[Val d’Elsa] Lavoro/ambiente è contraddizione solo nel capitalismo: la parola al Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa

La zona industriale della Zambra ha sul territorio varie aziende impattanti, potenzialmente rischiose per l’ambiente e la salute pubblica. Contro il nuovo progetto di espansione dei nuovi proprietari della distillieria Deta, un anno fa si è formato un comitato di lotta di cittadini, il Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa. Il comitato nasce con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sui rischi derivanti dalla costruzione della nuova ciminiera di 60 metri della distilleria Deta. Questa è stata costruita a ridosso di diversi centri abitati e, non solo non ha risolto i problemi odorigeni, ma immette anche nell’aria sostanze altamente inquinanti che, in grande quantità, sono rischiose per la salute.

L’attività dell’azienda, prevista inizialmente per circa 100 giorni all’anno, per effetto di un’autorizzazione regionale è stata letteralmente triplicata con il conseguente aumento di fumi, di emissioni e di transito di mezzi pesanti che portano in Val D’Elsa la vinaccia dal Nord Italia. Quella montagna di vinaccia -da settembre ancora oggi visibile- posta sul piazzale della distilleria a fermentare emana cattivi odori e la sua lavorazione può comportare gravissime conseguenze per la salute dei cittadini e un danno per le attività lavorative limitrofe (aziende agricole, agriturismi…), in quanto nessuno ha voglia di stare in vacanza in un posto fumoso e nauseabondo.

Il Comitato ha condotto una serie di ricerche denunciando tini che perdevano sostanze nella notte, allarmanti emissioni fumogene, emissioni odorigene che impestano la zona; questi disagi in parte sono dovuti a macchinari vecchi e alla maggiore quantità di lavoro da smaltire.

Quanto denunciato dal comitato ha avuto conferma anche da una verifica fatta dall’Arpat, che ha rilevato che nei mesi di ottobre e novembre l’azienda ha superato i limiti odorigeni previsti dalla loro autorizzazione. E’ stato chiesto all’azienda di ripristinare i limiti emissivi autorizzati e stupisce che, con queste prove schiaccianti, la distilleria Deta abbia avuto il riconoscimento ISO 14001 per le politiche ambientali, un traguardo, asserisce l’azienda, “raggiunto grazie alle precise e concrete politiche ambientali messe in atto negli ultimi anni”, vantando così, nonostante i fatti esposti, l’ottenimento di questo attestato Green!

Il comitato ha inoltre sottolineato che, benché l’attività dell’azienda sia triplicata, la forza lavoro è stata implementata in maniera irrisoria e molti dei lavoratori sono stagionali o a tempo determinato.

Questo aspetto è essenziale per non cedere al ricatto lavoro-ambiente e per legare la lotta per la tutela dell’ambiente a quella della tutela del lavoro (e per il lavoro “ecosostenibile”).

Troppo spesso, infatti, assistiamo alla “scusa” dell’ambiente per chiudere aziende o tagliare posti di lavoro, così come al pretesto della difesa dei posti di lavoro per mantenere attive produzioni inutili, inquinanti o dannose.

Sono decine solo nella nostra provincia le organizzazioni che si occupano di ambiente, di lavoro (Comitato Lavoratori della Scuola di Siena) o di altri temi (per esempio le brigate di solidarietà durante la pandemia) a dimostrazione del fatto che:

  1. Solo le masse popolari aiutano se stesse (aziende inquinanti vengono addirittura premiate per la Green economy da istituzioni e autorità che dovrebbero invece garantire il benessere del cittadino e il rispetto delle normative);
  2. Le masse popolari hanno a disposizione tutti gli strumenti (conoscenze, competenze e abilità) per poter studiare fenomeni e problematiche e proporre misure;
  3. E’ necessario collegare le varie organizzazioni perché sono tutte legate, come ha dimostrato il Comitato per la Difesa e la Tutela della Val d’Elsa sollevando anche la tematica lavorativa, e come sta dimostrando il Collettivo di Fabbrica GKN.

I lavoratori del Collettivo di Fabbrica GKN, nel tour che li sta tenendo impegnati da alcune settimane per incontrare lavoratori di tutta Italia, stanno toccando la questione ambientale sottolineando che, se si dà priorità alla salute, all’ambiente e non al profitto, si può conciliare lavoro e ambiente! Non a caso il CdF della GKN ha fissato un corteo il 26 marzo a Firenze, in continuità con la manifestazione dei Fridays for Future che si terrà il giorno prima.

Lavoro e ambiente sono in contraddizione solo all’interno del sistema capitalista, un sistema che produce degrado ambientale, guerre, disoccupazione e del quale dobbiamo liberarci il prima, cambiando dal basso i rapporti di forza!

Il Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa e il collettivo di fabbrica GKN con le loro battaglie insegnano che, per rendere attuabili i diritti sanciti dalla Costituzione (come quello alla salute e al lavoro), è necessario organizzarsi dal basso e che la questione ambientale è imprescindibile da quella lavorativa, sia per le conoscenze tecnologiche e scientifiche che abbiamo a disposizione, sia per la produzione o le attività davvero necessarie (senza sprechi e speculazioni). Chi sia interessato ad approfondire la questione, può contattare il Comitato per la Tutela e la Difesa della Val d’Elsa (pagina Facebook : https://www.facebook.com/CTDVE ).

Insorgiamo, quindi, in ogni scuola, fabbrica e quartiere e convergiamo uniti per difendere il nostro territorio!

SCENDIAMO IN PIAZZA A FIRENZE IL 26 MARZO PER IL CORTEO ORGANIZZATO DAL COLLETTIVO DI FABBRICA GKN!

P.CARC Siena Valdelsa – Circolo PRC Arcangelo Vieri Colle Val d’Elsa – PRC Siena

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