alle ore 17.00

La pandemia da Covid-19 ha sconvolto il mondo. Essa è sorta e si è sviluppata nel contesto creato dalla crisi generale del capitalismo e, per la gestione criminale che ne è stata fatta, ha provocato centinaia di migliaia di morti in gran parte evitabili, ha mostrato tutte le storture e le ingiustizie della società capitalista e le ha alimentate, ha mostrato che la classe dominante non può e non vuole dirigere la società per tutelare le masse popolari e che le masse popolari sono per essa solo carne da macello da sacrificare sull’altare del profitto. Ha creato una situazione da cui non si può tornare indietro.

In questa situazione, in tutto il Paese, sono nate, spesso su spinta di organizzazioni popolari e realtà autogestite già esistenti, Brigate di Solidarietà. Spontaneamente si sono mobilitati migliaia di volontari per far fronte all’emergenza frutto della gestione criminale, delle privatizzazioni e dei tagli alla sanità pubblica.

Quella delle Brigate di Solidarietà è un esperienza importante perché è una scuola per imparare ad affermare dal basso le misure che servono alle masse popolari, è una via per costruire in ogni quartiere un punto di riferimento e un centro di mobilitazione delle masse popolari, per costruire quella rete del nuovo potere popolare che dobbiamo far crescere per soppiantare il sistema di potere della classe dominante.

In una situazione che per tanti versi ricorda quella di una guerra dobbiamo ricostruire il paese alle nostre condizioni e non a quelle della classe dominante che dell’emergenza è causata: liberiamoci dal virus e dal capitalismo!

Sulla base della nostra esperienza, in questi mesi, abbiamo ragionato su come dare continuità a questo lavoro definendo alcuni passi che le Brigate (sulla base delle loro specificità, del contesto in cui intervengono) possono fare:

  • Legarsi alle attività dei comitati popolari e delle associazioni dei territori per conoscere palmo a palmo i quartieri per fare inchiesta e prendere i contatti di quanti non riescono ad avere cure adeguate, hanno problemi economici, problematiche legate al lavoro o allo studio a causa della didattica on-line, o sono senza tetto.

  • Fare una mappatura delle case sfitte, e dei caseggiati che necessitano urgenti ristrutturazioni e un censimento delle famiglie sotto sgombero. Garantire un tetto e un lavoro utile e dignitoso per tutti, fare un censimento delle strutture agibili ma abbandonate da adibire come scuole per permettere la ripresa delle lezioni e coinvolgere studenti, insegnanti, genitori in questa battaglia.

  • Vigilare sul rincaro dei prezzi, e fare inchiesta su quali sono i supermercati, ospedali, aziende necessarie che non rispettano le misure di sicurezza per clienti e lavoratori, e quali le aziende non rispettano l’adozione dei DPI.

  • Sostenere le lotte dei lavoratori e delle masse popolari contro il carovita, per il blocco degli affitti pubblici e privati, e per l’ autoriduzione delle bollette e per la campagna sul reddito universale (reddito di emergenza).

  • Operare nei quartieri per mettere in campo iniziative, attività di lotta al degrado, per lo sviluppo di una sana socialità, il recupero di spazi comuni abbandonati all’incuria, per sostenere le famiglie a far fronte all’isolamento e contro l’abbandono non solo materiale ma anche psicologico.

Questi sono solo alcuni esempi che porteremo nel confronto alla luce della nostra esperienza e delle esperienze altrui con cui siamo entrati in contatto in questi mesi.

Il tavolo sarà quindi un’occasione per conoscere le diverse esperienze e ragionare sui passi che possiamo fare qui ed ora per sviluppare il ruolo delle Brigate nei quartieri e nei territori e allargare il coordinamento con il resto delle organizzazioni popolari e operaie del paese per costruire quella rete di organismi popolari che deve prendere in mano il governo del paese.

 

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