Non è stata la presenza del virus la causa dei 35000 mila morti ufficiali (ma in realtà molti di più), ma la disorganizzazione del sistema, lo stato di abbandono in cui versa la sanità pubblica per le speculazioni sulla salute a cui sono sottoposti il paese e la società intera sotto la direzione della borghesia imperialista! Questa emergenza è l’aspetto attuale dello sviluppo della crisi generale della società dei padroni. Oltre a sfruttarci e ammazzarci sui posti di lavoro, a devastare e saccheggiare l’ambiente, a opprimere popoli e provocare guerre per i profitti, a peggiorare le nostre condizioni di vita e reprimere chi si ribella oggi ci uccide anche in questo modo. I capitalisti non hanno più niente da offrire di positivo alla società se non distruzione e morte.

Far pagare la crisi ai padroni. Organizzarsi per fare a meno di loro, per eliminarli, per diventare classe dirigente della società e avviare la fase nuova del socialismo

Come è successo in questa emergenza sanitaria in cui la classe operaia ha imposto la chiusura delle aziende per ridurre i contagi e come le masse si sono organizzate per assistere chi era in difficoltà, ora serve organizzarsi per individuare e attuare le misure necessarie a far fronte ai problemi derivati da questa crisi. Perché le masse popolari – e in primis la classe operaia – non sono massa di manovra, sono la forza che fa la rivoluzione socialista e possono essere la nuova classe dirigente della società.

PER UN COMMISSARIAMENTO POPOLARE DELLA REGIONE LOMBARDIA!

Non si tratta di sostituire la Lega e Forza Italia col PD, né Fontana con un altro speculatore e affarista più presentabile e neanche di mettere la Lombardia commissariata in mano al Governo che continuerebbe a gestirla né più ne meno come accade ora, tutelando sempre gli stessi interessi.

E’ necessario che a commissariare la Regione siano quelle realtà popolari che da sempre si mobilitano per i diritti delle masse popolari e che da subito si sono mosse per fare fronte all’emergenza ed impedire la criminale riapertura di tutte le attività da parte di chi, da Sala a Gori fino a Fontana, invece di tutelare la salute pubblica, cedeva al ricatto e alle pressioni di Confindustria ed elogiava con spot e dichiarazioni pubbliche “la Lombardia che non si ferma”.

Sono le organizzazioni operaie e i sindacati di base che, da subito e dall’interno, si sono mobilitati per chiudere le aziende non indispensabili e per garantire ai lavoratori adeguate misure di sicurezza; sono i lavoratori della sanità, coadiuvati dai loro sindacati, che hanno denunciato la disastrosa gestione dell’emergenza, le responsabilità politiche di questa e delle passate giunte e indicato soluzioni praticabili, come la riapertura di ospedali potenzialmente operativi ma chiusi o il sequestro senza indennizzo del le strutture private; sono le brigate di solidarietà e le altre organizzazioni popolari e associazioni che si sono mosse per fare fronte all’emergenza sanitaria ed economica sui territori, a fronte dell’immobilità delle istituzioni.

Si tratta perciò di avvalersi dell’esperienza e dell’autorevolezza che reti, coordinamenti, movimenti politici e sindacali e associazioni, hanno accumulato nella lotta per fare fronte all’emergenza Covid19 per dare vita a una amministrazione di tipo nuovo, che sia loro espressione diretta e che traduca in provvedimenti generali le misure che esse via via indicheranno. Questa rete di organismi popolari ha già oggi a disposizione le conoscenze, le capacità, l’autorevolezza e il prestigio che servono per mettersi alla testa del processo che invertirà la rotta rispetto al disastro che la borghesia imperialista ha imposto alla società; per impedire che delinquenti e criminali “meglio vestiti” prendano il posto di quelli che nel frattempo sono decaduti; per aprire una fase nuova affinchétutto non sia come prima”.

SABATO 20 GIUGNO ALLE ORE 15 a Milano

manifestazione sotto gli uffici della regione Lombardia

CACCIAMO FONTANA E SOCI DALLE LORO POLTRONE

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