Ti invitiamo a partecipare al presidio contro il carovita
giovedì 4 novembre
Ore 17.00 all’Anfiteatro Martesana
Ore 18.00 ci sposteremo verso l’A2A (via Ponte Nuovo 100)
Per finire in V.le Monza con un’assemblea per confrontarci sui passi da fare
per alimentare il fronte per cacciare il governo Draghi
e sostituirlo con un governo di emergenza popolare!

Vaccinati e non vaccinati
tutti uniti
per cacciare il governo Draghi

Il governo Draghi è il peggior nemico delle masse popolari

Impone misure di lacrime e sangue

smantellamento dell’apparato produttivo e distruzione di posti di lavoro;
aumento delle bollette e del carburante (il prezzo è addirittura raddoppiato per il metano);
riforma delle pensioni (abolizione di Quota 100, proposta di pensionamento anticipato a fronte della decurtazione della pensione);
abolizione dell’assegno di invalidità per chi percepisce un reddito di qualunque entità (sono fortemente penalizzati i proletari);
revisione del Reddito di Cittadinanza.

Impone il Green Pass, (una misura politica e non sanitaria) per

  • ricattare i lavoratori e rafforzare il controllo e l’arbitrio dei padroni;
  • tentare di nascondere la gestione criminale della pandemia da parte di autorità e istituzioni nazionali e internazionali, da parte di Speranza, Draghi e Confindustria;
  • tentare di mettere una parte della popolazione contro un’altra parte e far passare sotto silenzio la macelleria sociale che sta preparando

I lavoratori devono dirigere tutto
Insorgiamo

Negli ultimi mesi abbiamo partecipato alle mobilitazioni contro il Green Pass,
ma siamo ben consapevoli che questo è solo la “goccia che ha fatto traboccare il vaso”.
Abbiamo un paese intero da strappare dalle grinfie di banchieri e speculatori,
da salvare e da ricostruire.

Per fare fronte all’emergenza economica e sociale

Serve difendere il tessuto produttivo da delocalizzazioni e speculazioni serve difendere tutti i posti di lavoro esistenti e crearne di nuovi utili e dignitosi.
Serve mandare i lavoratori in pensione a 62 anni o con 32 anni di contributi e con un assegno uguale allo stipendio.
Serve bloccare i prezzi delle bollette e del carburante, bloccare gli sfratti e garantire a ogni famiglia un’abitazione dignitosa.
Serve rompere la sudditanza alla NATO e alla UE, rompere il ricatto del debito pubblico e conquistare la piena sovranità nazionale (basta con i “ce lo chiede l’Europa”).
Serve rompere la sottomissione al Vaticano, chiudere con le regalie e i finanziamenti palesi e occulti.

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