martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Sul ruolo della Cgil nelle mobilitazioni d’autunno

Teresa Noce by Teresa Noce
Novembre 5, 2024
in Resistenza n. 11-12/2024, Resistenza n. 11-12/2024
A A
0
0
SHARES
9
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Nel mese di ottobre la Cgil si è attivata su vari fronti, con o senza le altre sigle confederali.
C’è stato lo sciopero generale del settore automotive del 18 organizzato da Fiom, Fim e Uilm.
Il giorno seguente, 19 ottobre, la manifestazione a Piazza del Popolo a Roma è stata organizzata da Fp Cgil, Uil Fpl e Uilpa, le confederazioni del pubblico impiego. Le motivazioni della piazza sono state così sintetizzate: “Salario, salute, diritti, occupazione: per rivendicare il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro di tutti i lavoratori dei servizi pubblici, chiedere maggiori risorse per i contratti nazionali perché è inconcepibile proporre aumenti salariali intorno al 5% quando l’inflazione è al 17%, in particolare si chiedono maggiori risorse per la sanità pubblica al fine di garantire cure universali e gratuite. La manifestazione intende poi denunciare l’aumento delle disuguaglianze che verrà provocato dall’autonomia differenziata e rilanciare la proposta di un grande Piano straordinario per l’occupazione per compensare la cronica carenza di personale”.

Il 26 ottobre la Cgil ha promosso la giornata di mobilitazione nazionale, “Fermiamo le guerre – Il tempo della pace è ora”, insieme alle reti pacifiste (Europe for Peace, Rete Pace Disarmo, Fondazione Perugi-Assisi per la Cultura della Pace, Assisi Pace Giusta, Sbilanciamoci) con iniziative diffuse su tutto il territorio italiano.

Il 31 ottobre la Flc Cgil ha proclamato uno sciopero per l’intera giornata nella scuola che interessa insegnanti e personale Ata alle prese con il rinnovo del contratto.

Al netto delle considerazioni più o meno critiche che si possono fare sulle piattaforme e le parole d’ordine elaborate, l’attivismo della Cgil in questa fase dimostra che i vertici del sindacato sono portati a muoversi contro il governo Meloni e le sue politiche da due spinte che solo incidentalmente coincidono.

Da una parte, ci sono i mille fili che legano questi vertici al Pd e ai suoi addentellati e che li porta a mettere in difficoltà il governo per candidarsi a sostituirlo (per poi fare loro le medesime cose, come avvenuto da almeno trent’anni a questa parte). Dall’altra, ed è la spinta che più ci interessa, c’è la pressione della base degli iscritti al sindacato: una grande platea di lavoratori e lavoratrici che per collocazione di classe sono contro le politiche antipopolari del governo e sono tirate a sinistra dagli sviluppi della crisi, dall’azione dei sindacati di base e di tutto ciò che si muove nel paese. É quella spinta che la Cgil cerca di cavalcare e frenare contemporaneamente: un equilibrismo che è sempre più difficile da mantenere. Un equilibrismo che può essere spezzato se interveniamo in maniera adeguata su questa base, mettendo al bando il settarismo e facendo leva sulle sue migliori aspirazioni.

Mettere al bando il settarismo significa orientarsi con criteri di classe. Parliamo di lavoratori e di classe operaia, anche se stanno in un sindacato diretto da collaborazionisti e opportunisti. É la nostra classe, la nostra gente. I comunisti hanno il dovere di orientarla, indicarle la via della riscossa, sporcarsi le mani nel lavoro di propaganda e organizzazione fuori e dentro le fabbriche e gli altri posti di lavoro. Questo è un criterio generale, vale per la base della Cgil, ma anche per quella della Cisl, della Uil, dell’Ugl e via dicendo, così come per gli operai che magari votano o hanno votato Lega, Fratelli d’Italia, Pd o chissà chi altro.

Le migliori aspirazioni su cui possiamo far leva sono in larga parte legate al concetto di applicare la Costituzione. Partendo da questo aspetto, se si è conseguenti, è inevitabile uscire dal recinto sindacale per addentrarsi nell’urgenza del cambiamento politico generale del paese. Come hanno dimostrato a più riprese, i vertici della Cgil non sono conseguenti, spontaneamente non vanno oltre le chiacchiere e le belle speranze. L’inevitabile necessità della costruzione dell’alternativa politica va imposta loro con il lavoro organizzativo e di propaganda dei comunisti di cui abbiamo parlato.

“Difendere e attuare la Costituzione”, l’obiettivo proclamato a più riprese dalla Cgil e in nome del quale ha aggregato un ampio numero di associazioni, significa oggi cacciare il governo Meloni che, come e più dei governi delle Larghe Intese che lo hanno preceduto, viola nello spirito e nella lettera la Costituzione del 1948 e sostituirlo con un governo deciso ad attuarla.

Occorre un governo che:

–– sottopone i capitalisti a una legislazione d’emergenza, vieta la vendita di aziende a multinazionali straniere, nazionalizza le aziende lasciate andare in malora, crea nuove aziende pubbliche o riconverte e amplia le attività di quelle già esistenti per produrre quanto è necessario a rimettere in sesto il paese, riorganizza le attività in maniera ecocompatibile e inquadra in un piano economico nazionale le aziende capitaliste e pubbliche, le cooperative e le altre strutture economiche;

– fissa un salario minimo e lo introduce fin da subito nelle aziende statali o partecipate;

– incarica le Rsu, o altre organizzazioni di lavoratori, di segnalare i capitalisti che fanno i furbi e traduce in leggi le misure che, caso per caso, esse indicano per tutelare la sicurezza sul lavoro;

– ritira i soldati dalle missioni di guerra Usa-Nato con o senza copertura dell’Onu, chiude le basi Usa e Nato ed esce dall’Alleanza Atlantica.

Questo significa dare gambe alla difesa e applicazione della Costituzione. Non può essere un governo dei “soliti noti”. Deve essere un governo d’emergenza, composto da persone di fiducia degli organismi operai e popolari, cioè di chi la Costituzione ha interesse ad applicarla contro quelli che l’hanno prima aggirata e poi apertamente violata. Violazioni ed elusioni non sono un caso o una distrazione, ma la conseguenza di specifici interessi che è necessario e urgente neutralizzare.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
Tags: Politica
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Sulla parola d’ordine Sciopero generale

Next Post

Usb. Lo sciopero nei porti del 16 ottobre

Related Posts

Spirito di conquista
Editoriali

Spirito di conquista

by Teresa Noce
Novembre 17, 2024
0

...

[Toscana] Festa della Riscossa Popolare 25 e 26 maggio 2024. Organizzarsi per passare dalla difesa all’attacco!
In evidenza

Eversione o liberazione?

by Teresa Noce
Novembre 5, 2024
0

...

Organizzare la resistenza. La giornata del 5 ottobre ha indicato una strada

Novembre 5, 2024
Coordinamento nazionale No Nato. Si apre una fase nuova

Coordinamento nazionale No Nato. Si apre una fase nuova

Novembre 5, 2024

Finanziaria di guerra

Novembre 5, 2024
carcosare

Elezioni regionali in Emilia Romagna

Novembre 5, 2024

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d