sabato, Luglio 18, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Lo sciopero di Pasqua al Serravalle Outlet è un esempio per tutti

Redazione di Resistenza by Redazione di Resistenza
Aprile 30, 2017
in Resistenza n. 5/2017
A A
0
0
SHARES
1
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Serravalle Scrivia (AL). Il 15 e il 16 aprile i lavoratori dell’outlet, il più grande d’Europa con i 250 negozi e gli oltre 2000 dipendenti, hanno scioperato – con il sostegno di CGIL, CISL e UIL – contro le aperture nei giorni festivi e il trattamento economico, i carichi di lavoro, i contratti, la precarietà: insomma per opporsi a tutto ciò che il decreto Salva Italia del governo Monti, prima, e il CCNL firmato dai sindacati confederali, dopo, ha imposto al settore della Grande Distribuzione Organizzata, commercio e servizi.

Il primo dei due giorni di sciopero è stato accompagnato da manifestazioni e presidi che per tutta la mattina hanno bloccato le strade di accesso all’outlet, rendendolo irraggiungibile ai clienti. Il giorno di Pasqua, senza blocchi delle strade, solo 4 negozi sono rimasti chiusi per lo sciopero.

La “battaglia di Pasqua”, come l’hanno chiamata i giornali nelle settimane della preparazione dello sciopero, è un avvenimento a suo modo “storico” nella situazione attuale, è un esempio ed è fonte di insegnamenti preziosi per i lavoratori di ogni settore. Riportiamo di seguito stralci del comunicato del 20 aprile della Segreteria Federale Lombardia del P.CARC che ha partecipato alle manifestazioni con i compagni della Sezione di Torino, da cui emergono gli elementi “esemplari” di questa mobilitazione.

“Lo sciopero e i blocchi del 15 aprile sono stati una grande dimostrazione di lotta, mobilitazione e solidarietà e sono un esempio per tutti coloro che vogliono superare la denuncia e promuovere organizzazione e mobilitazione dei lavoratori contro il lavoro nei giorni festivi, gli orari prolungati fino a 24 ore, i contratti al ribasso, i carichi di lavoro insopportabili, la precarietà e i ricatti nella grande distribuzione organizzata, nel commercio e nei servizi.

Lavoratori poco o per nulla sindacalizzati, precari, ricattati come quelli di Serravalle hanno saputo mettere in moto un processo che ha costretto la FILCAMS a fare ben più (i blocchi) di quanto in genere è disposta a fare (lo sciopero). Chi, guardando da lontano, blatera che “i lavoratori erano pochi” o “con la CGIL non si scende in piazza” non sa di cosa parla o forse non lo capisce, accecato dal settarismo sindacale contro CGIL, CISL e UIL (come se gli iscritti fossero uguali ai dirigenti) o politici (SI! Ai blocchi ha partecipato anche la locale sezione del PD!).

Il successo della mobilitazione, tutt’altro che simbolica, è facile da comprendere alla prova dei fatti: per oltre mezza giornata migliaia di parcheggi sono rimasti vuoti e i negozi quasi deserti, lavoratrici, lavoratori e solidali hanno picchettato le vie di accesso per impedire che pure a piedi i negozi fossero raggiungibili. In sintesi, più che per la denuncia di quanto sia cattivo il padrone e di quanto sia spietato il sistema di sfruttamento, i padroni sono stati colpiti dove sono più sensibili: gli incassi. I quattro negozi rimasti chiusi il giorno dopo (a Pasqua, era indetto lo sciopero, ma senza manifestazioni e picchetti), la consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori di non essere soli, di non essere deboli, di essere forti, sono incoraggiante lascito di una mobilitazione a suo modo storica.

Quelle lavoratrici e quei lavoratori precari, ricattabili, poco o per nulla sindacalizzati, quelle centinaia di solidali incordonati a sbarrare la strada agli incassi dei padroni hanno preso il testimone della lotta, lo hanno portato fin dove nel commercio non era ancora arrivato e oggi lo porgono affinché sia raccolto da altri come loro”.

