Considerazioni a premessa di una poesia di Bertolt Brecht per i partecipanti al corso di Brescia sul Manifesto Programma del (nuovo)PCI e per tutti gli interessati

Centro di formazione del Partito dei CARC – Corsi di primo livello

Salve. Il corso sul Manifesto Programma del (nuovo)Pci (MP) di Brescia è arrivato alla sesta sessione e, da finestra privilegiata sulla società quale è, mostra bene quanto crescono preoccupazione e confusione a fronte del caos  cui la borghesia imperialista conduce questa e le altre nazioni. Pensieri e sentimenti negativi pullulano anche tra di noi e in chi è presso a noi. Grazie a uno strumento come il MP siamo in grado di isolare questi pensieri e sentimenti e, ad esempio, di capire che ci sembrano “nostri” e “veri” perché “ci vengono in mente spontaneamente” ma tali non sono, e anzi sono corpi estranei. Vediamo bene come la rassegnazione, la mortificazione, la disperazione, la sottovalutazione fino al disprezzo di se stessi  sono cose continuamente alimentate dalla classe dominante, e in Italia in particolare, per il dominio secolare della Chiesa di Roma, che continuamente insiste perché si accetti la sofferenza, perché si esalti il nostro essere umili (a fronte dello sfarzo della corte pontificia) e l’umiliarsi, frignando sulle nostre miserie come fossero eterne. La Chiesa di Roma ci immerge in questo putridume malsano e ci lascia solo la speranza, propagandata come una grande virtù. La borghesia toglie questa e le altre virtù e cioè la fede e la carità, e quindi alimenta la disperazione (vedi la propaganda su quanto sono ammesse le “manifestazioni di disperati” mentre ci si approssima al lockdown mentre sono “fortemente condannate” le manifestazioni di chi, per lo meno, manifesta una giustificata rabbia contro il regime). Tutta questa sfiducia, depressione, paura o panico che la classe dominante alimenta in noi tentando di farci credere che è giustificata dalla situazione o è insita nella nostra personalità, non è ammessa tra le file dei comunisti, di chi si applica alla costruzione della nuova società, a fare dell’Italia un nuovo paese socialista. Chi lascia la porta aperta a questi pensieri e sentimenti vede e vedrà ogni suo sforzo finire nel nulla. È quindi nostro compito dare disciplina ai pensieri e sentimenti. Riuscendo a farlo, siamo poi in grado di dare disciplina ai pensieri e sentimenti altrui, cioè insegnare loro a coltivare quelli giusti, e smettere di fare i “muri del pianto” per quelli della classe operaia e delle masse popolari che si avvicinano a noi o che andiamo a incontrare, i più colpiti dalla crisi, che non è solo economica e politica, ma anche ideologica o, per usare un termine d’uso più comune, spirituale, e cioè si insinua nelle case, nelle relazioni familiari e nelle coscienze singole. In queste battaglie non partiamo da zero. Brecht, il più grande poeta che il movimento comunista ha avuto nei paesi imperialisti, le illustra in versi.

 

Bertolt Brecht: Molti pensano

 

Molti pensano che noi ci diamo da fare

nelle faccende più peregrine,

ci affatichiamo in strane imprese

per saggiare la nostra forza o per darne la prova.

Ma in realtà è più nel vero chi ci pensa

intenti semplicemente all’inevitabile:

scegliere la strada più diritta possibile, vincere

gli ostacoli del giorno, evitare i pensieri 

che hanno avuto esiti cattivi, e scoprire

quelli propizi, in breve:

aprire la strada alla goccia nel fiume che si apre

la strada in mezzo alla pietraia. 

 

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