Il mondo è malato e per guarirlo bisogna fare la rivoluzione socialista!

Ai compagni del Partito Comunista che il 7 e 8 marzo con l’Assemblea di Chianciano danno avvio alla fase congressuale che li porterà al III Congresso

Il mondo è malato. Il nostro paese è malato. La società è malata. Non di Corona virus, ma di capitalismo. È la legge del profitto (valorizzazione del capitale) che ha trasformato la vita delle masse popolari in un inferno, che sta distruggendo l’ambiente, crea milioni di esuberi, intossica la mente e i cuori delle masse popolari. La borghesia ha inventato e messo a punto mille strumenti di diversione e di intossicazione delle coscienze: tutto ciò che è utile a distogliere le masse popolari dalla comprensione della realtà e dai reali rapporti esistenti tra le classi (borghesia e proletariato) serve a questo scopo… anche il Corona virus. In questi giorni chiudono le scuole anche fuori dalle zone “focolaio”, ma lasciano aperte le aziende e gli uffici. La schizofrenia della classe dominante italiana è la schizofrenia di chi a parole sostiene di voler tutelare la salute pubblica, ma nei fatti deve sempre e comunque garantire il profitto dei padroni, la rendita a finanzieri e speculatori.
Nei prossimi mesi il banco di prova per i comunisti è tenere insieme la lotta contro le misure anti-popolari della classe dominante con il lavoro costante di organizzazione, mobilitazione e coordinamento delle mille forme di resistenza spontanea della classe operaia e delle masse popolari del nostro paese, nella capacità che essi avranno di inserirsi in questa resistenza per sostenerla e trasformarla in lotta sempre più cosciente e più organizzata per il socialismo.

Ai compagni del Partito Comunista (PC).

Con l’iniziativa di Chianciano aprite la fase dei lavori congressuali e il P.CARC vi augura che siano proficui e rappresentino un passo avanti per la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese.

In questa fase storica i comunisti italiani hanno una doppia responsabilità: abbiamo la responsabilità di conoscere, comprendere e usare il bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917 – 1976) entro la quale il socialismo è stato instaurato in molti paesi del mondo, ma in nessun paese imperialista: dobbiamo comprendere a fondo i limiti e superarli per compiere ciò che non è ancora stato compiuto, instaurare il socialismo in un paese imperialista, il nostro. Nel contesto di questo compito storico, abbiamo la responsabilità di dotare la classe operaia e le masse popolari del nostro paese di una guida e di una direzione solide, scientifiche, di classe e rivoluzionarie in modo da valorizzare le mille forme di resistenza spontanea al procedere della crisi generale che esistono già in ordine sparso e si manifestano anche in modo contraddittorio una con le altre. Mille contraddizioni in seno alle masse popolari sono la manifestazione più chiara dell’attuale debolezza del movimento comunista nel nostro paese.

Il ruolo che il P.CARC, e più in generale al Carovana del (nuovo)PCI, ha assunto nel nostro paese fin dalla sua nascita è espressamente quello di elaborare il bilancio del vecchio movimento comunista e porre le basi teoriche e organizzative della sua rinascita per arrivare finalmente all’instaurazione del socialismo in un paese imperialista, definendo e perseguendo una strategia e le tattiche per farlo.

Il ruolo che ha assunto il PC è di raccogliere quanti nel nostro paese si riconoscono identitariamente nella storia della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale, dell’esperienza dei primi paesi socialisti e riconoscono nel socialismo l’obiettivo verso cui deve procedere l’umanità, rompendo con le concezioni della sinistra borghese che ha avuto e ha una precisa responsabilità nella liquidazione del patrimonio del vecchio movimento comunista.

Siamo aree politiche diverse, che appartengono allo stesso campo. Il senso comune imperante ci mette in concorrenza, ognuno impegnato a coltivare il “proprio orticello”, a far crescere la propria organizzazione, a cercare consensi strappandoli all’altro. I comunisti tuttavia non devono ragionare con il senso comune della classe dominante, ma con la concezione comunista del mondo: i problemi che ci troviamo di fronte non devono essere la prerogativa di una singola organizzazione o di un singolo partito, ma le questioni decisive per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista, devono riguardare e competere ogni comunista.

Alcuni di questi problemi la Carovana del (nuovo)PCI li ha individuati e grazie al bilancio del vecchio movimento comunista ha elaborato risposte coerenti con la concezione comunista del mondo che propone a tutti coloro che vogliono farla finita con il capitalismo.

Anzitutto, la storia del movimento comunista indica precisamente l’obiettivo per cui lottano i comunisti: per l’instaurazione del socialismo. Il socialismo è

1. il governo del paese nelle mani delle masse popolari organizzate (dittatura del proletariato) aggregate intorno al partito comunista e guidate dall’obiettivo della transizione dal capitalismo al comunismo;

2. la gestione pianificata pubblica delle aziende che producono beni e servizi, che devono soddisfare i bisogni individuali e collettivi della popolazione,

3. la promozione, con tutti i mezzi del potere sociale, della crescente partecipazione della popolazione, in particolare delle classi che la borghesia esclude, alle attività specificamente umane (gestione delle attività politiche e sociali del paese, cultura, sport, ecc.).

