Boicottare l’infame CCNL! All’inizio di maggio la RSU FIOM della GKN di Firenze ha diffuso un documento, che potete trovare sul nostro sito, in cui si spiegano i termini dell’accordo interno appena firmato che supera il nuovo CCNL di categoria e il percorso che ha portato a questo successo: non ci saranno penalizzazioni sulla malattia, nessuna limitazione della legge 104, nessun raddoppio delle ore di straordinario, nessuna riassorbibilità degli aumenti fissi, individuali e collettivi, aziendali.

 Premessa. Alla GKN, già nel dicembre scorso in occasione del referendum sull’ipotesi di accordo sul contratto, aveva  vinto con il  92% il NO e già negli anni passati gli operai erano riusciti a imporre contratti aziendali a loro favorevoli (non attuazione della Legge Fornero sulle pensioni, del Jobs Act e del Testo Unico sulla Rappresentanza Sindacale- i delegati sono eletti con il proporzionale puro), gli straordinari sono strettamente regolamentati e il personale precario (appalti e interinali) non può superare il 10% del totale degli addetti e viene richiamato da una graduatoria di quelli che hanno già lavorato in fabbrica. Si tratta quindi di lavoratori combattivi, non visti di buon occhio dalla dirigenza FIOM locale e nazionale per le contraddizioni che aprono di fronte a una linea sindacale invece sempre più appiattita e collaborativa.

Scuola di lotta di classe. Dopo che a gennaio si è presentato in fabbrica il padrone a illustrare “le conquiste del nuovo contratto nazionale” (conquiste per lui!) siglato a dicembre, le RSU hanno indetto, fuori dalla fabbrica e dall’orario di lavoro, una serie di assemblee per discutere le forme e i modi con coi contrastarne l’applicazione: hanno partecipato 90 operai (su 450) che hanno dato vita al “Collettivo di Fabbrica”, un’organizzazione che dirige la lotta autonomamente dai sindacati e sostiene le RSU. Aspetto decisivo di questo processo è stato che  i lavoratori più avanzati e con più esperienza e lungimiranza hanno educato gli altri al lavoro sindacale e alla lotta in generale: questo, che chiamiamo democrazia proletaria, è stato il presupposto per la vittoria della mobilitazione per il contratto aziendale.
Nel comunicato emesso dagli operai è bene indicato un elemento di riflessione utile a capire il contenuto di questa esperienza: la stragrande maggioranza degli operai GKN sono in tutto e per tutto uguali a tutti gli altri metalmeccanici italiani, con i loro limiti, resistenze e paure, hanno vinto non perché sono “tutti militanti”, ma perché i più avanzati ed esperti si sono posti come insegnanti di tutti quelli che volevano imparare.
Le basi della vittoria, quindi, non stanno nelle “caratteristiche dei leader”, nelle dimensioni della fabbrica, nel numero di operai o nella contingenza favorevole dei picchi produttivi: ognuno di questi può essere elemento importante, ma nessuno è decisivo. La base della vittoria è stata l’esistenza di un gruppo coeso e deciso a vincere che ha mobilitato i colleghi, combattendo la tendenza alla delega.
E’ questo il modo migliore per difendersi anche dagli attacchi del padrone, formare nuovi quadri affinchè “tutti diventino utili e nessuno sia indispensabile”, in modo da rendere impossibile al padrone di rifarsi su un singolo bersaglio.

Uscire dalla fabbrica. Il bilancio di questa esperienza è molto utile a tutti gli operai, perché dimostra che si può vincere applicando in fabbrica la democrazia proletaria come metodo di formazione e lotta. Questo bilancio serve agli stessi operai GKN per comprendere il ruolo di avanguardia nella lotta di classe che hanno assunto e spingersi oltre, a livello nazionale, e diffondere la scienza di lotta che hanno acquisito. Per questo devono continuare a uscire dalla fabbrica e parlare della loro esperienza, confrontarsi e insegnare ad altre RSU a costituire organizzazioni operaie che vogliono replicare, nella situazione specifica, quanto fatto da loro per imparare a far valere la forza della classe operaia. Questo renderà ogni obiettivo possibile, non ci sono padroni che tengano!

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