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Lettera aperta ad A. Perino (e al movimento NO TAV): perchè pagare quella multa?

Compagno P by Compagno P
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 3/2014
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notavwebresist

Caro Alberto,

tu e altri esponenti del movimento NO TAV siete stati condannati a pagare 214 mila euro a titolo di risarcimento di presunti danni alla ditta LTF per la mancata esecuzione di alcuni sondaggi propedeutici alla “grande opera inutile”. Danni immaginari, perché quelli erano sondaggi inutili e nemmeno previsti dai progetti, come sottolineate nel vostro comunicato-appello: “Quella notte, all’autoporto centinaia di manifestanti erano sulla strada di accesso all’area per impedire l’avvio del sondaggio. La DIGOS aveva detto che non sarebbero arrivate le forze di polizia per sgomberare il terreno dai manifestanti ma che sarebbero venuti gentilmente a chiedere di poter fare il sondaggio, se avessimo rifiutato se ne sarebbero andati. E così avvenne. Poi si scoprì che era una trappola per tagliare le gambe ai NO TAV con una nuova tecnica: richiesta di danni immaginari per centinaia di migliaia di euro a carico di qualche personaggio del movimento”. L’appello che avete lanciato non è caduto nel vuoto, da ogni parte d’Italia la solidarietà si è concretizzata in una vasta mobilitazione che in poco tempo ha permesso di raggiungere e superare la cifra necessaria a pagare il risarcimento.

E’ la conferma (un’altra conferma) che il movimento NO TAV è ormai un centro autorevole di mobilitazione che irradia la sua influenza su tutto il territorio nazionale. E la dimostrazione di quanto sia radicata la consapevolezza che la lotta della vostra valle non riguarda solo voi, ma tutte le masse popolari del nostro paese che sono “in marcia” in molteplici campi: salute, ambiente, lavoro utile e dignitoso, repressione, democrazia, risorse pubbliche, trasparenza, ecc.

Proprio in virtù di questo ruolo ormai consolidato, non pensi che sarebbe sbagliata la scelta di pagare quel risarcimento? Lo chiediamo con franchezza e senza giri di parole, con la sincera volontà di aprire un dibattito e un confronto collettivo, sentendoci noi tutti parte del movimento contro il TAV: come si dice da sempre, non è necessario essere valsusini per essere NO TAV. Sappiamo che nel movimento non ci sono posizioni univoche sulla questione, come è normale che sia del resto. Sappiamo e comprendiamo che, ovviamente, c’è il timore di pignoramenti e confische di beni. Siamo sicuri anche che cercherete mille vie legali per dilazionare i pagamenti e ridurne l’entità. Sappiamo che secondo voi (o alcuni di voi) determinate decisioni devono restare all’interno del movimento: non pretendiamo di sostituirci al movimento in questo. E’ per il fatto che apparteniamo allo stesso lato della barricata che ti/vi facciamo questa domanda e il dibattito franco e aperto (insieme allo scambio di esperienze) è un punto di forza della comune lotta “per un altro modello di società”.

Non pensi sia uno sbaglio sottostare a una condanna palesemente ingiusta e pretestuosa, che con tutta evidenza è una trappola contro il movimento NO TAV e oltre? Le sanzioni pecuniarie sotto forma di condanne a risarcimenti, multe, ecc. sono uno strumento sempre più utilizzato contro la resistenza popolare per dissuadere, ostacolare, minacciare chi resiste, si oppone e lotta (e noi del P.CARC ne abbiamo esperienza diretta), sono il mezzo (insieme ai fogli di via e alle cariche poliziesche) usato per cercare di impedire di fatto l’esercizio dei diritti democratici sanciti dalla Costituzione. Gli esempi di questo sono innumerevoli, l’ultimo in ordine di tempo è la multa di 350mila euro ai lavoratori dell’ATAF di Firenze che hanno scioperato a dicembre (il ciclo di lotte dei lavoratori dei trasporti pubblici: Genova, Pisa, Livorno, Firenze) violando le fasce di garanzia.

Proprio la grande solidarietà raccolta ti/vi mette nella posizione di forza necessaria per non pagare il risarcimento: un atto tutto politico, una chiamata alla disobbedienza civile in tutto il paese. La maggior parte dei singoli e degli organismi colpiti da provvedimenti analoghi non sono nella posizione di raccogliere la stessa solidarietà e dovrebbero arrangiarsi in qualche modo (e d’altra parte lo stesso movimento No TAV si troverebbe in difficoltà se qualche altro esponente NO TAV venisse condannato a nuovi risarcimenti di grossa entità). Una campagna pubblica di non pagamento delle sanzioni pecuniarie lanciata da te e dal movimento NO TAV cambierebbe completamente la situazione: coalizzerebbe in un unico fronte tutti o il grosso dei singoli e degli organismi colpiti da sanzioni pecuniarie e le sanzioni da strumento dei poteri forti per colpirci uno ad uno diventerebbe un ariete contro di loro. Prova a immaginare cosa significherebbe una campagna di questo genere sul fronte dei lavoratori già colpiti, come quelli dei trasporti a Firenze o di quelli che in futuro potranno essere colpiti dalle sanzioni previste per chi sciopera, grazie all’immondo Patto Unico sulla Rappresentanza partorito dalla destra sindacale. O per tutte quelle persone che sono strozzate da Equitalia: una campagna del genere del movimento No TAV diventerebbe un faro per il grosso di loro, e per molti rappresenterebbe l’alternativa pratica al suicidio perché non riescono a pagare i debiti, un passaggio dalla disperazione individuale alla lotta collettiva per il futuro del paese.

E’ stato importante aver promosso la solidarietà e averla in qualche modo misurata, e proprio la risposta dimostra che non sareste da soli ad affrontare questa battaglia. Non pensi che invece pagare in definitiva aprirebbe una breccia in cui potranno infilarsi le autorità nemiche delle masse popolari, le autorità che spadroneggiano sulle nostre vite e nel nostro paese? Che sarebbe, per quanto involontariamente, un invito alle autorità ad andare avanti sulla strada che hanno imboccato e riproporre questi provvedimenti forti del successo ottenuto? Invece se il movimento No TAV usa la solidarietà che ha ricevuto anche per chi è stato colpito da multe a Firenze e a Genova, a Palermo, a Niscemi, ecc., la situazione si ribalta: impariamo a resistere e a fare della resistenza uno strumento contro le autorità che soffocano il nostro popolo e devastano il nostro paese, apriamo le porte alla disobbedienza verso queste autorità ormai marce che ci governano e avanziamo nella costruzione del nostro futuro.

Noi comunque, nel nostro piccolo, abbiamo dato il nostro contributo fiducioso e invitiamo altri a darlo senza indugio, solidali con il movimento NO TAV e consapevoli del ruolo che ha nella lotta per trasformare il nostro paese.

ORA E SEMPRE NO TAV!

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