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I lavoratori Trenord lanciano l’appello: Abolire le grandi opere inutili, costruire le infrastrutture che servono alle masse popolari

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Aprile 1, 2019
in Resistenza n. 4/2019
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Bergamo. Rilanciamo l’appello che alcuni lavoratori delle ferrovie lombarde hanno scritto per accendere i riflettori sui problemi del trasporto pubblico locale e per proporre contestualmente le loro soluzioni. L’appello nasce dal lavoro che un dipendente Trenord di Bergamo, militante del nostro partito, sta sviluppando per creare un’organizzazione popolare sul suo posto di lavoro.

La spinta a scrivere l’appello è venuta dall’esigenza di mettere mano al problema del degrado che sempre più coinvolge la stazione ferroviaria della città, derivante dalla marginalizzazione sociale prodotta dalla crisi e tradottosi in episodi di violenza, spaccio e consumo di stupefacenti, atti di vandalismo e incidenti. Partendo da questo la riflessione è stata allargata anche ad altre problematiche come le linee soppresse, le carenze di sicurezza infrastrutturale e le condizioni di lavoro.

 

Dal NO TAV i fondi per mettere in sicurezza e sviluppare il trasporto locale del paese

Con il responso dell’analisi costi-benefici commissionata dal governo sulla realizzazione del progetto di traforo ferroviario TAV Torino-Lione, si certifica scientificamente anche da parte del governo, dopo 20 anni di scaramucce, l’inutilità dell’opera siffatta. Ovvero che le opere infrastrutturali di collegamento internazionale sia stradale che ferroviario già esistenti in loco sono sufficienti allo scopo dello spostamento di persone e merci e che eventualmente il loro utile ammodernamento è possibile a costi almeno dieci volte inferiori a quelli di realizzazione del contestato traforo.

La battaglia condotta da più di 25 anni dalla popolazione della Val Susa e dal movimento NO TAV contro lo scempio inutile del territorio che abitano e tutelano, aveva quindi le sue ragioni.

Le lobby dei costruttori, con collegate molte altre, hanno inventato e intentato di tutto per spingere alla realizzazione del nuovo collegamento internazionale, ma sono state stoppate dalla mobilitazione popolare.

Oggi risalta ancor di più l’indicazione che le priorità del paese sono altre.

Periodicamente assistiamo alla precarietà della dotazione infrastrutturale viaria e delle strutture e funzionamento dei servizi pubblici nel nostro paese. Sarebbe lungo l’elenco ma basta citare lo smantellamento di decine di linee e strutture ferroviarie, che poi cadono nel degrado e nell’abbandono, di migliaia di chilometri di rete ferroviaria di interesse locale, che dà al nostro paese il primato europeo di auto in circolazione (37,2 mln) sulla popolazione attiva; la scarsa manutenzione delle strade e delle ferrovie che provoca incidenti con morti e feriti (basta citare il ponte Morandi a Genova, l’incidente ferroviario nella stazione di Pioltello nel 2018, i vari cavalcavia crollati, nonché quelli non-crollati per un soffio come quello stradale-ferroviario di Calusco a BG o ancora, ecc.): ma l’elenco si può allungare moltissimo!

Riteniamo quindi necessario che i soldi previsti per la TAV tra Torino e il confine francese vadano invece a rafforzare il trasporto pubblico locale sia ferroviario che stradale, per esempio con il raddoppio a breve della linea che conduce da Bergamo a Milano via Carnate e la costruzione di un nuovo ponte ferroviario e stradale tra Calusco e Paderno; che al servizio pubblico venga assegnato personale in numero adeguato alle esigenze di assistenza; che venga fatta la tempestiva manutenzione di linee ferroviarie e strade per prevenire incidenti. Invertire la tendenza rispetto al passato di smantellamento significa creare occasione di nuovi posti di lavoro dignitosi.

Questo appello rappresenta il nostro contributo per non stare a guardare ma prendere posizione. Come ha fatto il popolo della ValSusa.

Bergamo, 7 marzo 2019

Alcuni ferrovieri contro il degrado della stazione (seguono firme)

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