Ieri mattina, 3 dicembre 2025, la commissione pace di Palazzo Vecchio si è schierata contro la mozione per dare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, nota relatrice speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi. Ultimamente Francesca è sotto i riflettori per la denuncia dei crimini di guerra dello Stato sionista d’Israele e per il sostegno che questi hanno nel nostro paese, dalle poltrone dei parlamentari alla Fassino fino ai salotti dei giornalisti come “La Stampa”. Francesca Albanese, all’interno delle istituzioni internazionali, ha avuto il coraggio assieme ad altri, di colpire i sionisti per far valere il giudizio del tribunale internazionale che definisce il governo della colonia sionista come “responsabile di crimini di guerra contro l’umanità” e per questo pende su di loro un mandato d’arresto internazionale sancito dalla Corte Penale Internazionale.
Il governo della città, governata dal Partito Democratico con alla testa la sindaca Sara Funaro, con questa presa di posizione dimostra per l’ennesima volta da che parte sta: quella dei sionisti, dei genocidiari, dei nemici del popolo.
Al contrario le masse popolari di Firenze nei mesi scorsi hanno dimostrato da quale parte sta la città, dalla parte di chi lotta per la libertà della Palestina e dalla parte dei popoli oppressi. Non ci stupisce questa presa di posizione, essendo il Partito Democratico protagonista nel gennaio 2023, ben prima del “7 ottobre”, dell’adozione della definizione di antisemitismo elaborata dall’IHra (International Holocaust Remembrance Alliance) che equipara l’antisemitismo all’antisionismo. E’ chiaro che il governo locale è parte attiva del potere dei sionisti in Italia e nel nostro territorio, ne sono un altro esempio Marco Carrai, Eugenio Giani e Matteo Renzi, di cui ha descritto il loro ruolo il (nuovo) Partito Comunista Italiano di cui mettiamo uno stralcio a fondo pagina.
Il nemico comune del popolo palestinese e del popolo italiano risiede nel governo della città, della regione e del governo nazionale e per questo ribadiamo con forza la parole d’ordine di “cacciarli”.
Cogliamo l’occasione per portare l’attenzione sulla repressione che le istituzioni locali per mandato dei sionisti colpisce le masse popolari che si organizzano e mobilitano. In particolare l’attenzione va a Leonardo, un giovane simpatizzante del Partito, sotto indagine con l’accusa di aver diffamato Marco Carrai. Portiamo tutta la nostra solidarietà al compagno e invitiamo tutte le organizzazioni e i singoli a fare altrettanto.
L’ora della Riscossa Popolare è Ora!
Dall’articolo “Alcune precisazioni sulle operazioni tattiche offensive nella fase di difensiva strategica” in Voce 81 del (n)PCI [link]
[…] L’operazione è cominciata nel novembre 2022, con un comunicato del CdP Nuovo 25 Aprile che indicava proprio in Carrai il capofila dei sionisti in Toscana. All’epoca il console era impegnato in una campagna denigratoria nei confronti della Rete per la Palestina e del gruppo Sinistra Progetto Comune che avevano denunciato il regime di apartheid israeliano con affissioni di manifesti di cui Carrai pretendeva la rimozione da parte del Comune. Schierata a fianco del console c’era anche l’attuale sindaca di Firenze, Sara Funaro, ai tempi assessora al welfare del Comune e appena convertita all’ebraismo. In quel periodo il console non era ancora presidente della Fondazione Meyer. Era noto da sempre per i suoi rapporti con Matteo Renzi. Con quest’ultimo – e altri personaggi del cosiddetto “giglio magico” quali Maria Elena Boschi e Luca Lotti – venne inquisito dalla procura di Firenze per finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze, corruzione, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti nell’ambito dell’inchiesta Open. Oltre a questo, Carrai era già noto e attivo come imprenditore nel settore della cybersecurity ed era membro del consiglio di amministrazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, assorbita poi da Intesa San Paolo ma da sempre cassaforte dell’aristocrazia fiorentina e sponsor di Matteo Renzi e Dario Nardella. Indicativa anche la sua biografia: nipote di uno dei membri della banda Carità, nota per le stragi e torture di partigiani durante la Resistenza, e cugino di quelli che sono stati i promotori in Toscana di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere (CDO), associazione imprenditoriale di ispirazione cattolica che, con l’installazione del governo Renzi, iniziò a vincere numerosi appalti in Toscana togliendo terreno alla Lega Coop. Sono note brevi che però fanno comprendere che si tratta di un personaggio chiave del sistema delle Larghe Intese (polo PD & cespugli e polo Fratelli d’Italia-Lega-Forza Italia) che da quarant’anni a questa parte attua, insieme o alternandosi al governo del paese a livello nazionale e locale, il programma comune della borghesia imperialista. In Toscana questo sistema è incarnato dal PD, figlio della degenerazione del vecchio PCI sotto la direzione dei revisionisti moderni, che è garante degli interessi della borghesia imperialista in regione. […]


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