• Scarica il PDF del volantino che diffonderemo al presidio di sabato 20 giugno sotto la Regione Lombardia “Vogliamo giustizia”

Organizzarsi e coordinarsi per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale

Il virus è il capitalismo! L’emergenza Covid-19 ha reso evidente quanto sia criminale e marcio il sistema in cui viviamo, che ha progressivamente reso la vita delle masse popolari più dura e precaria. Nel nostro paese, le conquiste ottenute con la vittoria della Resistenza sul nazifascismo e con le lotte dei decenni successivi sono state progressivamente eliminate a ritmo crescente dalla metà degli anni ‘70 del secolo scorso fino al punto in cui siamo oggi. Smantellamento della sanità pubblica a beneficio della sanità privata prima di tutto, della scuola pubblica e dello Statuto dei lavoratori; violazione delle parti progressiste della Costituzione, pareggio in bilancio, cappio del debito pubblico, politiche di tagli e austerità (solo e sempre per i lavoratori e per le masse popolari); mobilitazione reazionaria che soffia sulla guerra fra poveri e persecuzione degli immigrati; speculazioni e devastazione ambientale.

Non basta cacciare o far commissariare la giunta Fontana-Gallera, non si tratta di sostituire la Lega e Forza Italia col PD, né Fontana con un altro speculatore e affarista più presentabile, neanche di mettere semplicemente la Lombardia commissariata in mano al Governo, che continuerebbe a gestirla né più né meno come ora, per gli stessi interessi: i profitti dei Bonomi, Agnelli-Elkann, Berlusconi e dei Rotelli, di Arcelor Mittal, dello IOR e dei pescecani della finanza. Il fatto che la magistratura abbia aperto un’inchiesta non ci fa stare più sereni: uno dei modi che la classe dominante del nostro paese usa, per insabbiare le proprie nefandezze, è quello di aprire commissioni e processi che si chiudono con prescrizioni, assoluzioni, scarcerazioni. Ricordiamo cosa è successo con Genova 2001, con Ustica, con gli attentati mafiosi, con le stragi avvenute per mano fascista (Loggia, Piazza Fontana, Bologna, ecc.) e a quelle dei padroni (ThyssenKrupp a Torino, a Casale Monferrato con la Eternit, a Viareggio con il deragliamento di un treno per la mancata manutenzione da parte delle FFSS). 

Per un commissariamento popolare della Regione Lombardia

Le Brigate Volontarie per l’Emergenza, le organizzazioni operaie e gli organismi sindacali, i lavoratori della sanità devono continuare a sostenere famiglie e lavoratori nell’affrontare l’emergenza sanitaria, economica e sociale che prosegue e si aggraverà: nonostante con la propaganda cerchino di metterlo a tacere, le morti e i contagi continuano a esserci. La giunta regionale non è in grado di gestire l’emergenza sanitaria, perché il suo operato è asservito agli interessi e ai profitti dei padroni, della cupola di affaristi e speculatori legati a Comunione e Liberazione, parenti e amici degli amici.

È urgente costituire una Commissione Popolare composta da tecnici, esponenti di Emergency, Medicina Democratica, delle Brigate Volontarie per l’Emergenza, dirigenti dei sindacati di base, RSU-RLS che operano negli interessi delle masse popolari e ne hanno conquistato la fiducia.

I commissari devono indicare le misure e le iniziative da prendere, a partire dal potenziamento delle strutture ospedaliere pubbliche, dei servizi di prevenzione e di assistenza domiciliari, promuovendo una gestione trasparente e democraticamente decisa dei fondi e delle risorse. Mobilitando a questo fine le masse popolari e avvalendosi dell’esperienza, dell’autorevolezza, delle competenze e delle capacità di reti, coordinamenti, movimenti politici e sindacali, medici e tecnici.

Solo una commissione di questo tipo può prendere in mano la gestione della sanità e dell’emergenza negli interessi delle masse popolari, contribuire alla costruzione di un governo di emergenza popolare affinché tutto sia meglio di prima!

***

L’emergenza sanitaria, economica e sociale non è finita, continuare a mobilitarsi per

  • Continuare a distribuire il cibo e a dare assistenza a singoli e famiglie indigenti, malate e in quarantena, mobilitando gli stessi assistiti nella raccolta e distribuzione della spesa e nelle mobilitazioni politiche; Promuovere presidi e assemblee nei quartieri popolari per individuare i lavori che servono, mobilitare i disoccupati a farli imponendo che siano pagati con proteste e autoriduzioni (scioperi alla rovescia)

  • Rendere pubbliche le mappature degli immobili sfitti; obbligare le istituzioni a ristrutturare e assegnare le case sfitte con procedura d’urgenza o provvedere a farlo direttamente, mobilitare i disoccupati e gli inquilini nelle ristrutturazioni e nelle occupazioni; promuovere gli scioperi degli affitti, il blocco dei mutui, la sospensione degli sfratti a tempo indeterminato.

  • Vigilare sul rispetto dei protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro e farli rispettare con denunce pubbliche (anche in forma anonima!), scioperi, astensione dal lavoro; imporre il blocco dei licenziamenti e la stabilizzazione dei precari; sblocco delle CIG coordinandosi con le mobilitazioni delle partite IVA e dei precari per il reddito;

Costituire una commissione popolare per togliere la gestione dell’emergenza ai servi di Confindustria

  • Composta dagli organismi popolari e operai che hanno gestito l’emergenza (come Emergency, Medicina Democratica, Medici senza frontiere, Brigate Volontarie, dirigenti dei sindacati di base e RSU di ospedali e aziende) e che si sono conquistati la fiducia di una parte delle masse popolari
  • Che indichi come usare risorse, fondi e finanziamenti per potenziare le strutture ospedaliere e di assistenza (anziani, disabili ecc.) pubbliche
  • Che gestisca l’emergenza sanitaria insieme a lavoratori della sanità e brigate: adottare misure di prevenzione e assistenza alla persona anche a domicilio, reperire (anche da paesi come la Cina, che hanno mostrato solidarietà) e distribuire gratuitamente i DPI e tamponi alla popolazione
  • Che faccia sopralluoghi negli ospedali (pubblici e privati) per verificare l’adozione dei protocolli e dare voce alle denunce dei lavoratori sottoposti ai vincoli di fedeltà aziendale
  • Che promuova la mobilitazione popolare per la riapertura delle strutture ospedaliere dismesse ma “pronte all’uso” impiegando il personale di Emergency, Medici senza Frontiere e della Protezione Civile, attivando a questo fine anche i sindaci “ribelli” (Emergency ha gestito l’ospedale da campo di Bergamo!)

PARTITO DEI CARC – Federazione Lombardia
PCARC.LOMBARDIA@GMAIL.COM – 339.34.18.325

 

 

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