lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

La gioventù rivoluzionaria in Unione Sovietica – Nascita e ruolo del Komsomol

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Ottobre 3, 2017
in Resistenza 2017, Resistenza n.10/2017
A A
0
0
SHARES
62
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Nella società capitalista i giovani proletari sono oppressi due volte: come proletari e come giovani dipendenti dalle famiglie e sottoposti all’autorità degli adulti. Questa doppia oppressione si manifesta chiaramente nel fatto che i giovani delle masse popolari sono destinati a una vita da precari e disoccupati, a una vita da esuberi.
Nella società socialista invece non ci sono esuberi e, anzi, il contributo dei giovani è fondamentale per il progresso della società. La storia del Komsomol dell’Unione Sovietica (abbreviazione di Unione comunista della gioventù) è uno degli esempi più importanti in questo senso. Organizzati nel Komsomol, i giovani dell’URSS furono artefici fondamentali dell’edificazione del socialismo, trovando nel lavoro l’ambito in cui valorizzare le proprie aspirazioni e capacità, la voglia di imparare, di scoprire, di viaggiare, di istruirsi, di costruire un mondo nuovo, che, a differenza del vecchio, fosse anche a loro misura. Esattamente il contrario del lavoro inteso nella società capitalista, un concentrato di ricatti, privazioni, sfruttamento, umiliazioni e rinunce.

Per comprendere la storia e la funzione del Komsomol bisogna tenere presenti le differenze tra la condizione dei giovani nella Russia di allora e quella dei giovani nel nostro paese oggi. In Russia i giovani erano principalmente operai, lo studio era riservato alle classi abbienti e solo con la rivoluzione socialista i giovani proletari conquistarono il diritto all’istruzione. Nel nostro paese i giovani delle masse popolari sono principalmente studenti, perché sull’onda della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale scaturita proprio dalla Rivoluzione d’Ottobre, anche le masse popolari italiane hanno conquistato il diritto all’istruzione (oggi pesantemente sotto attacco). Ma l’oppressione che subivano i giovani nella Russia zarista e quella che subiscono oggi i giovani dei paesi imperialisti è della medesima natura, ha le stesse cause, e uguale è il bisogno di scrollarsela di dosso.

Ultima nota introduttiva: in seguito alla morte di Stalin (1953) e all’avvento al potere dei revisionisti con Krushev (1954), al pari dell’intera società socialista (vedi “Le tre fasi dei primi paesi socialisti” su Resistenza n. 9/2017), anche il Komsomol perse progressivamente quel ruolo di spinta nell’educazione, nella formazione, nell’organizzazione dei giovani; lassismo e corruzione crescenti offuscarono gravemente l’immagine dell’organizzazione giovanile che si sciolse definitivamente nel 1990, mentre i suoi dirigenti ormai corrotti prendevano posto tra gli oligarchi dell’attuale Russia. Questa parabola è rappresentativa del corso seguito dai primi paesi socialisti, lo sottolineiamo per due motivi. Il primo è avvertire il lettore a non sottovalutare mai, nell’analisi dell’esperienza dei primi paesi socialisti, il valore e il peso che ebbe la svolta del 1954: iniziò il periodo in cui primi paesi socialisti, e in particolare l’URSS, furono diretti da chi promuoveva un graduale ritorno al capitalismo, un periodo caratterizzato da un progressivo e costante smantellamento delle conquiste ottenute nella fase precedente, quella della rivoluzione socialista e dell’edificazione del socialismo. Il secondo è stimolare il lettore a ragionare sulle obiezioni circa il presunto superamento dell’esperienza sovietica (“è roba del passato”): si tratta in verità del più alto livello raggiunto dall’umanità nel suo sviluppo e per vedere qual è il futuro possibile che abbiamo di fronte, dobbiamo rivolgere lo sguardo esattamente in quella direzione e a quel periodo storico.

