lunedì, Luglio 20, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Sciopero del 18 marzo – contro la guerra, per il lavoro

Compagno P by Compagno P
Marzo 30, 2016
in Resistenza n.4/2016
A A
0
carc
0
SHARES
17
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

Una giornata di lotta. Il 18 marzo si è svolto lo sciopero generale proclamato da USI-AIT, CUB, SICobas e SGB contro le politiche del governo Renzi, in particolare l’applicazione del Jobs Act e il tentativo di affossare il CCNL, e contro la guerra; una mobilitazione che ha avuto come principale aspetto positivo l’andare oltre il campo rivendicativo sindacale e spostarsi chiaramente sulla questione politica.

Lo sciopero è stato preceduto da un lavoro preparatorio abbastanza articolato, in Lombardia per esempio sono state fatte 47 assemblee nei magazzini della logistica nelle due settimane precedenti e a Milano (ma anche a Prato e in altre città) è stato sostenuto da diversi blocchi, come ai magazzini Unes di Vimodrone.

Ci sono state adesioni che gli stessi promotori definiscono sorprendenti: alla GKN di Firenze, alla Electrolux di Susegana (TV), gli iscritti Cgil dell’interporto di Tortona (AL). Hanno “approfittato” dello sciopero per rilanciare le proprie vertenze anche altre categorie, come i lavoratori degli appalti delle sanificazioni ospedaliere del Lazio (iscritti ai sindacati confederali) e i bidelli di Feder ATA, andando ad alimentare la mobilitazione e provocando problemi in particolare nelle scuole, dove in diversi casi i dirigenti scolastici si sono trovati costretti a chiuderle.

Cosa dimostra questo sciopero. Emerge chiaramente la disponibilità della classe operaia a mobilitarsi, aldilà delle sigle sindacali, per combattere le politiche antioperaie e guerrafondaie dei vertici della Repubblica Pontificia. Questo probabilmente comporterà ulteriori sommovimenti sia all’interno della sinistra che esiste nella CGIL e nella FIOM, sia nei sindacati di base. All’interno dei sindacati confederali e in particolare nella FIOM (vedi articolo FIOM e sciopero per il CCNL) è già in corso uno scontro, acuito dalla piattaforma per il rinnovo del CCNL, ma soprattutto dalla ormai ben nota vicenda delle espulsioni dei delegati combattivi degli stabilimenti FCA del sud Italia, “colpevoli” di aver costruito un coordinamento intercategoriale con colleghi dei sindacati di base. Ma soprattutto di aver continuato a scioperare contro gli straordinari comandati, disobbedendo alla linea imposta dalla struttura.

I sindacati di base che non hanno aderito allo sciopero (USB e COBAS) dovranno fare i conti con quella parte al loro interno che mal sopporta il settarismo, che continua a non voler sottostare per alcun motivo “tattico” alle regole dettate dal Testo Unico sulla Rappresentanza, che la dirigenza ha firmato per essere riconosciuta da autorità e istituzioni padronali, e pone apertamente la questione della linea sindacale da praticare.

Cosa insegna questo sciopero. Ci siamo confrontati con alcuni lavoratori che sono stati attivi promotori della mobilitazione nelle loro città (Firenze, Milano, Roma), abbiamo raccolto le loro impressioni e ragionato sulle prospettive. Ovviamente è unanime il giudizio positivo per partecipazione, visibilità ottenuta e combattività espressa, ma è emerso anche un ragionamento critico e autocritico rispetto al mancato coinvolgimento di USB e Cobas, dovuto alla contrapposizione determinata proprio dalla loro adesione al Testo Unico sulla Rappresentanza (vedi Resistenza 10/2015): lo sciopero doveva essere occasione per sviluppare un rapporto superiore, tenendo ferma la posizione di aperta critica per la loro scelta. Invece è stato inteso, in certi casi, come una “resa dei conti” in cui ribadire la spaccatura esistente nel sindacalismo di base a danno di una partecipazione e incisività superiore nella lotta al governo Renzi.

che ha incassato il colpo, inaspettato, ed è intervenuto stizzito per criticare i “disagi per i cittadini” e invocare nuove leggi per limitare il diritto di sciopero.

Prospettive. Le considerazioni di questi compagni sono un segnale importante, si fa strada l’obiettivo cosciente che cacciare Renzi è possibile e non è solo un’aspirazione astratta, si fa strada l’idea che si può andare oltre la contestazione e le rivendicazioni. Aggiungiamo, però, che il governo Renzi non si caccia con “una spallata” (un grande sciopero, una grande manifestazione, ecc.): è necessaria una campagna articolata di iniziative e mobilitazioni in sinergia e in concatenazione che allarga il fronte della lotta alle istituzioni della Repubblica Pontificia valorizzando settori e categorie sempre più vasti di masse popolari (studenti, pensionati, lavoratori autonomi, ecc.) e si costruisce di pari passo con la prospettiva di una alternativa politica.

Per cacciare Renzi e il suo codazzo di mafiosi, ladri e parassiti vari è necessario costituire il Governo di Blocco Popolare e i sindacati di base, alternativi e conflittuali hanno non solo da chiederlo, ma da mobilitare i loro iscritti per imporlo ai vertici della Repubblica Pontificia e da dare i loro uomini migliori per costituirlo.

carc

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Melfi, Termoli, Cassino, Val di Sangro La classe operaia “che non c’è più”… fa già di nuovo paura ai padroni e ai loro servi

Next Post

Una situazione drammatica o una situazione favorevole

Related Posts

carc
Resistenza n.4/2016

Costruire il nostro futuro: con scienza, intelligenza e coraggio è possibile

by Compagno P
Aprile 1, 2016
0

...

carc
Resistenza n.4/2016

Una situazione drammatica o una situazione favorevole

by Compagno P
Marzo 31, 2016
0

...

carc

Melfi, Termoli, Cassino, Val di Sangro La classe operaia “che non c’è più”… fa già di nuovo paura ai padroni e ai loro servi

Marzo 29, 2016
carc

25 aprile 1945-2016 Imparare dalla Resistenza per avanzare nella rivoluzione – Il PCI, il CLN, la costruzione del nuovo potere

Marzo 28, 2016
carc

Referendum del 17 aprile contro le trivelle: votiamo sì

Marzo 27, 2016
carc

Lista Disoccupati VII Municipio di Roma: Come nasce un organismo di lotta per il lavoro

Marzo 26, 2016

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d