Alla faccia del blocco dei licenziamenti “decretato” dal Governo Conte 2!

Di recente è arrivata alla nostra casella di posta elettronica la lettera di un operaio Hitachi che ha denunciato il vergognoso accordo tra azienda e sindacati sugli straordinari obbligatori e palesato il clima da caserma vissuto all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, motivo per cui è voluto restare anonimo.
Con questo comunicato vogliamo denunciare pubblicamente il licenziamento di Antonio Vittoria, il segretario generale provinciale del sindacato UGL, ed esprimergli la nostra più sincera e incondizionata solidarietà.
La pandemia di Covid-19 è la conseguenza particolare in campo sanitario della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale che opprime il mondo con i mille effetti devastanti (economici, politici, ambientali, culturali). Si inserisce nei problemi che già esistevano per le masse popolari e li peggiora ulteriorment e creando un contesto in cui un’ aziend a senza scrupoli come Hitachi Rail si permette di compiere indisturbata operazioni vergognose che in altri periodi storici non avrebbe nemmeno osato pensare .
La multinazionale nipponica nel 2015 ha avuto il via libera da parte dello Stato italiano per accaparrarsi a buon mercato una delle principali aziend e partecipate del paese che una volta accorpata ad Ansaldo STS diventerà con colosso economico con oltre 7000 dipendenti in Italia. Nonostante i grandi interessi che l’azienda ha nel nostro paese e il pronunciato impegno a favore della salute e sicurezza dei lavoratori, anziché fornire Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) e sostenere economicamente i lavoratori in difficoltà a causa del Covid-19, ha pensato bene di approfittar e dell’occasione per inviare la lettera di licenziamento (alla faccia del blocco dei licenziamenti decretato da Giuseppe Conte) a un lavoratore colpevole di aver messo in luce cose che tutti in azienda sapevano ma che nessuno ha mai avuto il coraggio di dire .
Noi del Partito dei Carc abbiamo conosciuto Antonio Vittoria per quello che negli anni ha fatto in difesa dei lavoratori di Pistoia: dalle battaglie per il riconoscimento economico agli operai a lungo esposti all’amianto a quelle per la sicurezza sul lavoro, dalla lotta contro lo stalkeraggio alle prese di posizione per impedire la passerella in azienda dell’AD di Trenitalia Mauro Moretti(il vero responsabile della strage di Viareggio del 29 giugno 2009).
Nei momenti in cui il sindacato di Antonio Vittoria ha portato avanti con decisione una linea avanzata funzionale ad affermare gli interessi dei lavoratori non abbiamo esitato a dargli il nostro sostegno. Con la stessa determinazione ci troviamo a condannare oggi l’attendismo e il silenzio dei principali rappresentanti UGL.
Un sindacato che appena due mesi fa è riuscito a bloccare la produzione mobilitando alcune centinaia di lavoratori in difesa di un collega sospeso per questioni di salute, non può assolutamente esimersi nel dare battaglia per il reintegro a lavoro del principale rappresentante che hanno sul territorio.
Noi non sappiamo se il nazionale UGL sta portando avanti sottobanco delle trattative con l’azienda per il reintegro di Antonio Vittoria. Se così fosse denunciamo pubblicamente un atteggiamento filo padronale da parte di UGL funzionale ad alimentare la sfiducia e la rassegnazione in tutti quei lavoratori che presero parte alla vittoriosa protesta del mese di febbraio e funzionale a far passare l’idea che la lotta non paga e che è meglio trovare un accordo individuale con l’azienda anziché organizzarsi e mobilitarsi per affermare gli interessi collettivi!
Per quanto riguarda il progressivo rientro a lavoro degli operai messi in CIG a seguito della diffusione del virus l’azienda sta facendo carte false per riprendere la produzione nel giro di pochi giorni, promettendo una serie di misure di sicurezza e fingendo di voler coinvolgere attivamente i sindacati per individuare le situazioni di rischio. Ma la questione non è tanto programmare la turnazione delle presenze nei reparti in modo da evitare gli affollamenti, misurare la temperatura tramite termo-scanner o distribuire i kit DPI. Hitachi non ha interesse ad attuare le misure necessarie che servono a tutelare il benessere e la salute dei lavoratori pistoiesi, ha soltanto interesse a riprendere quanto prima la produzione per tornare ad accumulare profitti come ha sempre fatto.
Il governo Conte 2 deve prendersi la responsabilità di decidere una volta per tutte quello che pensa di fare: se ritiene che l’emergenza Covid-19 è finita e tutte le attività produttive possono riaprire allora deve anche ritirare le misure restrittive da Stato di Polizia e dare alle persone la possibilità di tornare a vivere liberamente; se invece persiste un reale rischio che l’emergenza sanitaria non sia finita e il virus possa continuare a diffondersi, deve assumersi la responsabilità di tenere chiuse tutte le aziende che non producono beni e servizi essenziali per il fabbisogno sanitario e sociale delle masse popolari come appunto è l’Hitachi Rail di Pistoia.
A coloro che sono spaventati, sfiduciati a causa di questa situazione, che non vedono la luce in fondo al tunnel noi diciamo che la luce non si accende da sola, non è una questione di tempo (della serie: prima o poi passerà questo momento e tutto tornerà come prima…).
La questione è che la classe operaia e le masse popolari devono impugnare la fiaccola della lotta di classe per prendere il potere. Lo hanno fatto durante la Resistenza, quando a uccidere non era un virus, ma le squadracce fasciste, la polizia politica, le SS e i treni piombati che portavano ai campi di concentramento. Lo faranno ancora. Lo faremo ancora. E, facendo tesoro dei limiti e degli errori commessi in passato, lo faremo stavolta in modo definitivo arrivando a instaurare il socialismo.

Per una nuova liberazione costruiamo insieme la “Settimana rossa 25 Aprile – Primo Maggio”

  • di mobilitazione per i provvedimenti urgenti necessari a far fronte all’emergenza sanitaria, economica, sociale e politica e per sostenere ogni gruppo di lavoratori che protesta, sciopera e si organizza per farli attuare,
  • di coordinamento tra le forze democratiche e popolari del paese
  • di antifascismo popolare che unisce la classe operaia e le masse popolari nella lotta per farla finita con il capitalismo,
  • di promozione della gloriosa esperienza del movimento comunista italiano e internazionale,
  • di liberazione del paese dalla sottomissione alla NATO, alla UE e al Vaticano

La sezione Pistoia del Partito dei CARC

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