La Sanac S.p.A, azienda produttrice di mattoni refrattari per la siderurgia e da anni in amministrazione speciale, ha in Italia 4 sedi: Gattinara (VC), Vado Ligure (SV), Grogastu (CA) e Massa (MS). Il suo cliente principale è Acciaierie d’Italia di Taranto (proprietà condivisa da Invitalia e ArcelorMittal), che però non commissiona più ordini da molti mesi e non paga quelli già evasi: ha infatti un debito di 35 milioni di euro. Dicono le RSU: “Non è possibile che un’azienda come Acciaierie d’Italia possa permettersi di prendersi gioco della politica e dell’intero sistema economico italiano e che i commissari di Sanac si trovino costretti a richiedere decreti ingiuntivi, a oggi 27, per vedersi pagate le normali forniture, ottenendo in cambio la cancellazione di tutti gli ordini”.

Negli ultimi anni questa eccellenza produttiva è entrata in una fase di “morte lenta” fatta, appunto, di amministrazione speciale e bandi di gara per l’acquisizione della società andati deserti. L’ultimo è quello da cui si è sfilata l’unica multinazionale rimasta che aveva manifestato interesse, l’indiana Dalmia. Col suo ritiro, la prospettiva per i 4 stabilimenti del gruppo è la CIG per mancanza di liquidità e ordini e l’ennesimo bando di gara al ribasso. Gli stabilimenti di Vado Ligure e Grogastu inizieranno con la CIG già a settembre. A questa situazione si aggiunge il caro bollette che potrebbe dare l’ennesimo assist ai padroni per non riaccendere più i forni a gas per la produzione dei mattoni.

Gli operai della Sanac di Massa, in particolare, si mobilitano da mesi per far fronte alla prospettiva di chiusura. Negli scorsi mesi hanno fatto scioperi, presidi e manifestazioni; si sono legati ad altri gruppi operai come il Collettivo di Fabbrica della GKN; hanno dato solidarietà ad altri lavoratori, per esempio scioperando in sostegno ai cavatori di Carrara lo scorso luglio.

Il prossimo 3 settembre (scriviamo questo articolo a fine agosto) gli operai massesi hanno organizzato, contro l’opinione dei vertici dei sindacati di regime, un presidio davanti alla fabbrica al quale hanno invitato tutta la cittadinanza e le istituzioni locali. In questa occasione le RSU, come deciso in assemblea a inizio agosto, restituiranno le tessere elettorali davanti al Prefetto, al Presidente della Provincia e ai Sindaci di Massa e di Carrara, tutti invitati al presidio. Un’iniziativa di protesta, una provocazione per riportare l’attenzione sulla situazione dello stabilimento e sullo smantellamento del settore siderurgico italiano. Gli operai, in solidarietà ai loro colleghi fuori regione, hanno anche dichiarato che non accetteranno lavorazioni dagli impianti Sanac dove verrà sospesa l’attività produttiva.

Come P.CARC abbiamo sempre sostenuto il gruppo operaio e, ad agosto, abbiamo promosso iniziative che hanno posto al centro il loro protagonismo. Il 5 agosto abbiamo tenuto davanti ai cancelli della fabbrica la conferenza stampa per il lancio del corteo cittadino del 10 agosto e abbiamo invitato gli operai a intervenire al corteo e alla Festa nazionale della Riscossa Popolare, cosa che hanno fatto.

In queste settimane di campagna elettorale, invitiamo tutti i candidati delle liste d’opposizione alle Larghe Intese ad andare alla Sanac, a farsi garanti degli interessi degli operai e di tutte le azioni (anche quelle più radicali) che essi metteranno in campo a difesa del loro posto di lavoro.

Difendere la Sanac e in generale l’apparato produttivo del paese deve essere uno dei temi centrali dell’agenda delle liste alternative alle Larghe Intese. Un tema che deve vivere nella pratica oltre che nei comizi elettorali.

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