Gli operai devono agire da autorità popolari

“Il primo compito strategico è unire gli operai e i proletari tra loro. Un’unione su una alternativa di governo della fabbrica e del territorio. La nostra proposta è di creare, nei vari distretti industriali, coordinamenti tra RSU o parti di RSU o singoli operai combattivi dove le RSU non ci sono o sono egemonizzate da sindacalisti di comodo, e possibilmente crearli in luoghi fisici come un tempo erano le Camere del Lavoro. Coordinamenti che siano in grado di elaborare le strategie necessarie a prevenire le mosse del sistema capitalista, sia a livello locale che a livello nazionale (e oltre) tramite una superiore collaborazione tra i vari coordinamenti locali. In questo modo ci si pone come autorità di governo e si offre una alternativa agli occhi e alle menti delle classi popolari. Un compagno livornese ha definito queste nuove autorità ‘organismi territoriali di lotta’. Io aggiungo di governo, in quanto come un governo saranno chiamati a deliberare (in contrapposizione alle autorità ‘legali’ esistenti) ad esempio sull’ avvio al lavoro di masse di disoccupati in ambiti essenziali, ma non remunerativi per le logiche speculative capitaliste: risanamento ambientale, riqualificazione degli edifici dismessi, attivazione di nuove produzioni, ecc.. Le nuove autorità di governo incalzeranno le autorità del sistema ‘legale’ allo storno di fondi verso queste attività fino all’ occupazione fisica in caso di rifiuto, l’esempio di Carrara è un primissimo segnale emblematico”.

Dal contributo di un operaio della Ginori alla Seconda Assemblea Nazionale del P. CARC

carc

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