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Il colpo di stato in ucraina

Compagno P by Compagno P
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 3/2014
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C’è un parallelo tra l’opera di destabilizzazione in corso in Venezuela e la guerra civile in Ucraina. In entrambi i casi vengono utilizzate organizzazioni apertamente fasciste e naziste, tipo la ong Operacion Libertad, il cui presidente Lorent Saleh ha partecipato a un convegno dell’organizzazione neonazista colombiana Tercera Fuerza, chiedendone l’appoggio alla loro “lotta per la libertà” in Venezuela o le organizzazioni di nostalgici dei collaborazionisti ucraini di Bandera durante la Seconda guerra mondiale. E, soprattutto, in entrambi i casi la regia è degli imperialisti USA e del Vaticano, che in Ucraina agisce attraverso la chiesa cattolica orientale uniate, una rete di potere feudale che è parte attiva nelle proteste in corso. Ma mentre in Venezuela essi mirano a mettere fine all’azione antimperialista e all’opera di trasformazione sociale avviata in Venezuela e in America Latina dalle forze guidate dal comandante Chavez, in Ucraina si sta giocando una partita tra predoni di cui le masse popolari sono pedine inconsapevoli.

La rivolta di una parte delle masse popolari ucraine, che gli USA hanno montato tramite “organizzazioni non governative” di stampo nazista, ha preso spunto dalle decisione del governo Yanukovic di congelare le trattative per l’ingresso nella UE e di consolidare i rapporti con la Russia. Quindi nell’immediato sembra diretta contro la Russia e a trasformare l’Ucraina in una loro base avanzata a ridosso della Russia. Nello stesso tempo, e forse soprattutto, è rivolta contro l’UE, e gli imperialisti franco-tedeschi in particolare, per impedire che si mettano d’accordo con la Russia. Gli imperialisti franco-tedeschi, a loro volta, da una parte non possono permettere che l’Ucraina diventi una pedina NATO in Europa (come non lo possono permettere Putin & C) e devono giocare a fare i sostenitori della massa di disperati insorti contro Yanukovich che altrimenti farebbero dell’Ucraina quello che i successori di Walesa e Woityla hanno fatto della Polonia (una piazzaforte degli imperialisti USA), ma d’altra parte non possono far troppo i sostenitori degli insorti per non tirare troppo la corda con la Russia.

Gli avvenimenti si susseguono (Yanukovich è fuggito in Russia, Julia Tymoshenko, la magnate del gas a capo della “rivoluzione arancione” del 2004, è tornata in pista, nella zona orientale dell’Ucraina si accendono le proteste contro il governo di Kiev), l’Ucraina è una polveriera, come lo fu la Jugoslavia vent’anni fa.

“Ma la vera questione che noi comunisti dobbiamo porci è perché non siamo noi comunisti a mobilitare e guidare le masse di disperati ed esasperati disposti a tutto che la crisi generale del capitalismo mobilita, perché non siamo noi comunisti a mobilitarli e guidarli a insorgere e vincere contro i poteri criminali che li schiacciano, contro gli imperialisti che li usano come pedine dei loro affari.

La risposta è: perché noi comunisti non abbiamo ancora tratto abbastanza a fondo gli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione proletaria, non abbiamo ancora sviluppato abbastanza nella pratica quegli insegnamenti, non li applichiamo ancora su scala abbastanza vasta nel nostro lavoro. Il marxismo-leninismo-maoismo non è ancora la guida dell’attività che effettivamente svolgiamo, lavoriamo ancora troppo alla cieca, in maniera spontanea, guidati dal senso comune. Non abbiamo ancora effettivamente, nella nostra pratica, superato i limiti che nel secolo scorso hanno impedito ai comunisti di portare la prima ondata della rivoluzione proletaria fino alla vittoria, fino all’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti, nonostante l’eroismo di cui hanno dato prova.

Alla vigilia della prima Guerra Mondiale, nel novembre del 1912, i comunisti (che allora si chiamavano socialisti o socialdemocratici) tennero un congresso straordinario a Basilea e in una solenne Risoluzione unanimemente votata ammonirono i governi imperialisti d’Europa che se avessero osato scatenare la guerra che era nell’aria, i comunisti si sarebbero messi alla testa della rivolta delle masse popolari e li avrebbero rovesciati. La Risoluzione è passata alla storia per il contrasto tra quanto in essa i partiti socialisti proclamavano e la condotta che la maggior parte di loro effettivamente tenne quando nell’agosto del 1914 la guerra incominciò.

Il corso delle cose pone nuovamente noi comunisti in una situazione analoga a quella di quegli anni, di un secolo fa. Oggi però sappiamo che la rivoluzione socialista non scoppia: non diventeremo d’un colpo, quasi per miracolo, capaci di fare quello che non facciamo già oggi. La rivoluzione socialista la dobbiamo costruire, è una guerra popolare rivoluzionaria che dobbiamo promuovere. Ed è la sola via per prevenire la guerra verso cui la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti spinge il mondo o per fare della guerra che la CI promuove la tomba definitiva dell’imperialismo. Il primo dei paesi imperialisti che romperà le catene della CI, mostrerà la strada e aprirà la via anche alle masse popolari degli altri paesi, oltre che potersi giovare del loro appoggio” (dal Comunicato del (n)PCI, n. 7 – 22.02.14).

Quando gli operai “escono dalla fabbrica”

In Bosnia, uno dei paesi più poveri d’ Europa, dilaniato da anni di guerra civile e con un tasso di disoccupazione del 28% (quella giovanile al 60%), nel cantone di Tuzla la chiusura per bancarotta di cinque grandi fabbriche privatizzate è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mobilitazione operaia, che ha trascinato il resto delle masse popolari (in particolare giovani e disoccupati) all’assalto del palazzo presidenziale di Sarajevo e degli edifici governativi di diverse città, sbaragliando le forze dell’ordine e facendo dimettere il governatore. Bisogna distinguere “i lavoratori lasciati senza diritti fondamentali dagli hooligan che usano questa situazione per creare il caos”, parola del capo del governo della Federazione di Bosnia ed Erzegovina: è un ritornello già sentito!

 

papawebucraina

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