È da anni che i dirigenti di Trenord e il governo della Regione Lombardia fanno propaganda sull’efficienza del trasporto ferroviario. L’ultima è quella sulle centinaia di nuovi treni in arrivo.

Ci spacciano questa storiella dal 2009 perché hanno necessità di buttare fumo negli occhi

La realtà dei fatti si mostra tutti i giorni ai ferrovieri e ai pendolari ed è fatta di disservizi su tutte le linee e su molti treni: dalle infrastrutture che non reggono, ai materiali rotabili (anche i più recenti) che, per la scarsa manutenzione che ricevono spesso rendono il viaggio un incubo. Chi dirige l’azienda ha gestito per anni il servizio in carenza di personale in tutti i settori (minando così la salute dei dipendenti per sopperire al sottorganico), non programma la formazione di quello che c’è, ma si distribuisce premi e liquidazioni milionari.

I risultati economici milionari del bilancio aziendale di questi ultimi anni non hanno prodotto un miglioramento sostanziale del servizio, a fronte dell’aumento fino a quasi 750.000 utenti del trasporto ferroviario regionale, che ne dimostra la crescente richiesta: innumerevoli soppressioni programmate e improvvise di treni, guasti assurdi, ripetuti e prolungati sui convogli, sovraffollamento, tariffazione penalizzante per i pendolari. Così la bocciatura recente di 22 tratte ferroviarie su 39 e la notizia che tra bonus e penali sono 28,5 i mln in ballo che Trenord deve pagare per i disservizi del 2018. Non c’è che dire: ottimi risultati! Raggiunti anche in collaborazione con le altre società che hanno la responsabilità per il malfunzionamento del servizio; come RFI, che deve mantenere la rete in efficienza ed aggiornarla, mentre la ritroviamo spesso un colabrodo (vedi l’incidente di Pioltello e il ponte di Calusco), così come le stazioni sono spesso latrine a cielo aperto.

Separano le ditte e le responsabilità per giocare allo scarica barile!

Anni di questa situazione dimostrano che non si tratta di incapacità ma di mancanza di volontà, da parte del gruppo dirigente di Trenord e del governo regionale, di organizzare un servizio dignitoso ed efficiente. Poi tentano di scaricare le colpe del pessimo servizio sul personale che protesta e sciopera contro gli abusi contrattuali, per cercare di mettere gli uni contro gli altri ferrovieri e pendolari.

L’assegnazione o meno del servizio ad altre società con o senza gare, di cui si parla in questi giorni nasconde gli scontri tra le varie consorterie finanziarie per accaparrarsi gli ingenti finanziamenti per il settore e gestirlo con gli intrallazzi di mercato che nulla hanno a che fare con il servizio pubblico: vedi i tristi esempi della sanità e dell’istruzione in via di privatizzazione. Se il servizio ferroviario locale oggi procede, pur con molti intoppi, è grazie al lavoro di migliaia di ferrovieri, alle continue segnalazioni dei disservizi e alle mobilitazioni contro gli abusi promossi dai dirigenti di Trenord; così come un ruolo determinante hanno le proteste dei pendolari che costantemente, tenendogli il fiato sul collo, mettono al centro l’interesse ad un servizio dignitoso ed efficiente.

È necessario che queste due voci siano sempre più organizzate e unite perché il funzionamento efficiente del servizio pubblico è una lotta tra il suo controllo e direzione popolari e i tentativi di sottrarlo ad essi. Organizziamo la solidarietà tra pendolari e lavoratori delle ferrovie per rendere più efficiente e “sostenibile” il trasporto ferroviario regionale sottraendolo alle manovre speculative.

Costruire tra i ferrovieri organismi che contribuiscano al controllo popolare del servizio, smascherino le azioni di sabotaggio di questo gruppo dirigente aziendale ed elaborino, insieme ai pendolari, le soluzioni ai problemi. Contribuire, insieme agli organismi operai delle altre aziende e del territorio, alla lotta per costituire un governo di emergenza delle masse popolari organizzate per la direzione del nostro paese

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