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L’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola

Teresa Noce by Teresa Noce
Luglio 6, 2023
in Resistenza n. 7-8/2023
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Si è costituito a Roma, il 3 marzo 2023, l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola, promosso da varie organizzazioni tra cui Cobas Scuola e Pax Christi, e presentato il 9 marzo presso la sala stampa di Montecitorio.

L’Osservatorio nasce dall’esigenza di impedire che le scuole siano ambito di propaganda e reclutamento di braccia e menti da mettere a servizio delle forze armate e dell’industria bellica, contravvenendo a ogni principio costituzionale. Un processo cominciato parecchio tempo fa e che nel 2014 ha avuto un’accelerazione con il Protocollo d’Intesa tra le Ministre dell’Istruzione Stefania Giannini e della Difesa Roberta Pinotti. È stato poi rilanciato con l’alternanza scuola lavoro della Buona scuola del governo Renzi.

Negli ultimi anni, infatti, l’invasione di campo da parte delle forze armate italiane e Usa nelle scuole di tutti gli ordini e gradi si è approfondita ed estesa: dalla ginnastica militare per i bambini delle scuole elementari, ai periodi di alternanza scuola lavoro (ora denominata Pcto) nelle basi Nato per istituti tecnici e professionali, fino ai lauti finanziamenti e reclutamenti da parte delle aziende dell’industria bellica nelle università e nei centri di ricerca di tutto il paese.

Per questi motivi è stato costituito l’Osservatorio, come riportato nel suo primo comunicato del 20 marzo. Lo scopo dell’Osservatorio è: “allontanare dai processi educativi le derive nazionaliste, i modelli di forza e di violenza, l’irrazionale paura di un ‘nemico’ creato ad hoc come capro espiatorio”. Uno scopo da raggiungere tramite la promozione a livello nazionale della denuncia capillare da parte del personale della scuola, studenti e genitori di ogni operazione che vada in questo senso.

Dalla sua costituzione ogni giorno vengono pubblicati, tramite i suoi canali di comunicazione, lettere di denuncia e articoli di giornale che mostrano bene come, soprattutto nell’ultimo periodo e soprattutto nelle scuole e nelle università nei pressi delle basi Nato, si stiano moltiplicando iniziative di ogni genere in cui scuola e forze armate italiane e Usa si mescolano. Per dare un’idea, solo a Sigonella per il mese di giugno, nell’ambito del Pcto, saranno coinvolti 350 studenti di sette istituti diversi. Oltre a questo sono state denunciate decine di iniziative promosse direttamente dagli uffici scolastici e università: lezioni di inglese ed educazione fisica con militari Usa al posto degli insegnanti di ruolo; visite guidate da parte di personale in divisa nelle basi Nato; finanziamenti e collaborazione tra le università e le aziende dell’industria bellica.

Tutto questo materiale, in continuo aggiornamento, è stato la base su cui l’Osservatorio ha promosso due assemblee a livello nazionale, una il 19 maggio e una il 4 luglio, e una manifestazione nazionale a Roma il 24 giugno.

L’Osservatorio, quindi, ha il grande merito di aver dato voce a insegnanti e personale della scuola e delle università che lottano contro l’utilizzo bellicista del sistema scolastico italiano e contro l’imbonimento della popolazione locale da parte delle forze occupanti Usa, divenendo concretamente uno dei promotori della mobilitazione dei lavoratori contro la guerra in cui la classe dominante sta strascinando il nostro paese.

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