Nota stampa. Inaugurata il 19 marzo 2023, a Napoli, presso i locali GalleЯiart SpaZio31 – Galleria d’arte contemporanea, la rassegna “VOGLIO CHE SI SAPPIA LA VERITÀ” – Mostra fotografica di un comunista ucraino.

Un racconto fotografico essenziale di quanto sta accadendo oggi in Ucraina. Una selezione di scatti in presa diretta dell’autore, comunista ucraino oggi rifugiato politico poiché perseguitato dalle autorità di Kiev, la cui identità resta protetta proprio per mettersi e mettere la sua famiglia, ancora in Ucraina, al riparo da ritorsioni e rappresaglie. Una testimonianza attiva di vita vissuta. Oltre la narrazione mainstream, oltre l’informazione “ufficiale”, oltre la bieca propaganda.

La locandina dell’iniziativa

Un’iniziativa promossa da Partito dei CARC – Federazione Campania, GalleRi Art, Edizioni Rapporti Sociali, Associazione Resistenza, Gruppo Volontariato “Nika” Napoli. Un tributo alla verità. Perché “la verità è rivoluzionaria” (Lenin). Sono i fatti, ritratti e raccontati negli scatti, infatti, che permettono che ognuno possa farne di giudizio.

Le Edizioni Rapporti Sociali hanno contribuito a organizzare e promuovere l’evento, che sarà ospitato in Galleria Principe di Napoli fino al 26 marzo prossimo. A dirlo è il direttore della casa editrice, Igor Papaleo.  Che ribadisce, in una nota stampa, l’importanza dell’evento e il suo significato che va ben al di la di una “semplice” mostra fotografica.

Si tratta, infatti, di un’occasione per rompere il muro di gomma dell’informazione ufficiale diffusa dai media occidentali, un’informazione pilotata, strumentale e controllata.

Si tratta di un’opportunità di incontrare e fare incontrare delegazioni ed esponenti della comunità russa e di quella ucraina, accomunate dalla Storia e dalla fraterna origine, dalle vicende specifiche delle popolazioni slave dell’est europeo e dal sacrificio unitario di cui dettero prova, insieme, per liberare l’Europa dalla barbarie fascista durante l’ultima guerra.

Si tratta di un momento pubblico, tramite gli interventi di Elisabetta Weglik, lavoratrice e attivista del collettivo GalleRi Art, Luigi Marino, professore universitario in pensione ed ex senatore del Partito Comunista Italiano, Pino Guerra, fotografo e militante del Partito dei CARC e, quindi, della Carovana del (Nuovo) Partito comunista italiano, per ribadire, pubblicamente, che essere “contro la guerra” significa, innanzitutto

– riconoscere la natura, le responsabilità e i responsabili di questa guerra: una guerra di aggressione dei gruppi imperialisti USA, UE, sionisti alla Federazione russa e alle popolazioni russofone tramite le politiche “espansioniste” della NATO. Una guerra che non comincia un anno fa, ma che viene da lontano. Preparata, voluta e innescata dalle potenze imperialiste fin dalla caduta dell’Unione sovietica.  

– riconoscere il ruolo oggettivo della Federazione russa: quello di sbarrare il passo all’espansione della NATO a Est e impedire ai gruppi imperialisti USA, UE, sionisti di mantenere in piedi, a scapito del mondo intero, il loro sistema di relazioni sociali capitaliste ormai in crisi generale e dispiegare tutta la loro potenza militare contro ogni paese che non si piega alle necessità del sistema imperialista mondiale.

– prendere posizione coerente: impossibile e sbagliata è ogni “equidistanza” tra la NATO e gli Stati che si oppongono alla NATO. Dato il ruolo oggettivo che la Federazione Russa ha assunto rispetto alle potenze imperialiste, essa è diventata il bersaglio della Comunità internazionale dei paesi imperialisti. Non perché starebbe violando la “legalità internazionale” né perché avrebbe marciato contro la “libera Ucraina”, ma solo perché è abbastanza forte da impedire l’estensione della rete di basi e agenzie militari NATO con le quali i gruppi imperialisti USA, UE, sionisti cercano di contenere il loro declino economico. La vittoria della Federazione russa, la liberazione dell’Ucraina dal governo nazista di Kiev, l’arretramento delle posizioni imperialiste in Ucraina e altrove è l’esito più vantaggioso per le masse popolari, non solo russe, ma anche ucraine, europee e di tutto il mondo.

– combattere in ogni paese e negli stessi paesi imperialisti per indebolire il quadro della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti: tocca alle masse popolari dei paesi imperialisti, così come a quelle russe, a quelle ucraine e di ogni paese prendere il potere politico nei propri rispettivi paesi, darsi le proprie forme di governo e scegliersi i propri governanti al fine di rovesciare il corso delle cose che porta evidentemente allo scontro tra popoli fratelli.

In questo senso, la mostra fotografica non è solamente una un’iniziativa di “controinformazione”, ma un atto politico, uno strumento per elevare la coscienza collettiva delle masse, un’occasione per rafforzare, in Italia, la lotta per la costruzione di un governo di emergenza popolare che ritiri il sostegno politico, economico e militare al governo di Kiev e sia disposto a stabilire relazioni diplomatiche con qualsiasi Paese voglia stabilirle. Un governo fondato sulle organizzazioni operaie e popolari che faccia fronte agli effetti più gravi della crisi capitalista. Un governo che avanzi nella costruzione della rivoluzione socialista, quale più alta forma di solidarietà proletaria internazionalista che le masse popolari italiane possono offrire a tutti popoli che, sotto ogni cielo, lottano contro la barbarie fascista, vecchia o nuova sia.

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