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Le leggi della trasformazione del mondo nella strategia per la rivoluzione socialista

Compagno P by Compagno P
Marzo 16, 2016
in Resistenza n.4/2016
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La Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata

“L’ascesa della rivoluzione è simile a una nave in mare, di cui dalla riva già si scorge la punta dell’albero sul lontano orizzonte; è simile al disco solare di cui già si scorgono dalla cime di un alta montagna i raggi luminosi che a oriente cacciano le tenebre; è simile al bambino che già si dibatte nel grembo materno e presto verrà alla luce”.

Mao Tse-tung, Una scintilla può dar fuoco a tutta la prateria – 5 gennaio 1930

La Guerra Popolare Rivoluzionaria di Lunga Durata (GPR) è uno dei principali apporti del maoismo al patrimonio teorico del movimento comunista. Essa presenta le leggi universali e oggettive cui l’opera di ogni partito comunista, pur declinata a seconda delle situazioni particolari del paese in cui opera, deve conformarsi per dirigere con successo le masse popolari a fare la rivoluzione. La GPR è quindi in grado di descrivere le rivoluzioni socialiste vittoriose e dare ragione tanto del successo di queste come dei fallimenti e i limiti di quelle sconfitte. L’applicazione di tale strategia nella conduzione della guerra contro l’imperialismo giapponese e nella guerra civile contro il Kuomitang, ha reso il Partito comunista guidato da Mao capace di unire e far confluire le mille forme di lotta (contro l’imperialismo e contro il feudalesimo) che le masse popolari cinesi esprimevano spontaneamente nella strada della rivoluzione, di dare forma stabile a tale mobilitazione spontanea delle larghe masse, organizzandola in istituzioni e organismi che andavano via via formando il Nuovo Potere popolare e di portare questo Nuovo Potere a crescere fino ad affermarsi come l’unico legittimo in tutto il paese. Nel corso di questo processo, che è poi il centro della GPR, il popolo cinese ha liberato tutte le sue energie e dato corpo alle sue migliori aspirazioni, si è affrancato dal giogo dell’imperialismo ed è uscito dal medioevo, ha visto emanciparsi dallo sfruttamento, dall’analfabetismo, dalla miseria, dalla fame e dalle malattie centinaia di milioni di uomini e donne, spazzando via le vecchie istituzioni e il vecchio stato, rivoluzionando completamente una cultura ormai anacronistica e utile solo a mantenere il privilegio delle classi dominanti e creando le basi per una genuina cultura popolare cinese. Centinaia di migliaia di operai ricevettero per la prima volta nel corso della GPR un’istruzione nelle scuole costruite dal Partito, si organizzarono in massa nei sindacati, nei comitati, nel Partito stesso, divenendone militanti e quadri, e impararono a manifestare, a mobilitarsi, a lottare e a gestire la società. Un numero immenso di contadini poveri e medi si organizzarono nelle leghe e nelle associazioni di contadini, nelle Basi Rosse, nell’Esercito Rosso. In quelle leghe e in quelle associazioni si forgiò una nuova morale: la loro vittoria significò ovunque la proibizione dei giochi d’azzardo, del consumo dell’oppio e dell’alcool, un rinnovamento nei rapporti familiari, un graduale abbandono delle superstizioni e dei riti e l’assimilazione di una mentalità “scientifica”; organizzandosi in esse i contadini impararono a gestire la produzione agricola secondo l’interesse collettivo, ad applicare la riforma agraria facendo conto sulle proprie forze, a condurre la guerriglia partigiana contro gli invasori giapponesi. Nelle Basi Rosse liberate furono costruiti ospedali e scuole, si impostò la produzione sulla base di nuovi rapporti socialisti, furono costruite fabbriche, dissodati terreni, costruiti sistemi d’irrigazione: le Basi furono in definitiva rese autosufficienti e capaci di resistere alla pressione congiunta dei giapponesi e del Kuomitang. Il Partito Comunista Cinese, fondato da una decina di persone, acquisì nel corso della GPR centinaia di migliaia di nuovi militanti, li istruì alla concezione e alla pratica comuniste, si guadagnò il ruolo di prestigioso centro promotore e dirigente della riscossa e della rinascita del popolo cinese, capace di guidarlo a scrollarsi di dosso le catene dell’asservimento e dell’ignoranza. Il materialismo dialettico divenne la concezione del mondo di milioni di cinesi, che lo utilizzarono per trasformare il loro paese combattendo la propria guerra contro l’oppressione straniera e di classe.

Questi eccezionali risultati ebbero ripercussioni in tutto il mondo, ispirando i rivoluzionari di ogni parte del mondo a cercare nell’esperienza cinese, e nel pensiero di Mao che ne era stato la guida, il riferimento cui guardare per trovare la via della rivoluzione anche nel proprio paese.

