Su Resistenza n.1/2022 abbiamo pubblicato “GKN e Caterpillar: organizzazione, unità e coordinamento”. L’articolo riprendeva un comunicato congiunto degli operai sulla presentazione del disegno di legge che regolarizza le procedure di delocalizzazione, presentato da esponenti del governo, mentre contemporaneamente veniva affossato quello elaborato dai lavoratori GKN. Il legame fra le due lotte si è fatto sempre più stretto. I lavoratori Caterpillar hanno fatto loro il motto “Insorgiamo” e lo rilanciano sul loro territorio e oltre.
Da quando la multinazionale Caterpillar ha annunciato, lo scorso 10 dicembre, la chiusura dello stabilimento di Jesi (AN) e il licenziamento di 270 lavoratori (compresi i circa 80 interinali), si è costituita un’assemblea permanente che presidia i cancelli della fabbrica. Gli operai hanno adottato con decisione, fin da da subito, la parola d’ordine “ritiro dei licenziamenti”. Da allora il loro motto è “Senza Tregua”. Un motto partigiano, come spiegano gli stessi lavoratori, che si lega all’“Insorgiamo” degli operai GKN.

Nel momento in cui scriviamo, il 21 febbraio, si è da poco concluso un incontro al MISE che sembra aver sbloccato la vertenza. L’azienda ha accettato, dopo settimane improntate a un totale rifiuto di qualsiasi passo indietro, di concedere ancora 15 giorni di trattativa per vagliare l’offerta di acquisto arrivata da un’azienda brianzola (la IMR). In mancanza di questa novità il 24 febbraio sarebbero partiti i licenziamenti.

Per l’incontro al MISE i lavoratori hanno organizzato tre pullman per dar vita a un presidio combattivo che ha visto anche la partecipazione di una delegazione di lavoratori ex-Alitalia. Una prima vittoria è stata ottenuta. Si rimane in attesa del pronunciamento del giudice sulla causa per condotta antisindacale intentata dalla FIOM di Ancona. Una sentenza favorevole annullerebbe i licenziamenti e farebbe ripartire da zero le scadenze delle procedure, come avvenne con la GKN a settembre 2021.

Questo primo risultato è il frutto del presidio permanente “Senza Tregua” che è diventato sempre più un punto di riferimento territoriale, costruendo un ampio e articolato fronte di solidarietà. Il legame pratico e ideale instaurato da subito con la vertenza GKN sta dando i suoi frutti. Il 5 febbraio il nuovo “Insorgiamo Tour” (vedi articolo sotto)è partito proprio dal presidio di Jesi, dove il Collettivo di Fabbrica GKN ha incontrato gli operai Caterpillar e tutti i solidali.

Come quello di Firenze, anche il presidio di Jesi è caratterizzato dalla determinazione operaia e dall’apertura al territorio. La preparazione dell’incontro con GKN è stata anticipata da una campagna di striscioni di solidarietà fatti in varie città marchigiane, da Ancona a Macerata. Il legame territoriale è alimentato da continue iniziative di lotta, come i presidi sotto Confindustria, ma anche da momenti di convivialità e confronto come le “merende operaie” ai cancelli, la promozione di spettacoli, gli incontri con intellettuali come Roberto Mancini, professore di Filosofia Teoretica all’Università di Macerata.

Questo legame con il contesto produce una solidarietà diffusa e concreta. Anche il sindaco di Jesi è schierato al loro fianco. Gli attestati, i comunicati e le raccolte fondi promossi da altri operai non si contano: Ariston, Whirlpool, Elica, Allufon e altre realtà produttive si sono attivate. I giovani di Friday For Future hanno detto pubblicamente di essere dalla loro parte.

Il 18 febbraio, mentre in contemporanea si teneva un presidio al tribunale per la causa avviata per condotta antisindacale, una delegazione Caterpillar ha partecipato alla protesta studentesca organizzata a Fermo contro l’alternanza scuola-lavoro, che ha prodotto la morte del loro compagno Giuseppe Lenoci, 16 anni, che abitava a Monte Urano (FM). La delegazione operaia ha invitato gli studenti a insorgere e ad andare a Firenze il 26 marzo, giorno in cui il Collettivo di Fabbrica GKN chiama nuovamente alla mobilitazione nazionale per sostenere la lotta contro tutte le delocalizzazioni, le chiusure e i licenziamenti e per costruire un futuro diverso.

La via dell’organizzazione, dell’unità e del coordinamento è la strada che fa riemergere tutta la forza che la classe operaia ha e che deve solo riscoprire.

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