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Manuale Autodifesa Legale , costruzione del fronte di solidarietà: il 31 gennaio a Casalgrande

Compagno P by Compagno P
Giugno 10, 2016
in Sezione di Reggio Emilia
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Sabato 31 gennaio il Partito dei CARC e il Comitato 28 aprile sono intervenuti ad un’iniziativa promossa dall’associazione Notti Rosse di Casalgrande (RE).
 
I compagni del Circolo Notti Rosse hanno promosso una giornata in solidarietà con i compagni sottoposti alla repressione e in sostegno alla campagna contro le condanne ai compagni che fronteggiarono e impedirono le gazzarre della Lega nel suo rifarsi una verginità dopo gli scandali e le corruzioni, sulla pelle degli immigrati e dei poveri e quella contro gli abusi di polizia in relazione ai fatti del 28 aprile 2009, quando l’agente DIGOS Fabio Corradi sparò alla macchina di tre compagni “colti” a fare una scritta antifascista e che per ciò sono oggi sotto processo. In relazione a questi attacchi abbiamo sviluppato una campagna politica di solidarietà e lotta a Reggio Emilia e in altre città lanciando un Appello, organizzando diverse iniziative e sviluppando una politica da fronte con altri organismi e forze.
Nell’ambito della giornata abbiamo presentato il Manuale di Autodifesa Legale. La presentazione del Manuale di Autodifesa Legale ha alimentato il dibattito per una migliore comprensione delle basi, della concezione, della linea e del piano per fare fronte ad una repressione sempre più aperta e di massa, contro la rinascita del movimento comunista e la resistenza delle masse popolari all’avanzare della crisi.
 
Fare fronte alla repressione e volgerla a favore del movimento di resistenza e della rinascita del movimento comunista è possibile sviluppando la resistenza alla repressione e  la lotta, la mobilitazione e la solidarietà  popolare, conducendo ogni battaglia con la linea della lotta su due gambe (iniziative di mobilitazione e solidarietà  delle masse popolari e azioni specifiche tra i sinceri democratici) e della trasformazione del processo in un processo di rottura (non collaborare alla messinscena della giustizia neutrale e uguale per tutti, ma trasformarsi da accusati in accusatori).
I compagni, anche tra le fila dei comunisti, sono ancora affetti dal legalitarismo: questa piaga porta a dimenticare che la persecuzione è politica, e quindi a delegare agli avvocati la difesa. Il legalitarismo ha radici profonde nel movimento comunista linea che durante e dopo la Resistenza si è affermata nel PCI. All’interno del PCI erano presenti due linee: secondo l’una, bisognava fare dell’Italia un nuovo paese socialista e non fermarsi con l’abbattimento del fascismo; secondo l’altra, bisognava stare all’interno della democrazia parlamentare, perseguire le riforme di struttura e combinare ad esse lotte sindacali e rivendicative e in questo modo arrivare al socialismo: come se lo Stato fosse al di sopra delle classi e non strumento di oppressione di una classe sulle altre, monopolio della violenza da parte della classe dominante. E’ questa linea riformista che ha portato alla sconfitta del vecchio movimento comunista e che ha alimentato, diffuso il legalitarismo in seno al movimento comunista. Lottare per la rinascita del movimento comunista implica lottare contro le concezioni riformiste al nostro interno e, come parte specifica di questo, contro il legalitarismo.
 
Il Manuale di Autodifesa Legale si articola attraverso alcune assi principali
– il binomio legalità/legittimità: tutto quello che è conforme con gli interessi delle masse popolari è legittimo anche se illegale);
– chi sono i veri terroristi: i governi dei paesi imperialisti operano come forze occupanti perché si dedicano unicamente alla devastazione, al saccheggio, all’eliminazione dei diritti e alla repressione;
– avere ben chiara la distinzione tra il campo delle masse popolari e la borghesia: nessuna collaborazione, nessuna informazione, nessun pentimento: è questa “confusione di classe” (interclassismo), l’idea che “se non ho fatto nulla non ho nulla da nascondere” derivata da “la legge è uguale per tutti” che porta ad esempio a cedere alle pressioni [dell’apparato repressivo e dei suoi metodi durante gli interrogatori, senza pensare che] con eventuali risposte alimentiamo la loro banca dati. Quindi, avvalersi sempre della facoltà di non rispondere;
– non mantenere un profilo basso! Tenere sempre presente la solidarietà di classe! Se a ogni attacco individuale a un compagno si risponde collettivamente, la borghesia è in difficoltà.
 