 

Dei “solidali incordonati a sbarrare la strada agli incassi” di cui si fa cenno nel comunicato, la componente più significativa e organizzata era quella dei metalmeccanici della FIOM provinciale di Alessandria. La loro partecipazione è una delle particolarità di questa mobilitazione, parlando con alcuni di loro è emerso che non si sono limitati a scendere in piazza, ma hanno avuto un ruolo importante anche nell’organizzazione dello sciopero.

“I lavoratori di Serravalle sono precari, molti con contratti a tempo determinato, senza esperienza di lotta, abbiamo ritenuto giusto sostenere la loro mobilitazione sia partecipando alle assemblee preparatorie, portando la solidarietà e la disponibilità degli operai, sia aiutandoli concretamente nella gestione dei presidi e dei blocchi facendo valere la nostra esperienza e tradizione di lotta, l’organizzazione e la determinazione. Qui lavorano più di 2000 persone, moltissime donne, sono mogli, sorelle, madri degli operai della zona, ci lavorano i fratelli, gli amici e gli ex compagni di scuola… alla fine sono operaie e operai anche loro, di un altro settore, ma le loro condizioni di lavoro e di vita riguardano tutti”.

Nel contributo che i metalmeccanici della FIOM hanno dato allo sciopero ci sta il più importante insegnamento di questa mobilitazione, valido per tutti gli operai e per tutti i lavoratori: per nessuna categoria di lavoratori è più sufficiente lottare “dentro l’azienda”, “uscire dall’azienda” (dare e cercare la solidarietà di altri operai, lavoratori, organizzazioni e movimenti, coordinarsi con loro e mobilitarsi per cambiare il corso delle cose) è ciò che rende possibile quello che sembrava impossibile, come bloccare il più grande outlet d’Europa.

Lo sciopero di Pasqua al Serravalle Outlet è un esempio per tutti

Serravalle Scrivia (AL). Il 15 e il 16 aprile i lavoratori dell’outlet, il più grande d’Europa con i 250 negozi e gli oltre 2000 dipendenti, hanno scioperato – con il sostegno di CGIL, CISL e UIL – contro le aperture nei giorni festivi e il trattamento economico, i carichi di lavoro, i contratti, la precarietà: insomma per opporsi a tutto ciò che il decreto Salva Italia del governo Monti, prima, e il CCNL firmato dai sindacati confederali, dopo, ha imposto al settore della Grande Distribuzione Organizzata, commercio e servizi.

Il primo dei due giorni di sciopero è stato accompagnato da manifestazioni e presidi che per tutta la mattina hanno bloccato le strade di accesso all’outlet, rendendolo irraggiungibile ai clienti. Il giorno di Pasqua, senza blocchi delle strade, solo 4 negozi sono rimasti chiusi per lo sciopero.

La “battaglia di Pasqua”, come l’hanno chiamata i giornali nelle settimane della preparazione dello sciopero, è un avvenimento a suo modo “storico” nella situazione attuale, è un esempio ed è fonte di insegnamenti preziosi per i lavoratori di ogni settore. Riportiamo di seguito stralci del comunicato del 20 aprile della Segreteria Federale Lombardia del P.CARC che ha partecipato alle manifestazioni con i compagni della Sezione di Torino, da cui emergono gli elementi “esemplari” di questa mobilitazione.

“Lo sciopero e i blocchi del 15 aprile sono stati una grande dimostrazione di lotta, mobilitazione e solidarietà e sono un esempio per tutti coloro che vogliono superare la denuncia e promuovere organizzazione e mobilitazione dei lavoratori contro il lavoro nei giorni festivi, gli orari prolungati fino a 24 ore, i contratti al ribasso, i carichi di lavoro insopportabili, la precarietà e i ricatti nella grande distribuzione organizzata, nel commercio e nei servizi.

Lavoratori poco o per nulla sindacalizzati, precari, ricattati come quelli di Serravalle hanno saputo mettere in moto un processo che ha costretto la FILCAMS a fare ben più (i blocchi) di quanto in genere è disposta a fare (lo sciopero). Chi, guardando da lontano, blatera che “i lavoratori erano pochi” o “con la CGIL non si scende in piazza” non sa di cosa parla o forse non lo capisce, accecato dal settarismo sindacale contro CGIL, CISL e UIL (come se gli iscritti fossero uguali ai dirigenti) o politici (SI! Ai blocchi ha partecipato anche la locale sezione del PD!).