E’ in ragione di questi straordinari successi, di questa inconfutabile prova pratica della sua esattezza, che la GPR, assieme all’intero patrimonio del maoismo, si impone come la strategia dei partiti che guideranno la rinascita del movimento comunista nel mondo e porteranno l’umanità intera a farla finita con lo sfruttamento, la povertà, la guerra l’ignoranza e gli altri mali che il persistere del capitalismo comporta.

In quest’articolo non intendiamo, né possiamo, esaurire l’argomento, ma vogliamo sottolineare alcuni aspetti della GPR utili a inquadrare la linea del Governo di Blocco Popolare.

Il contenuto particolare della rivoluzione socialista. Il contenuto della rivoluzione socialista è la costruzione e l’affermazione del Nuovo Potere delle masse popolari su quello della borghesia. Questo rende la rivoluzione socialista radicalmente differente da tutte le altre rivoluzioni del passato: se queste infatti vedevano una classe di sfruttatori sostituirsi a un’altra, mettendosi a capo delle masse popolari insorte spontaneamente per le condizioni insopportabili cui erano sottoposte, la rivoluzione socialista implica invece la fine di ogni sfruttamento, l’emancipazione delle masse popolari dalla loro condizione di oppressione, il progressivo accesso all’esercizio del potere, l’elevazione del loro livello di coscienza e organizzazione per diventare capaci di gestire la loro propria vita associata. Essa non chiude quindi solo il periodo del capitalismo, ma avvia la conclusione dell’intero (e millenario) periodo della divisione in classi delle società umane. E’ una rivoluzione in cui, per la prima volta, la massa della popolazione si organizza e si costituisce in Stato.

Il Nuovo Potere delle masse popolari organizzate non può costituirsi all’improvviso dopo aver sovvertito il regime capitalista, ma deve necessariamente costituirsi a un certo grado già all’interno del vecchio regime borghese. La strategia della rivoluzione socialista è quindi la strategia della nascita, dello sviluppo e dell’affermazione di questo Nuovo Potere sul vecchio, a partire cioè dalle condizioni create dal capitalismo.

Il Nuovo Potere e il Partito comunista. Il Nuovo Potere non può svilupparsi negli ambiti e negli spazi concessi dalla borghesia e dalla sua legalità, sotto il suo occhio vigile e nei vincoli che la sua legge impone. La borghesia contrasterà con tutte le sue forze il sorgere del Nuovo Potere. Per questo motivo è fondamentale che il Partito comunista che ne è testa e anima operi in clandestinità, al di fuori e contro la società borghese. Nella storia vediamo come il Nuovo Potere delle masse popolari abbia assunto di volta in volta vari nomi e forme e si sia sviluppato, anche senza che la GPR fosse stata scoperta e sintetizzata come strategia universale: i soviet in Russia, i CLN in Italia durante la Resistenza, le istituzioni del Fronte Popolare nella Guerra Civile Spagnola. Ognuna di queste forme del Nuovo Potere si sono sviluppate esclusivamente grazie all’esistenza e all’azione di Partiti comunisti fuori dal controllo delle autorità borghesi; in altri casi si sono sciolte come neve al sole nel momento in cui la borghesia, non potendo più sopportare la crescente forza delle masse popolari, ha rotto la sua stessa legalità: lo dimostrano l’esperienza della Seconda Internazionale e l’instaurazione del fascismo e del nazismo (dittatura terroristica della borghesia) in Europa.

Se le masse sono la forza senza la partecipazione della quale la GPR è impossibile, il Partito ne è la condizione necessaria, il motore. Esso guida le masse a prendere coscienza della guerra non dichiarata che la borghesia conduce contro di loro e le porta, per tappe, a contrattaccare con un loro piano di guerra: unisce e coordina i vari aspetti, le mille battaglie e lotte, facendole confluire nel grande fiume della rivoluzione socialista. La GPR comincia, dunque, con la fondazione del Partito comunista che la dirige, per quanto piccolo esso nasca.

Linea di massa, sinergia, concatenazione. Per condurre la GPR con successo il Partito deve assimilare e applicare correttamente il materialismo dialettico, che è l’arma più potente nell’arsenale dei comunisti. Anzi, la strategia della GPR è, fondamentalmente, proprio l’applicazione del materialismo dialettico alla costruzione della rivoluzione socialista.