Prima del Komsomol: il ruolo del Partito comunista
Dopo la rivoluzione democratico-borghese del febbraio 1917 che abbatté lo zarismo, le masse popolari poterono disporre delle libertà democratiche di parola, di stampa, di associazione, di riunione e di manifestazione prima proibite. Nei più grandi centri industriali, anzitutto a Pietrogrado, cominciarono a sorgere Unioni della gioventù operaia. Circa centomila giovani operai incolonnati dimostrarono il Primo Maggio del 1917 contro la Grande Guerra e per la pace, per più ampi diritti politici e per il miglioramento delle condizioni economiche. Non si trattò di un movimento spontaneo, ma frutto del lavoro di propaganda e di organizzazione svolto dai giovani proletari del Partito comunista. Per conquistare il suo ruolo sulla gioventù, il Partito bolscevico condusse una lotta accanita contro i menscevichi e i socialisti rivoluzionari, che volevano limitare l’attività delle Unioni della gioventù operaia a un lavoro puramente culturale. I bolscevichi lavorarono invece per orientare le Unioni affinché fossero l’ambito nel quale i giovani proletari potevano contribuire alla lotta contro il regime borghese, alla rivoluzione socialista. Nel VI Congresso del Partito bolscevico (luglio 1917), che si tenne poco prima della Rivoluzione d’Ottobre e nel corso del quale il Partito si orientò verso l’insurrezione armata, fu affrontata con attenzione la questione delle Unioni giovanili: menscevichi e trotzkisti erano contrari a che la gioventù avesse le proprie organizzazioni, il Congresso deliberò invece che gli organismi del Partito dovevano mobilitarsi per promuovere e favorire la costituzione di organizzazioni socialiste della gioventù operaia indipendenti. Secondo le parole di Lenin infatti: “Senza una completa autonomia, la gioventù non potrà educare nelle sue file dei buoni socialisti e non potrà prepararsi a far progredire il socialismo” – da Lenin, Opere Complete, vol. 23, Editori Riuniti, Roma, 1967.

Proprio per questo stretto legame con il Partito, nel corso della rivoluzione d’ottobre e della successiva guerra civile (1917 – 1922) i membri delle Unioni giovanili furono nelle prime file dei combattenti che presero d’assalto il vecchio mondo per instaurare il potere sovietico.
Con la vittoria della rivoluzione socialista la necessità di costruire un’Unione giovanile di tutta la gioventù sovietica si fece maggiore. Essa doveva aiutare il Partito e il governo a formare la gioventù alla lotta di classe, una gioventù istruita e colta, intraprendente e risoluta, capace di edificare la nuova società socialista.

Nascita del Komsomol
Il 29 ottobre 1918 si riunì a Mosca, su spinta del Partito bolscevico, il primo Congresso panrusso delle Unioni della gioventù operaia e contadina. 176 delegati rappresentarono 22.100 membri delle Unioni. Presidente onorario del Congresso fu eletto Lenin, che in seguito ricevette i delegati.

Il primo Congresso approvò come base dell’organizzazione giovanile che stava per sorgere tre principi imprescindibili:
– l’Unione è solidale con il Partito Comunista russo (bolscevico);
– l’Unione si propone di diffondere le idee del comunismo e di attirare la gioventù operaia e contadina nell’attiva edificazione della Russia sovietica;
– l’Unione è un’organizzazione indipendente, che lavora sotto la direzione del Partito.

Nasceva così l’Unione comunista della gioventù, abbreviata in Komsomol, ideologicamente legata al Partito. “La formazione del Komsomol – scriverà 20 anni dopo Mikail Kalinin (presidente del presidium del soviet supremo dell’URSS dal 1919) – è stata in sostanza un nuovo passo avanti verso l’edificazione del socialismo nel nostro paese”.

Il Komsomol nella lotta per l’edificazione del socialismo
La successiva, difficile, prova per il nuovo potere sovietico, dopo la guerra civile, era la ricostruzione del paese e la trasformazione della Russia arretrata in un paese industrializzato. Al XIV Congresso del Partito, nel 1925, Stalin espose il piano dell’industrializzazione socialista indicando che in questo consisteva l’essenza della linea generale del Partito. Il Komsomol ebbe un ruolo di primo piano nell’attuazione di questa linea.
Nuove masse di giovani erano coinvolte nella produzione mano a mano che si sviluppava l’industria e faceva la sua comparsa nella storia dell’umanità la generazione che non aveva conosciuto il giogo del capitalismo. Si trattava di organizzare questa generazione, di insegnarle una professione, di educarla al lavoro, alla responsabilità di fronte alle masse popolari.

Su iniziativa del Komsomol cominciarono a sorgere in tutto il paese, in migliaia di aziende, brigate d’assalto della gioventù, con il compito di aumentare la produttività del lavoro, impiegando meglio le macchine e i materiali. Esse esprimevano nuovi rapporti coscienti, socialisti, verso il lavoro. Anche nelle campagne il Komsomol organizzò mobilitazioni di massa per il raccolto e la collettivizzazione e, assieme ai membri del Partito, contribuì a organizzare i Colcos (fattorie collettive).
Le brigate d’assalto avviarono un movimento d’emulazione tra i giovani di tutto il paese. Alla fine del Primo Piano Quinquennale (1928 – 1933, ma il Piano fu concluso un anno prima per il raggiungimento in anticipo degli obiettivi prefissati) un milione e mezzo di giovani si erano uniti alle brigate d’assalto. Sempre Kalinin scriveva: “tutto il Komsomol si è trasformato in una brigata d’assalto e il movimento cominciato dietro sua iniziativa, si è trasformato in un’emulazione alla quale aderiscono tutti gli operai e che ha radicalmente mutato i rapporti verso il lavoro, elevandoli a cime mai viste”. Il Komsomol fornì, fra il Primo e il Secondo Piano Quinquennale (1933 – 1937, concluso anch’esso in anticipo), 300.000 giovani per i cantieri, che furono la spina dorsale della mano d’opera per la costruzione di importanti infrastrutture e città come le famose officine di trattori di Stalingrado, la centrale idroelettrica del Dniepr, la metropolitana di Mosca e, nel lontano oriente, la città industriale che portava il suo nome, Komsomolsk.

