Nello scorso mese migliaia di persone si sono riversate in piazza e hanno bloccato porti, stazioni, aeroporti raccogliendo l’appello che i portuali di Genova (CALP) avevano lanciato qualora lo stato terrorista d’Israele avesse provato a fermare le navi della Global Sumud Flottila. Una mobilitazione così ampia che ha visto tutte le sigle sindacali convergere su un unico obiettivo, ha investito larghe fette della popolazione e ha dato vita a manifestazioni oceaniche come non si vedevano da anni nel nostro paese. Un’evidente dimostrazione che ogni fronte di lotta è possibile! Da queste mobilitazioni sono nati e si sono moltiplicati nel nostro paese centinaia di comitati, associazioni e nodi territoriali contro la guerra e il genocidio in Palestina.
Ora bisogna continuare con la mobilitazione ponendosi nell’ottica di governo del proprio territorio: bisogna che ogni mobilitazione locale contro la guerra, ogni nodo territoriale si coordini con gli altri già esistenti e alimenti la mobilitazione per cacciare il Governo Meloni, un governo servo degli interessi degli imperialisti Usa e Nato e complice del genocidio in Palestina. Bisogna mettere da parte settarismi e logiche di bottega e mettersi nell’ottica di fare fronte contro il nemico comune: una prima occasione per fare questo sono lo sciopero indetto dai sindacati di base il 28 novembre e lo sciopero generale indetto dalla CGIL il 12 dicembre. Due date in cui convergere e rendere ingovernabile città, quartieri, scuole e posti di lavoro replicando ciò che è già sta fatto il 3 e il 4 ottobre. Due scioperi per cacciare il governo Meloni e per impedire che sia sostituito con un governo dei meno peggio nella forma ma che nei contenuti porta avanti la medesima agenda di guerra. Due scioperi per imporre un governo fatto da uomini di fiducia dei comitati e delle associazioni, uomini che siano disposti a recidere davvero ogni tipo di accordo con Israele.
Di questo e di molto altro parleremo il giorno 21 novembre alle ore 18:00 presso i nostri spazi presso Officina delle Culture “Gelsomina Verde” nell’incontro pubblico che abbiamo nominato “Fare un salto di qualità nella costruzione del fronte comune” a cui parteciperanno studenti, docenti, attivisti e attiviste. A seguire ci sarà un apericena sociale a sostegno della sede.

