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[Bergamo] Cacciare Draghi – Serve una nuova liberazione nazionale

Sezione di Bergamo by Sezione di Bergamo
Febbraio 23, 2022
in Sezione di Bergamo
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Il 21 gennaio i 1300 lavoratori di Air Italy licenziati sono tornati a mobilitarsi a Olbia per riavere il loro lavoro. Il 24 gennaio ha chiuso la Embraco di Riva di Chieri (TO) del gruppo Whirlpool. Dopo anni di lotta, tavoli al MISE e promesse varie 1700 lavoratori si trovano ufficialmente in mezzo alla strada. In quegli stessi giorni la classe dominante ci intossicava con il suo teatrino della politica mostrando le lotte tra i vari centri di potere per eleggere il presidente della Repubblica. Altre decine sono le vertenze aperte per chiusure e delocalizzazioni.

I licenziamenti sono il frutto ordinario della consueta trafila diretta dal Ministero, con alla testa il leghista Giorgetti e la complicità dei sindacati di regime: ammortizzatori sociali seguiti da riduzioni e chiusure nel tempo e precarizzazione dei restanti posti di lavoro

Fra i tavoli aperti c’è anche quello della exGKN, che rappresenta un esempio e una speranza. L’organizzazione attiva del Collettivo di Fabbrica, il loro rifiuto di delegare la gestione della vertenza ai funzionari sindacali, hanno già dato alcuni frutti. Dopo l’acquisto dello stabilimento da parte di Borgomeo la sospensione dei licenziamenti e le promesse di reindustrializzazione, l’annuncio che la lotta non smobiliterà tiene il Collettivo sulla strada giusta. Come affermano fin dall’inizio gli operai della GKN, per vincere la loro, come ogni altra vertenza, serve cambiare i rapporti di forza nel paese. Lo si fa lavorando alla costruzione dell’alternativa politica, che i lavoratori organizzati possono imporre facendo confluire ogni singola lotta su questo obiettivo comune. In questo modo è possibile far ingoiare alla classe dominante un governo d’emergenza popolare che, per esempio prenda il disegno di legge contro le delocalizzazioni o il piano per la mobilità sostenibile del CdF GKN e li applichi. Questo serve alla GKN come alla Caterpillar e a tutte le fabbriche in crisi, presenti e future.

“Andrà tutto bene”: menzogne e illusioni!

Lavoratori, chi vi dice che dalla classe dominante può arrivare una soluzione al corso disastroso delle cose, è un illuso o un imbroglione. La classe dominante non ha alcun interesse a invertire il corso disastroso delle cose e non lo farà. Chi vi fa credere che le cose cambieranno attraverso le regole e le procedure imposte dalla classe dominante (elezioni, referendum, ecc.) è un illuso o un imbroglione, perché essa, le sue istituzioni, le sue autorità, i suoi partiti e i suoi esponenti sono parte del problema, non sono la soluzione. La realtà sono le botte agli studenti che protestavano per l’omicidio del 18enne Lorenzo Parelli nell’alternanza scuola-lavoro dei padroni.

Una nuova liberazione nazionale

Il nostro paese è nuovamente occupato. Gli occupanti non indossano la camicia nera, ma l’abito degli uomini d’affari; non distruggono il paese con i carri armati e le armi, ma applicando le leggi del capitalismo, dello sfruttamento, della dittatura dei ricchi sui lavoratori e sulle masse popolari. La stessa forza che ha liberato il paese dai nazifascisti nel 1945 è quella che deve liberarlo oggi: la forza dei lavoratori e delle masse popolari organizzate. Quella forza, oggi come nella Resistenza, poggia sull’organizzazione.

Organizzare in ogni azienda, in ogni scuola, in ogni zona, in ogni città, in ogni quartiere organismi operai e popolari che indicano alla popolazione le misure per fare fronte agli effetti della crisi. Misure che servono ad affermare i loro interessi, opposti a quelli dei capitalisti, dei padroni, degli speculatori, sia italiani che stranieri. Contrastare in ogni modo i tentativi di dividere e contrapporre le masse popolari (giovani/anziani, garantiti/precari, SìVAX/NoVAX, italiani/immigrati, ecc.): uniti per cacciare Draghi e liberare il paese dalle forze occupanti.

Liberare il paese oggi significa combattere per cacciare Draghi e imporre un governo di emergenza delle masse popolari organizzate per perseguire questo programma

1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale. Nessuna azienda deve essere chiusa.
2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

3. Assegnare a ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società. Nessun lavoratore deve essere licenziato, ad ogni adulto un lavoro utile e dignitoso, nessun individuo deve essere emarginato.

4. Eliminare attività e produzioni inutili o dannose, assegnando alle aziende coinvolte altri compiti.

5. Avviare la riorganizzazione di tutte le altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.
6. Stabilire relazioni di solidarietà e collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

7. Epurare gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione che sabotano la trasformazione del paese, conformare le Forze dell’Ordine, le Forze Armate e i Servizi d’Informazione allo spirito democratico della Costituzione del 1948 e ripristinare la partecipazione universale dei cittadini alle attività militari a difesa del paese e a tutela dell’ordine pubblico.

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