Fare fronte alla repressione è possibile nella misura in cui si concepisce la lotta alla repressione come campo di lotta per la creazione delle condizioni per la nuova governabilità delle masse popolari.
Quella del 31 gennaio a Casalgrande è stata quindi una giornata popolare in cui compagne e compagni anno avuto modo di conoscersi e confrontarsi, di dibattere e di costruire solidarietà . In cui si è rafforzato quell’importante coordinamento tra forze per fare fronte alla repressione, alla mobilitazione reazionaria e le prove di fascismo. Ma è stata anche un importante occasione per discutere di importanti temi e questioni che ancora attanagliano il movimento comunista italiano e internazionale, e il movimento di resistenza che le masse popolari oppongono alla crisi.
La lotta contro la repressione si inserisce nella battaglia più ampia in corso nel nostro paese per contrastare la deriva reazionaria del governo Renzi-Berlusconi che si serve di ogni mezzo, compreso apparati di polizia e magistratura per raggiungere i propri scopi, come sta a dimostrare l’assoluzione degli assassini di Cucchi, la protezione e il supporto continuamente fornito ai gruppi fascisti e razzisti (Casapound, Forza Nuova) che scorazzano impunemente nel paese (ricordiamo l’ultima vile aggressione di cui è rimasta vittima il compagno Emilio del Centro sociale Dordoni di Cremona), la repressione sempre più aperta e di massa contro i lavoratori in lotta, l’uso dispiegato della legislazione speciale e antiterrorismo contro i movimenti di resistenza popolare (inchieste e processi contro No TAV, studenti e movimenti sociali), il massiccio ricorso alle sanzioni pecuniarie amministrative e penali (multe, decreti penali di condanna, ecc.) e alla limitazione o privazione della libertà personale (obbligo di firma, DASPO, confino, arresti domiciliari, ecc.), e, sul piano internazionale, la promozione delle guerre imperialiste di aggressione contro altri popoli.
 
Nel contesto generale di crisi economica, politica, ambientale e culturale (intellettuale e morale) la classe dominante oltre ad esprimere sempre di più il suo carattere eversivo rispetto alle sue stesse leggi (basti pensare ai referendum per l’acqua pubblica, agli ultimi tre governi che hanno ricevuto il mandato a governare senza necessità delle elezioni, passando per quanti antifascisti sono messi alla sbarra per aver messo in pratica quella parte della Costituzione che vieta il fascismo) si pone come promotrice della mobilitazione reazionaria di cui i gruppi fascisti sono solo un appendice secondaria ed ausiliaria.
Nel contesto di crisi generale, di disoccupazione crescente, di precarietà, di attacco ai diritti, la classe dominante non ha alcuna soluzione positiva per fare fronte agli effetti della crisi (ha solo la guerra fra poveri e la guerra fra popoli e stati); le masse popolari organizzate hanno forza, risorse, generosità e combattività per imporre una loro via per fare fronte alla crisi e per trasformare il paese. Il fattore risolutivo della crisi del capitalismo non sono le decisioni, i voleri, le caratteristiche dei grandi leader, ma l’organizzazione e la mobilitazione delle masse popolari, in primo luogo della classe operaia: solo le masse popolari possono porre fine alla crisi del capitalismo, sono le masse popolari che fanno la loro storia.
 
I comunisti possono intervenire in ogni luogo di lavoro, in ogni quartiere, città, regione partendo dalle contraddizioni del sistema capitalista, dal marasma e dallo stato di miseria che questa crisi genera e alimenta. Possono intervenire e dirigere la resistenza (nelle varie forme) che le masse popolari oppongono all’avanzare della crisi, orientandole e alimentando il terreno e le condizioni perché queste si organizzino e costruiscano una nuova governabilità: il Governo di Blocco Popolare verso il socialismo.
 
Elevare la solidarietà! La battaglia è ancora aperta!
Libertà per compagni incriminati per antifascismo e antirazzismo!
Solidarietà e libertà per i compagni che fronteggiarono e impedirono le gazzarre della Lega. La solidarietà verso chi promuove iniziative di“disobbedienza civile”, “diritto alla resistenza”, legittimo(il)legale o come lo si voglia chiamare, è un dovere per quanti oggi aspirano a un cambiamento reale della società e al contempo alimento di una trasformazione in senso positivo.Aderisci alla campagna ‪#‎unafirmanonciferma!
 
Solidarietà e libertà per gli antifascisti che lottano contro gli abusi di polizia e sotto processo perché il 28 aprile 2009 hanno difeso i valori che la Resistenza antifascista ha affermato!
17 marzo nuova udienza del processo contro gli antifascisti: giornata di solidarietà e lotta!
E’ il fascismo nel nostro paese ad essere illegale! E se chi dovrebbe applicare la Costituzione non solo non lo fa, ma tollera, sostiene quando non foraggia e protegge i fascisti, la loro propaganda xenofoba, le prove di fascismo e razzismo. Allora ben vengano le mille iniziative di base volte a ostacolare e impedire derive reazionarie!
Fare fronte alle prove di fascismo è legittimo anche se illegale!
Ribaltare il banco degli imputati: passare da accusati ad accusatori!
Chi ha sparato non è la vittima, ma l’autore di un abuso di polizia.
Che i fatti assumano il loro vero nome!
 
Aderisci e sostieni la lotta contro le prove di fascismo e gli abusi delle forze dell’ordine.
Sostieni la campagna di solidarietà del Comitato 28 Aprile.
FIRMA L’APPELLO IN SOLIDARIETÀ A CHI DIFENDE LE LIBERTÀ DEMOCRATICHE!
 
Un sostegno politico, morale e economico importante per sviluppare la nostra attività, per far fronte alle spese legali e assicurare la continuità del nostro lavoro nonostante gli attacchi repressivi (perquisizioni, sequestri di computer, ecc.), per estendere l’organizzazione e l’orientamento dei comunisti fino alla vittoria.
INVIA UN CONTRIBUTO ECONOMCO PER SOSTENERE LE SPESE LEGALI
 
Invitiamo a partecipare e a fare partecipare alla manifestazione nazionale del 21 febbraio a Torino contro la repressione promossa dal movimento NO TAV“La paura qui non è di casa”.
 
————————-
Partito dei CARC – Emilia Romagna – www.carc.it – [email protected]
Comitato 28 Aprile – www.vigilanzademocratica.org – [email protected]

 

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