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“Ho partecipato alla manifestazione della Lega del 19 ottobre a Roma”

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Novembre 2, 2019
in Resistenza n. 11-12/2019
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Lettera alla Redazione

Cari compagni,

Sono un compagno umbro, comunista da sempre, fregato come tanti dal PRC e alla ricerca come tanti di un partito serio.

È la prima volta che vi contatto, anche se seguo da un po’ di tempo il vostro lavoro, leggo Resistenza e i comunicati sul sito e trovo molti riscontri di quello che dite nella realtà che vivo, sul lavoro e in generale intorno a me.

Non vi scrivo per parlare di cose generali, ma per mettervi a conoscenza di un’iniziativa che ho preso a titolo individuale prendendo spunto dal materiale teorico che producete.

Lo spunto mi è venuto perché avete scritto spesso che per capire la politica bisogna guardare al ruolo sociale degli operai e dei lavoratori, non a quello che pensano o dicono di pensare. Anche per questo bisogna guardare agli elettori e ai militanti della Lega non per il fatto che stanno dietro a Salvini, ma per le richieste di cambiamento che esprimono.

Avete scritto precisamente varie volte che “la gente della Lega è gente nostra”, delusa dalla sinistra, dai falsi comunisti e incazzata per i problemi che è costretta a vivere.

Io ho subito mesi di propaganda elettorale per le regionali e vi dico per certo che vincerà la Lega perché vedo ogni giorno con i miei occhi moltissima di quella “gente nostra” che ha le palle piene e le idee chiarissime: voteranno “per Salvini”. Alcuni tappandosi il naso per l’alleanza con la Meloni e altri no, tutti tappandosi il naso per l’alleanza con Berlusconi, ma questo sarà.

Però, stimolato da quanto dite, volevo vederci più chiaro, voleva ondarci più a fondo. Allora, sono andato a Roma il 19 ottobre alla manifestazione che la Lega ha organizzato in Piazza San Giovanni.

Ho convinto un gruppetto di amici (di quelli con cui giochiamo a calcetto, non ci frequentiamo per militanza politica, anche se sono tutti “più o meno di sinistra”) e li ho sfidati a fare un gioco: andare a Roma a vedere quanti sono gli ex comunisti che ora stanno con Salvini o lo votano. Siamo andati da soli, non con i pullman organizzati che comunque, ho saputo, erano tanti e pieni in partenza dalle mie parti.

Bene, siamo andati. Con i miei amici, lo spirito era un po’ anche quello delle “zingarate” di “Amici miei”… Ma ho toccato con mano non solo che quello che dite è vero, la base della Lega è fatta di persone normali, ma ho anche visto cose che mai avrei creduto di vedere.

Vado con ordine. In piazza c’erano almeno 150mila persone. C’era anche pieno di fascisti di merda: Casa Pound, Fratelli d’Italia e altri gruppuscoli in comitiva o individui, con evidenti cimeli del Ventennio o tatuaggi inequivocabili. Erano ben riconoscibili anche perché davano precisamente l’idea di essere militanti politici di una certa – famigerata – esperienza. Complessivamente, erano ben tollerati dalla piazza e una minoranza li accoglieva con calore e incitazioni. I leghisti pure si riconoscevano, ma perché erano quanto di più simile si può incontrare in ogni situazione normale: famiglie, giovani, anziani. Pochissime carnevalate in stile Pontida.

Girando per la Piazza ho visto quello che mai avrei pensato di vedere. Un gruppo di 8 o 9 persone con dei cartelli che riportavano ognuno “Orgoglio italiano” (che era anche il titolo della manifestazione) e di seguito alcune parole d’ordine che più o meno erano queste: “nazionalizzare le aziende in crisi”, “rompere le catene del debito pubblico”, “tutelare i soldati malati per uranio impoverito e le famiglie di chi è morto”, “sanità pubblica, efficace e gratuita”.

Quei cartelli avevano così tanto successo che per farsi il “famoso” selfie la gente si metteva in fila!

Erano parole d’ordine “nostre”, ma se su quei cartelli ci fosse stata la falce e il martello di certo l’accoglienza non sarebbe stata quella!

Alla sera, tornando a casa, coi miei amici ci siamo scambiati le impressioni. Quella gente che abbiamo visto si è fatta fotografare col cartello “nazionalizzare le aziende italiane”: penso alle elezioni in Umbria, alle acciaierie di Terni, all’ILVA di Taranto, alla crisi, a quella gente che vota per Salvini e si aspetta che sia conseguente con quello che loro sperano. E sono d’accordo con voi: quella gente è “nostra”; sarà delusa perché Salvini non nazionalizzerà un bel niente, non difenderà la sanità pubblica, se ne sbatte dei militari morti per l’uranio e delle loro famiglie… e quella gente cercherà un’altra strada.

E poi penso a voi, che avete avuto la lucidità di capire questo movimento già da molto tempo e avete dato a uno come me la possibilità di non cadere nella propaganda di regime del “moderno fascismo” che avanza.

L’Umbria – e forse presto tutta l’Italia – finiranno in mano alla Lega, ma la verità è che la Lega prende i voti di quella gente che vuole nazionalizzare le aziende. Per quanto tempo Salvini potrà continuare ad arrampicarsi sullo specchio? Altro che “il futuro è tutto nero” (o tutto verde): il futuro è rosso!

 

Lettera firmata – 22.10.19

 

PS: Berlusconi è stato pesantemente fischiato durante il suo intervento dal palco. Avete quindi ragione anche quando dite che più Salvini si riavvicina a Berlusconi e più perde il consenso di quella base che lo vota perché vuole una rottura con il vecchio sistema.

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