In particolare essa è la combinazione di tre principi:

1. Il materialismo dialettico ci dice che la natura va considerata come un tutto coerente unico, nel quale gli oggetti e i fenomeni sono organicamente collegati tra loro, dipendono l’uno dall’altro e si condizionano reciprocamente. Perciò il metodo dialettico ritiene che nessun fenomeno della natura può essere capito se preso a sé, isolatamente, senza legami coi fenomeni che lo circondano. Da qui discende il principio della sinergia, la cui applicazione permette ai comunisti di vedere e sviluppare coscientemente i collegamenti e il coordinamento tra le varie attività e mobilitazioni delle masse popolari, inserirli nella cornice unitaria della GPR, in modo che ognuna alimenti l’altra e così si rafforzano a vicenda, concorrendo tutte al medesimo obiettivo generale (oltre che a quello loro particolare), cioè alla crescita e rafforzamento del Nuovo Potere.

2. Il materialismo dialettico ci dice che la materia, non la coscienza degli uomini, è il dato primo, e che quindi il comunismo è prima di tutto il movimento reale che trasforma lo stato di cose presenti e, solo per il riflesso di questa realtà materiale nel pensiero, instaurarlo è anche un progetto cosciente dei comunisti. Ci dice inoltre che il movimento e la trasformazione di ogni cosa e fenomeno avviene per lo sviluppo delle sue contraddizioni interne. La contraddizione che, sviluppandosi, trasforma lo stato di cose presenti (indirizzandolo verso il comunismo) è quella tra capitalismo morente e comunismo nascente, tra carattere sociale delle forze produttive e la loro proprietà privata, tra borghesia e classe operaia. La forza che opera tale trasformazione sono le masse popolari, i comunisti operano sistematicamente per favorire e sviluppare tra le masse popolari, nella contraddizione che ne determina movimento, la tendenza che le fa avanzare verso il socialismo. Questa è il principio della linea di massa, che abbiamo esposto anche su Resistenza n. 3/2016. La sua applicazione determina un graduale, ma costante, sviluppo delle tendenze positive nelle masse popolari, un sempre più ampio organizzarsi della sinistra che le incarna e l’affermarsi della sua direzione sul movimento popolare; determina cioè una costante crescita qualitativa del campo delle forze rivoluzionarie che, a un certo grado, determina un salto quantitativo e l’entrata in una nuova fase.

3. Il materialismo dialettico ci dice che nulla è immobile e che ogni cosa e fenomeno va visto nel suo sviluppo e nel suo movimento e che tutto si sviluppa. Da qui discende il principio della concatenazione secondo il quale ogni operazione deve essere condotta in modo da creare le premesse per quella successiva, ogni passo avanti verso la rivoluzione deve porre già i presupposti per quello che segue, ogni lotta deve preparare e creare le condizioni per una di livello superiore, ogni fase per quella che viene dopo, cosi che la strada per il socialismo risulti un concreto susseguirsi di passaggi che vanno dalla situazione attuale fino all’obiettivo da raggiungere.

Tre fasi. La GPR consiste nella concatenazione di tre grandi fasi: se una non trapassa nell’altra, se una delle fasi non genera quella che la segue, la rivoluzione non può vincere e anzi l’esperienza storica ci dice che retrocede e le forze rivoluzionarie si disperdono. Tenere a mente la concatenazione delle tre fasi sin dal principio è quindi fondamentale per garantire il successo della rivoluzione.

La prima fase è quella della difensiva strategica: la superiorità della borghesia è schiacciante e l’obiettivo principale non è quindi l’eliminazione delle forze del nemico, ma l’accumulazione di forze rivoluzionarie; l’avanzamento del Nuovo Potere si misura dalla quantità e dal livello delle forze rivoluzionarie che si raccolgono nel fronte guidato dal Partito.

La seconda fase è quella dell’equilibrio strategico: le forze delle due parti si equivalgono e il loro contrasto precipita in una guerra civile dispiegata. La prima fase genera e prepara la seconda: senza accumulo di forze rivoluzionarie infatti, ovviamente, non può esserci equilibrio tra le forze del Nuovo Potere e lo stato borghese. L’obiettivo strategico, in questa fase, è impedire la distruzione delle forze armate della rivoluzione: raggiungerlo è una questione più politica che militare.

La terza fase è anche l’ultima della GPR ed è quella dell’offensiva strategica: Il Nuovo Potere è ormai in grado di lanciare le proprie forze all’attacco, a livello militare e politico. Anche in questo caso la seconda fase genera e prepara la terza. L’obiettivo strategico di questa fase è l’eliminazione delle forze del nemico e l’instaurazione del Nuovo Potere in tutto il paese.

La GPR è quindi il punto da cui ripartire per avere successo dove i vecchi partiti comunisti hanno fallito, per superare i limiti che ne hanno reso impossibile la vittoria: è la strategia per la rivoluzione dei partiti che saranno protagonisti della rinascita del movimento comunista.

mao

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