Il 18 giugno eravamo al deposito ATM di viale Sarca, al fianco dei lavoratori in sciopero a causa della mancata tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, della completa assenza di misure a sostegno dei lavoratori del settore da parte del governo, e in difesa della natura pubblica dei servizi pubblici essenziali.

Abbiamo portato la parola d’ordine di organizzarsi contro i vincoli di fedeltà aziendale e per promuovere il “SERVIZIO DI SEGNALAZIONE ANONIMA” per far valere nella pratica l’abolizione dei vincoli da parte dei lavoratori e dare voce alle denunce anonime dei lavoratori sulle condizioni di lavoro e sulle violazioni di diritti, tutele e salute da parte dell’azienda.

I supposti danni d’immagine di un’azienda non valgono più di vita e salute dei lavoratori

La gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha scoperchiato un vaso di Pandora, facendo emergere in maniera dirompente tutte le falle del nostro sistema sanitario pubblico che sono state concausa del dilagare del virus e della morte di oltre 30mila persone (stando ai dati ufficiali evidentemente al ribasso). Decine di migliaia di lavoratori che forniscono servizi essenziali e indispensabili (medici e infermieri, lavoratori dei trasporti, della grande distribuzione ecc.) hanno lavorato per mesi senza che le aziende prendessero le misure di sicurezza necessarie.
I lavoratori che hanno denunciato le condizioni di insicurezza in cui hanno lavorato, si sono attivati e hanno spinto i colleghi a organizzarsi per avere garantiti i DPI sono stati denunciati, sanzionati, trasferiti, sono stati messi in ferie forzose e in certi casi persino licenziati!
Questo è successo ovunque:
19 lavoratori sospesi e 1 licenziato alla RSA Don Gnocchi di Milano per aver denunciato illeciti;
Stefano Mansi, RLS del Comune di Milano, ha subito un provvedimento disciplinare per aver informato i colleghi sulle misure di sicurezza da Covid-19, dato notizia sulle morti (3) e i contagi (38) dei dipendenti comunali avvenute nelle prime settimane dall’inizio dell’epidemia;
Marco Lenzoni, infermiere di Pontremoli (MS), sottoposto a contestazione disciplinare da parte dell’ASL Nord-Ovest Toscana per aver denunciato più volte durante l’emergenza sanitaria, la totale assenza di DPI o la loro inadeguatezza.
Anche alcuni lavoratori dell’ATM hanno ricevuto dei provvedimenti disciplinari per aver indossato le mascherine.
La scusa è sempre la stessa: con il loro comportamento i lavoratori avrebbero “leso l’immagine dell’azienda”.

Però, in Italia la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è chiara:
* I lavoratori dipendenti hanno diritto a lavorare in ambienti sicuri, al riparo da ciò che può pregiudicare la loro salute psicofisica.
* Ai sensi del D.Lgs. 81/08 tutte le prescrizioni a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori sono obblighi e la loro inadempienza può costituire reato penale sanzionabile.
Quindi la denuncia del non rispetto delle norme è un dovere e un obbligo dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali.

Organizzarsi per abolire i vincoli di fedeltà aziendale!

Se le aziende possono reprimere i lavoratori che si adoperano per la tutela della salute nei luoghi di lavoro è a causa dell’obbligo di fedeltà aziendale che rende illegale per i lavoratori “divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio”. È un vero e proprio ricatto per i lavoratori e per gli operai che, più che mai in questa fase, si trovano a dover scegliere tra lo smascherare quanti continuano a speculare sull’emergenza anziché tutelare la loro salute, oppure subire in silenzio, senza mettere a rischio il proprio posto di lavoro.
Ma gli operai e tutti i lavoratori rischiano la vita. Quindi non possono e non devono consentire che i padroni agiscano secondo il loro arbitrio, tacendo per “obbligo di fedeltà”, per mantenere la “segretezza”.
I lavoratori devono essere fedeli alla loro classe, non ai profitti e agli interessi dei padroni che li mandano al macello e al massacro e pretendono pure accondiscendenza a farsi uccidere!
È necessario continuare a denunciare le precarie condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro violando l’obbligo di fedeltà aziendale, anche attraverso l’anonimato!

SERVIZIO DI SEGNALAZIONE ANONIMA

L’obbligo di fedeltà va abolito e per abolirlo occorre fin da subito organizzarsi per non farsi imbavagliare e farlo tutelandosi!
Abbiamo deciso di avviare il “Servizio di Segnalazione Anonima” un bollettino in cui raccogliere e divulgare in forma anonima le vostre denunce sulle condizioni di lavoro insicure, sulle decisioni arbitrarie dell’azienda, ogni cosa che riguardi le condizioni di lavoro che ledono i diritti, le tutele e gli interessi dei lavoratori dell’ATM.
Siamo al fianco di ogni lavoratore che vuole organizzarsi, vuole confrontarsi sui problemi nel suo posto di lavoro e vuole trovare soluzioni e forme per risolverli!
Mettiti in contatto con noi: 346.57.24.433 – carcsezmi@gmail.com

 

 

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