Dopo gli anni difficili della ricostruzione socialista, si pose il problema di padroneggiare i più moderni e progrediti mezzi tecnici di cui era ora fornita la nuova industria sovietica. Il Partito comunista, diretto da Stalin, pose come questione centrale la conquista della tecnica. Nel 1934, secondo dati incompleti, 170.000 giovani comunisti e 860.000 giovani operai e operaie, più della metà della gioventù occupata allora nelle industrie, affrontarono e superarono con successo gli esami tecnici. Nelle campagne l’80% degli autisti e meccanici dei nuovi mezzi, trattori e mietitrebbiatrici, erano giovani.
Il frutto migliore di questo costante lavoro, e in particolare riguardo l’assimilazione della tecnica, fu il movimento stachanovista: il 31 agosto del 1935 un giovane minatore, Stachanov, in occasione della Giornata internazionale della gioventù, raggiunse un primato mai conosciuto prima di allora, mettendo a punto una nuova tecnica lavorativa che gli consenti di superare di 14 volte la norma di carbone estratto in un turno di lavoro. Ben presto migliaia di giovani ne seguirono l’esempio, ingrossando le fila del movimento stachanosvista e mettendo a punto in ogni ambito lavorativo nuove procedure e forme di organizzazione del lavoro, che permettevano di aumentare la produttività e diminuire la fatica.
Negli stessi anni i giovani si impadronivano anche della scienza e della cultura, grazie alle nuove possibilità di studio offerte dallo stato socialista: il Komsomol, negli anni dei primi due Piani Quinquennali, fornì all’URSS 118.000 ingegneri, 69.000 agronomi, 91.000 maestri, 9.000 medici. Nel 1938, alla vigilia della nuova guerra mondiale, per la quale avrebbe fornito numerosi giovani combattenti per l’armata rossa, il Komsomol arrivava ad avere 3.345.000 iscritti.

Non è un paragone forzato, è esercizio a ragionare. Ognuno dei nostri lettori faccia un paragone fra il processo di mobilitazione dei giovani delle masse popolari nell’Unione Sovietica e il contenuto della Buona scuola, dei vari Erasmus, progetto giovani, alternanza scuola-lavoro, stage, dote scuola, gli effetti degli sgravi fiscali alle aziende che assumono giovani, la favola delle start up, la falsa prospettiva di un reddito minimo garantito, del reddito di cittadinanza, del reddito sociale, ecc. C’è un’alternativa a questo mondo virtuale che nasconde il deserto mortifero in cui, se va bene, si riesce a sopravvivere. E’ la lotta politica rivoluzionaria per il socialismo. Milioni di giovani e giovanissimi delle masse popolari ci porgono un testimone che i giovani delle masse popolari dei paesi imperialisti possono e devono raccogliere. Raccogliamolo, nella Carovana del (nuovo)PCI.

 

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

[Italia] Il “Segnale dell’Aurora”: video di presentazione della campagna sul Centenario della Rivoluzione d’Ottobre del P.CARC

Next Post

3 ottobre 2004 – 3 ottobre 2017: Anniversario della fondazione del (nuovo)PCI

Related Posts

In evidenz

Intervista al compagno Ulisse, Segretario Generale del (nuovo)PCI

by Redazione di Resistenza
Marzo 14, 2018
0

...

Resistenza n.11-12/2017

La Situazione politica in Italia e i compiti dei comunisti

by Redazione di Resistenza
Novembre 7, 2017
0

...

A 25 anni dalla fondazione dei CARC, intervista a Pietro Vangeli, Segretario Nazionale del P.CARC

Novembre 7, 2017

Dallo sciopero generale del 27 ottobre a quello del 10 novembre: le tendenze positive che rafforzano la mobilitazione operaia e popolare

Novembre 7, 2017

Perché sono crollati i primi paesi socialisti? Cosa insegna quell’esperienza?

Novembre 7, 2017

Il contributo del P.CARC alla lotta ideologica nel Movimento Comunista Internazionale

Novembre 7, 2017

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d