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Partito dei CARC
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A Qualiano una nuova sezione del P.CARC!

Compagno P by Compagno P
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 2/2014
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Nasce una nuova sezione del P.CARC a Qualiano, un piccolo paese dell’area a nord di Napoli, tristemente famoso per appartenere all’area geografica chiamata “Terra dei Fuochi”. Un paese dove le contraddizioni del capitalismo in crisi si accentuano enormemente, in primis quella tra capitale e natura: lo dimostra la decennale storia del business dei rifiuti, che qui viene pagata quotidianamente dalle masse popolari con sfruttamento, miseria e morte, mentre le tasche di speculatori, camorristi e politicanti omertosi continuano a riempirsi. Un paese dove non c’è futuro e dove le alternative a una vita di stenti si riducono drasticamente a due: o si emigra (ovviamente, per chi può permetterselo) oppure si lotta. Ed è proprio la strada della lotta che abbiamo scelto noi, prima entrando a far parte del P.CARC nella vicina sezione di Quarto, e poi, dopo circa un anno di esperienza, lanciandoci nell’avventura della costruzione di una nuova sezione a Qualiano. E non abbiamo scelto una lotta qualsiasi: abbiamo scelto di lottare per fare dell’Italia un nuovo paese socialista, convinti che solo l’abbattimento di questo marcio sistema economico possa garantirci una vita dignitosa e felice.

Siamo una sezione giovane, ma soprattutto una sezione di giovani: il più grande di noi compirà 21 anni il prossimo maggio, mentre il più giovane dei membri in candidatura ha 17 anni. Alcuni di noi si sono avvicinati al partito attraverso i vari corsi di studio organizzati dalla Carovana: corsi sul Manifesto Programma del (n)PCI e studio delle Tesi del III Congresso del P.CARC, letture di Resistenza. C’è chi si è avvicinato fin dai tempi delle superiori, quando la sezione di Quarto iniziò ad effettuare un lavoro sui giovani del vicino liceo, e chi invece ci ha conosciuti quando abbiamo iniziato a lavorare a Qualiano costituendo un collettivo di giovani nell’estate 2013. Quasi tutti abbiamo vissuto l’esperienza della Festa di Riscossa Popolare del 2013, magnifico esempio di autorganizzazione popolare, che ci ha insegnato l’importanza e la potenza del lavoro collettivo e le infinite capacità delle masse popolari che decidono di lavorare insieme verso un obiettivo comune. In ogni caso, l’entusiasmo per la conoscenza del partito ha caratterizzato le esperienze di ognuno di noi: al giorno d’oggi è difficile trovare un’organizzazione ben strutturata, in grado di contribuire a costruire la rivoluzione in Italia e di elevare l’animo ribelle dei soggetti avanzati delle masse popolari incanalandoli in un processo rivoluzionario. Eppure mai come oggi il socialismo rappresenta una necessità storica che ogni membro delle masse popolari deve contribuire a realizzare.

La nostra giovane età costituisce una spinta enorme a mobilitarci quotidianamente per cambiare lo stato di cose presente. La maggior parte dei nostri coetanei trascorre il proprio tempo libero (ormai il “tempo libero” costituisce gran parte della giornata, come si evince dalle percentuali sulla disoccupazione giovanile in Italia e nel caso di Napoli in particolare) in qualche bar o sala giochi, dove si può fuggire da una realtà difficile da affrontare, magari con l’aiuto di alcool o droghe. Anche quando ci si può pagare l’università, la realtà migliora solo in parte: i soldi per potersi pagare gli studi vanno guadagnati col sudore, i trasporti sono fatiscenti e i servizi inesistenti.

A tutto ciò si aggiunge uno Stato che si fa vedere soltanto quando si tratta di speculare sui nostri territori: tuttora è in corso il bando per costruire un inceneritore a Giugliano, paese limitrofo al nostro, nonostante le mobilitazioni popolari che da agosto 2013 si sono susseguite per scongiurare quest’ipotesi. Mobilitazioni che si sono aggiunte alle numerose lotte che da anni vanno avanti sulla questione ambientale, il cui apice è stata l’enorme corteo dello scorso 16 novembre che ha portato in piazza a Napoli un “FiumeInPiena” di 100.000 persone. Un fiume del quale noi siamo stati un importante affluente, con il nostro Comitato No Inceneritore per la cui costituzione abbiamo spinto fin dall’inizio, e che ora è composto da numerosi cittadini qualianesi.

Oltre che sulla questione ambientale, stiamo lavorando sui giovani del nostro territorio e siamo parte attiva del nascente Forum dei Giovani, organo che può contribuire non solo all’emancipazione dei giovani di Qualiano, ma anche a creare le condizioni per una politica territoriale che faccia gli interessi delle masse popolari, e non più quelli di camorra e lobbies industriali spudorate.

Altro tema che ci ha visti attivi dall’inizio è quello dell’antifascismo. Un valore da difendere e diffondere col coltello tra i denti, soprattutto in un territorio dove è facile cadere nella trappola del razzismo e dell’odio. Un antifascismo che oggi necessita di ritornare a essere popolare e non più semplicemente istituzionale. Solo in questo modo è possibile scongiurare la mobilitazione reazionaria delle masse che la borghesia cercherà di effettuare come risposta alla rinascita del movimento comunista, che invece rappresenta l’unica possibilità di realizzare quella società libera da ogni oppressione, in cui finalmente “il libero sviluppo di ognuno dipenderà dal libero sviluppo di tutti”. Una società che costruiremo passo dopo passo, partendo da qui e da ora!

carc

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