena ricordare che l’attuale decreto antidelocalizzazioni – regia del governo Conte 2, firmato da Giorgetti (Lega) e Orlando (PD) – è “una cagata pazzesca” al punto che persino il presidente del Friuli – Venezia Giulia lo ha impugnato con un ricorso, data la completa inefficacia sul caso Wartsila.…

– Un piano nazionale per creare posti di lavoro utili, sicuri, sotto tutela dei CCLN: l’avvio e i risultati di un tale piano sono l’unica condizione possibile per “rivedere” il Reddito di Cittadinanza (altro che eliminarlo!); l’arruolamento di un “esercito” di ispettori del lavoro e controlli a tappeto nelle aziende, basta piagnistei sulla strage di lavoratori.

– Un piano per la distribuzione dei beni e servizi ad aziende e masse popolari. Non solo “ogni azienda deve avere ciò che serve per funzionare”, ma ogni scuola deve avere garantiti riscaldamento ed energia elettrica, ogni famiglia deve avere una casa, il riscaldamento e l’elettricità.

– Eliminare tutte le attività produttive dannose per la salute e l’ambiente, riconvertendole in attività sostenibili e sicure; abolizione di tutte le attività che creano dipendenza – gioco d’azzardo, scommesse, Gratta e vinci, ecc. – e che rovinano le persone e le famiglie.

– Un’azione politica, a livello interno e internazionale, che metta subito fine alla partecipazione dell’Italia ai conflitti scatenati dagli imperialisti USA e la sottragga dalla morsa della NATO. Un’azione politica che promuove relazioni solidali, di cooperazione e scambio con tutti i paesi disposti ad averne con noi.

– Epurazione degli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione che sabotano la trasformazione del paese; conformazione delle Forze dell’Ordine, Forze Armate e Servizi d’Informazione allo spirito democratico della Costituzione del 1948; ripristino della partecipazione universale dei cittadini alle attività militari a difesa del paese e a tutela dell’ordine pubblico.

Le masse popolari hanno bisogno di un governo che non si limita ad affermare di fare i loro interessi, ma che le mobilita per attuare le misure pratiche in cui questi si traducono; un governo composto da persone che godono della fiducia degli organismi operai e popolari, in ragione del sostegno che danno alle loro lotte.

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Cartellino rosso per il governo Meloni

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