lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

L’accordo FIAT – Chrysler e il gioco delle tre carte di Marchionne

Compagno P by Compagno P
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 2/2014
A A
0
aaafca
0
SHARES
9
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

aaafcaL’acquisto del 100% di Chrysler da parte della FIAT è un altro passo dell’operazione per liquidare le fabbriche FIAT, i diritti dei lavoratori e i sindacati non asserviti e far diventare (finalmente avrebbe detto il non compianto Umberto Agnelli!) la FIAT una società finanziaria internazionale, non più né industriale né particolarmente italiana (vedi Resistenza 10-2012, “Dossier FIAT: insegnamenti e prospettive della lotta contro il piano Marchionne”). Per spiazzare le organizzazioni sindacali che denunciano il “film già visto” e isolare gli operai e i delegati che lanciano l’allarme, Marchionne annuncia un grande piano di rilancio della produzione – delle auto di lusso!- negli stabilimenti italiani (“nel polo Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati, a Melfi la 500 X e la piccola Jeep, a Pomigliano la Panda e forse una seconda vettura, Cassino è il più adatto al rilancio Alfa Romeo…quando il piano sarà a regime la rete industriale italiana sarà piena, naturalmente mercato permettendo”) e promette che gli operai in cassaintegrazione “rientreranno tutti, se se non crolla un’altra volta il mercato”. Anche nel 2010 aveva garantito che FIAT avrebbe triplicato la produzione (Fabbrica Italia). Abbiamo visto come è andata a finire. Termini Imerese e l’Irisbus sono ancora chiuse, il grosso degli stabilimenti viaggiano a CIG e a Melfi succede questo: “voglio denunciare quanto sta accadendo negli ultimi mesi, forse anno, all’interno dello stabilimento FIAT di San Nicola di Melfi. Con la scusa della crisi e con le voci che si sono sussurrate ‘ad alta voce’ su una eventuale comunicazione di esuberi, obbligano operai e impiegati ad andare a lavorare senza timbrare e in regime di cassa integrazione straordinaria, nascondendosi dietro la formazione ‘come previsto per legge ai dipendenti di aziende in cigs’. Peccato che chi venga chiamato e scende in azienda, invece di fare formazione lavora normalmente, come un giorno normale, si dedica al lavoro quotidiano. Peccato che non timbra e lo paga la cigs. Ancora un’ultima cosa, scendono a lavorare anche di sabato e di domenica, sempre senza timbrare l’ingresso… non oso immaginare cosa racconterebbero se in quei due giorni qualcuno ci lasciasse le penne, forse lo sotterrerebbero tra le fondazioni dei pali dei nuovi capannoni? Date voce a chi ha paura, sperando in un risveglio collettivo e motivato – un operaio” (dal sito di Operai Contro).

Per adesso Marchionne fa brillare le praterie che l’acquisto di Chrysler (“siamo il settimo gruppo automobilistico mondiale”) apre agli stabilimenti italiani, ma possiamo stare certi che a breve tornerà alla carica con quello che nel 2010 era stato il suo cavallo di battaglia: il costo del lavoro non concorrenziale dovuto a diritti sorpassati, leggi antiquate e sindacati “ideologici”. Non c’è esponente della troika e delle altre istituzioni del sistema imperialista che non lo indichi come “nemico numero uno”: “c’è bisogno di riforme per migliorare la competitività. Bisogna intensificare le riforme sul lavoro e ridurre i costi unitari del lavoro”, parola di Olli Rehn, vice presidente della Commissione Europea, al Forum dell’economia mondiale che si è chiuso il 25 gennaio a Davos. Non c’è capitalista che non tiri in ballo il costo del lavoro quando chiude, ridimensiona o delocalizza: è quello che sta facendo l’Electrolux in questi giorni.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Congresso CGIL: infuria la bufera

Next Post

Electrolux: il costo del lavoro lo pagano i lavoratori?

Related Posts

klutsis
Resistenza n. 2/2014

La costruzione del mondo nuovo. Vista dall’alto. Osare lottare, osare vincere… osare imparare

by Compagno P
Luglio 2, 2016
0

...

carc
Resistenza n. 2/2014

Il primo gradino: il Governo di Blocco Popolare

by Compagno P
Luglio 2, 2016
0

...

renzi

La situazione politica: manovre eversive in un clima da fine impero

Luglio 2, 2016
carc

Electrolux: il costo del lavoro lo pagano i lavoratori?

Luglio 2, 2016
land

Congresso CGIL: infuria la bufera

Luglio 2, 2016
carc

A Qualiano una nuova sezione del P.CARC!

Luglio 2, 2016

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d