Alle prossime elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023, la sezione di Brescia del Partito dei CARC sostiene e indica di votare la coalizione anti-larghe intese composta da Unione Popolare, PCI e Movimento 5 Stelle (UP-PCI-M5S), con il loro candidato sindaco Alessandro Lucà.

Alle prossime elezioni le Larghe-Intese schiereranno da una parte le liste a sostegno dell’ex vicesindaco di Brescia Laura Castelletti (ex PSI, poi promotrice della lista Brescia Per Passione in alleanza col PD) e dall’altra Fabio Rolfi (Lega con Fratelli d’Italia e Forza Italia).

A sostegno della coalizione in cui è presente il PD anche la lista “Brescia Attiva”, composta da alcuni giovani legati al “Friday for Future”, che evidentemente hanno abboccato all’operazione di pulizia di facciata del Partito Democratico che ha portato all’elezione la nuova segretaria Elly Schlein.

Il partito di “Europa Verde” di Brescia per aver proposto un proprio candidato sindaco, Salvatore Fierro, in rottura con il sistema delle larghe intese locale, è stato commissariato dai vertici di Roma e gli è stato impedito di portare avanti la candidatura.

Anche le elezioni sono un campo della lotta di classe: devono essere concepite come uno strumento per innalzare il livello di organizzazione e coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari esistenti e per favorire la nascita di nuove. Una campagna elettorale “non allineata” potrà contribuire a rendere ingovernabile il paese, passo necessario per imporre un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate.

Siamo in una fase di forte instabilità politica, di stravolgimenti determinati dal precipitare della crisi in corso, di attacco alle conquiste e ai diritti delle masse popolari: l’agenda Draghi è pienamente perseguita dal governo Meloni. L’elezione di un sindaco in rottura col sistema delle Larghe Intese (formate dal polo PD e suoi cespugli e dal polo FdI/Lega/FI), che attua un programma radicale in una città come Brescia, sarebbe una spinta importante per lo sviluppo di tutto il movimento popolare.

Alle elezioni politiche di settembre e alle regionali di febbraio il fronte contro le Larghe Intese si è presentato diviso. Oggi la proposta di coalizione bresciana è invece un salutare e positivo esempio, che può dare frutti nel necessario percorso per costruire un fronte di forze che si strutturi anche al di fuori del contesto elettorale e che si radichi nel movimento che le masse popolari oppongono spontaneamente al procedere della crisi.

Le masse popolari hanno bisogno di punti di riferimento che si dimostrino capaci di guidarle a costruire il loro futuro. Le condizioni sono dunque più positive e avanzate, molto bene!

Per arrivare a questo obiettivo è necessario uscire dagli schemi che che si è soliti percorrere. Non si tratta di trovare nuove alchimie comunicative per veicolare messaggi accattivanti, non si tratta di puntare sulle trovate più originali per attirare l’attenzione e carpire il voto popolare, non si tratta solo di scrivere e presentare nel modo migliore un programma ben fatto e che risponda, sulla carta, alle esigenze della popolazione.

Si tratta di fissare anche pochi e semplici punti di programma comune e darsi i mezzi per attuarli da subito!

Non promesse ma organizzazione, serve una campagna elettorale fatta di azioni radicali!

Azioni radicali significa azioni che vadano alla radice dei problemi, che rendano protagoniste le masse popolari cittadine già organizzate e che favoriscano l’organizzazione e la mobilitazione anche di chi ancora non si è organizzato.

Sono cinque le tematiche centrali che devono essere affrontate urgentemente nella nostra città: il lavoro, l’ambiente, la salute, la casa e la pace.

Su ognuno di questi temi ci sono soggetti attivi da valorizzare e a cui dare forza e sostegno, da coinvolgere in una campagna elettorale che deve vedere loro come protagonisti.

LAVORO: la lotta per impedire lo smantellamento dell’apparato produttivo si interseca con la lotta contro gli infortuni e gli omicidi sul lavoro, che vede la nostra provincia fra le prime in classifica a livello nazionale.

AMBIENTE: vasta e articolata è la lotta per l’ambiente, così come vaste e articolate sono le problematiche presenti in città. Ogni azione a tutela dell’ambiente va promossa e sostenuta.

SALUTE: la campagna elettorale deve legarsi alla lotta contro il sistema Lombardia della salute privatizzata.

CASA: il problema degli sfratti e della mancanza di alloggi a prezzi popolari coinvolge ormai anche quella che verrebbe definita “classe media”.

GUERRA: un punto importante toccato nelle dichiarazioni elettorali è lo schieramento contro l’invio di armi in Ucraina. Sul territorio della nostra provincia c’è la base di Ghedi e chi vuole amministrare la città deve legarsi e diventare punto di riferimento per quanti si battono contro la presenza di ordigni nucleari.

Su ognuno di questi temi vanno promossi presidi, assemblee, azioni di lotta e soprattutto va sostenuta la costituzione e il rafforzamento di organizzazioni di lavoratori e di elementi della cittadinanza che vogliano farsi parte attiva, che si mettano in prima fila, che assumano un ruolo da protagonisti.

La cittadinanza deve irrompere nella campagna elettorale!

Questo è il programma che serve e che va attuato da subito, senza attendere di essere eletti. Essere punti di riferimento per le masse popolari organizzate è la via per costruire una campagna elettorale fatta di azioni radicali, per costruire realisticamente una forza che possa proporsi come alternativa, che si imponga al sistema di potere che da sempre governa anche la nostra città.

Sulla base di questo progetto il Partito dei CARC intende costruire un confronto e un percorso comune. Chiediamo pubblicamente un incontro con i promotori della coalizione per Alessandro Lucà sindaco per stabilire iniziative in comune e costruire insieme la riscossa delle masse popolari bresciane!

Allo stesso tempo invitiamo pubblicamente le altre liste che si pongono in alternativa al sistema di potere delle larghe intese a Brescia, in particolare coloro che hanno sostenuto la candidatura di Salvatore Fierro, Sinistra Anticapitalista e gli stessi giovani del “Friday For Future” , a riconsiderare il proprio schieramento e unirsi in una battaglia unitaria con la coalizione UP-PCI-M5S.

Con l’unità e il legame con le masse popolari è possibile dare a Brescia un’amministrazione comunale finalmente alternativa! Facciamolo!

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