Il successo della mobilitazione, tutt’altro che simbolica, è facile da comprendere alla prova dei fatti: per oltre mezza giornata migliaia di parcheggi sono rimasti vuoti e i negozi quasi deserti, lavoratrici, lavoratori e solidali hanno picchettato le vie di accesso per impedire che pure a piedi i negozi fossero raggiungibili. In sintesi, più che per la denuncia di quanto sia cattivo il padrone e di quanto sia spietato il sistema di sfruttamento, i padroni sono stati colpiti dove sono più sensibili: gli incassi. I quattro negozi rimasti chiusi il giorno dopo (a Pasqua, era indetto lo sciopero, ma senza manifestazioni e picchetti), la consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori di non essere soli, di non essere deboli, di essere forti, sono incoraggiante lascito di una mobilitazione a suo modo storica.

Quelle lavoratrici e quei lavoratori precari, ricattabili, poco o per nulla sindacalizzati, quelle centinaia di solidali incordonati a sbarrare la strada agli incassi dei padroni hanno preso il testimone della lotta, lo hanno portato fin dove nel commercio non era ancora arrivato e oggi lo porgono affinché sia raccolto da altri come loro”.

 

Dei “solidali incordonati a sbarrare la strada agli incassi” di cui si fa cenno nel comunicato, la componente più significativa e organizzata era quella dei metalmeccanici della FIOM provinciale di Alessandria. La loro partecipazione è una delle particolarità di questa mobilitazione, parlando con alcuni di loro è emerso che non si sono limitati a scendere in piazza, ma hanno avuto un ruolo importante anche nell’organizzazione dello sciopero.

“I lavoratori di Serravalle sono precari, molti con contratti a tempo determinato, senza esperienza di lotta, abbiamo ritenuto giusto sostenere la loro mobilitazione sia partecipando alle assemblee preparatorie, portando la solidarietà e la disponibilità degli operai, sia aiutandoli concretamente nella gestione dei presidi e dei blocchi facendo valere la nostra esperienza e tradizione di lotta, l’organizzazione e la determinazione. Qui lavorano più di 2000 persone, moltissime donne, sono mogli, sorelle, madri degli operai della zona, ci lavorano i fratelli, gli amici e gli ex compagni di scuola… alla fine sono operaie e operai anche loro, di un altro settore, ma le loro condizioni di lavoro e di vita riguardano tutti”.

Nel contributo che i metalmeccanici della FIOM hanno dato allo sciopero ci sta il più importante insegnamento di questa mobilitazione, valido per tutti gli operai e per tutti i lavoratori: per nessuna categoria di lavoratori è più sufficiente lottare “dentro l’azienda”, “uscire dall’azienda” (dare e cercare la solidarietà di altri operai, lavoratori, organizzazioni e movimenti, coordinarsi con loro e mobilitarsi per cambiare il corso delle cose) è ciò che rende possibile quello che sembrava impossibile, come bloccare il più grande outlet d’Europa.

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Nessun lavoratore è solo: da Brescia un esempio di organizzazione operaia

Next Post

Lettera aperta agli operai e agli altri lavoratori che partecipano ai congressi locali dell’USB

Related Posts

Resistenza n. 5/2017

La presentazione di Teresa Noce in un liceo

by Redazione di Resistenza
Maggio 12, 2017
0

...

Resistenza n. 5/2017

La presentazione pubblica di Resistenza con gli operai di Piombino

by Redazione di Resistenza
Maggio 12, 2017
0

...

Sul X Congresso di PRC

Maggio 12, 2017

Verso il coordinamento nazionale della siderurgia

Maggio 12, 2017

Intervista a Stefania Fantauzzi della FCA di Termoli

Maggio 12, 2017
leninosarevincere

La rivoluzione socialista in corso può vincere!

Giugno 26, 2017

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d