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Appello ai Circoli e alle associazioni: teniamo aperti in sicurezza gli spazi ai lavoratori e alle masse popolari

Teresa Noce by Teresa Noce
Luglio 24, 2024
in Comunicati nazionali | 2024
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In queste settimane i dati ufficiali sull’aumento dei contagi in tutta Europa stanno spingendo i governi di vari paesi a imporre nuove misure restrittive.
In Italia, benché i numeri dei contagi siano inferiori rispetto ad altri paesi, il Governo sta predisponendo una serie di misure restrittive per “vietare assembramenti al chiuso” mobilitando nuovamente l’esercito per effettuare controlli e comminare sanzioni.
Tali misure sono presentate all’opinione pubblica principalmente come “una stretta sulla movida”, esse hanno invece il risultato di ostacolare l’organizzazione dei lavoratori e le masse popolari e sono del tutto inefficaci per limitare il numero dei contagi, poiché i contagi avvengono principalmente nelle grandi aziende in cui focolai si sono moltiplicati anche durante l’estate, negli affollamenti dei trasporti pubblici, nelle RSA e negli ospedali, nell’incapacità di tracciare i positivi. Insomma l’aumento dei contagi è conseguenza delle scelte scellerate del Governo Conte che, pur di salvaguardare gli interessi di confindustria e gruppi finanziari, cerca di far mettere la testa sotto al tappetto alla popolazione italiana.

Al di là della propaganda di regime, ciò risulta evidente alla luce dell’esperienza.
– Già a marzo e aprile le restrizioni delle libertà di movimento e di riunione hanno colpito duramente i lavoratori: le fabbriche e le aziende erano rimaste aperte, ma erano vietate assemblee sindacali dentro e fuori le aziende. Soltanto la mobilitazione degli operai, costretti spesso anche a violare le leggi, con gli scioperi spontanei di marzo, ha imposto la chiusura delle aziende e l’adozione di misure di sicurezza che hanno in parte limitato il disastro sanitario che era in corso (ricordiamo in particolare la Lombardia e la decisione di non istituire la zona rossa nella bergamasca).

– L’importanza di riunirsi, discutere e organizzarsi, di avere spazi e strutture a disposizione per farlo è dimostrata in modo esemplare dall’esperienza delle Brigate volontarie per l’emergenza. Esse sono nate e si sono sviluppate soprattutto attorno agli spazi autogestiti che non si sono piegati ai divieti di riunione e hanno assunto un ruolo insostituibile in tutti i territori in cui hanno operato e operano, promuovendo l’organizzazione popolare per fare fronte ai mille problemi provocati dall’emergenza (e spesso anche dalle “soluzioni” imposte dalla classe dominante) fornendo a centinaia di migliaia di persone il sostegno che non è arrivato dalle autorità e dalle istituzioni.

Se vogliamo trarre un insegnamento dalla dura esperienza delle settimane di chiusura, esso è che le principali artefici della salute pubblica sono state le masse popolari organizzate e non le autorità costituite che spesso, invece, si sono rivelate essere parte del problema.
Pertanto oggi l’unica strada positiva da percorrere per fare fronte all’emergenza che continua, quella sanitaria, e che si aggrava, quella economica e sociale, è favorire in ogni modo l’organizzazione e la mobilitazione dei lavoratori e delle masse popolari.

Per questo facciamo appello ai circoli ARCI, alle Case del Popolo, alle Associazioni, ai centri di aggregazione, alle sedi di partito affinché lascino aperte le loro sedi e le loro strutture a quanti si vogliono riunire per discutere, organizzarsi e mobilitarsi.
E’ probabile che i gestori subiscano pressioni, minacce e ritorsioni (multe, ecc.), ma è possibile fronteggiare ognuna di esse ricorrendo alla solidarietà e alla mobilitazione delle stesse masse popolari che si organizzano e si mobilitano.
Ciò che bisogna evitare in ogni modo è cedere alla paura seminata ad ampio raggio dalla propaganda di regime e “autocensurarsi”, ad accodarsi alla tesi che “ogni assembramento è pericoloso allo stesso modo”.

L’organizzazione dei lavoratori e delle masse popolari è l’unica strada per fare fronte efficacemente all’emergenza!
Le misure efficaci per prevenire i contagi sono oggi conosciute e le abbiamo riassunte in un Vademecum che mettiamo a disposizione di tutti coloro che riconoscono il bisogno di rafforzare le masse popolari organizzate. Anzi diciamo di più: promuoviamo iniziative pubbliche di presentazione e spiegazione del contenuto dei Vademecum, educhiamoci a una sana aggregazione che garantisca la salute ed eviti il contagio.

Tenendo ben presenti le differenze fra quel periodo e la situazione attuale, oggi bisogna fare cose con lo stesso spirito di cui erano animata la Resistenza al nazifascismo, decisi a liberare il paese dal virus che rende la vita impossibile a milioni di persone. Esso non è il Coronavirus, è la combinazione dello sfruttamento e della sottomissione a cui la classe dominante costringe le masse popolari.

Vademecum Covid-19

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