Il primo atto dell’instaurazione del socialismo è semplicemente la conquista del potere.

In secondo luogo, la storia del movimento comunista indica che dobbiamo usare il materialismo dialettico per analizzare la realtà, i fatti, il movimento della società, lasciando perdere tutti gli stereotipi della sinistra borghese che sono SOLO fonte di disfattismo (esemplare quello che vorrebbe la borghesia talmente forte da precluderci ogni strada al cambiamento) e i pregiudizi anti-operai che sono SOLO causa di sbandamenti e diversione (del tipo “le cose non cambiano perché gli operai sono una massa di pecoroni ignoranti che pensano solo a stare bene loro”).

In terzo luogo il movimento comunista del XX secolo insegna che la rivoluzione socialista non scoppia. Proprio su questo Lenin e i bolscevichi all’inizio del secolo scorso ruppero con la II Internazionale. Ma i partiti comunisti dei paesi imperialisti, nati negli anni successivi alla Rivoluzione di Ottobre e sotto l’impulso della Internazionale Comunista di Lenin e Stalin, non assimilarono questa lezione.

La rivoluzione socialista non è una rivolta generale di masse mobilitate dall’opera di vari organismi politici tra cui il partito comunista, sindacali e d’altro genere; un evento per cui il partito comunista, l’organismo dotato di una comprensione più avanzata delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe, approfitta della situazione per prendere il potere, instaurare il proprio governo e la connessa pubblica amministrazione che soppiantano quelli borghesi (concezione movimentista) e non è neppure un’insurrezione decisa dal partito comunista che dispone di forze rivoluzionarie, militari e affini, operanti ai suoi ordini e che conta di trascinare grazie all’azione di esse le masse e di instaurare un suo governo e la connessa amministrazione pubblica che rimpiazzano quelli borghesi (concezione soggettivista). La rivoluzione socialista è una guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata promossa dal partito comunista che aggrega attorno a sé le forze rivoluzionarie che via via forma tra la classe operaia e le masse popolari, rafforzando la resistenza che spontaneamente oppongono al corso delle cose. Il partito comunista non si limita ad essere la più radicale organizzazione di lotta del proletariato, né la più incorruttibile forma di organizzazione attraverso cui la classe operaia partecipa alla lotta politica borghese (elezioni, referendum, ecc.), ma lo stato maggiore che dirige la guerra popolare rivoluzionaria, che forma i proletari a combattere a diventare a loro volta dirigenti e promotori della rivoluzione socialista. Per questo il partito comunista deve impegnare tutte le forze di cui via via dispone per rafforzare la resistenza che le masse popolari oppongono alla borghesia, a partire dai proletari avanzati aggregati nelle aziende capitaliste e pubbliche: deve spingerli a organizzarsi per difendere il loro posto di lavoro e i loro diritti prevenendo l’iniziativa del padrone, a estendere l’influenza dei loro organismi sul resto delle masse popolari fuori dalle aziende, a coordinarsi con gli organismi che in altre aziende e località svolgono la stessa funzione, ad assumere il ruolo di nuove autorità pubbliche che dirigono la resistenza delle masse popolari non ancora organizzate e che contendono il terreno alle autorità borghesi e ai capitalisti.

Noi riconosciamo la concezione della rivoluzione socialista elaborata da Engels, Lenin, Stalin e Mao e assumiamo questa linea di guerra popolare rivoluzionaria – diretta nel nostro paese dal (nuovo)PCI.

Chiamiamo tutti coloro che la criticano a indicare con serietà e responsabilità una via alternativa per instaurare il socialismo.

Cari compagni,
le differenze ideologiche e politiche fra le nostre rispettive aree politiche esistono e dobbiamo comprenderle, approfondirle, trattarle apertamente e fraternamente. Allo stesso tempo possiamo e dobbiamo contrastare il settarismo e le logiche di concorrenza fra partiti e organizzazioni che si dichiarano comunisti e aspirano al comunismo e promuovere l’unità d’azione anticapitalista per

– sostenere in ogni azienda gli operai avanzati e in ogni zona e contesto gli esponenti avanzati delle masse popolari che in qualche modo, in un campo o nell’altro, resistono all’uno o all’altro aspetto del catastrofico corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista;

– aiutare ogni gruppo di lavoratori, di giovani e di elementi delle masse popolari a occuparsi con più forza ed efficacia della sua lotta particolare;

– spingere ogni gruppo e ogni organismo ad andare oltre il suo caso particolare e legarsi agli altri gruppi che anch’essi nel loro particolare resistono e, assieme, creare la spinta dal basso necessaria a costituire un proprio governo d’emergenza che farà fronte al sabotaggio, al boicottaggio, alle sanzioni e all’aggressione della comunità internazionale dei gruppi imperialisti fino a instaurare il socialismo.

Che i vostri lavori congressuali siano proficui!

Che la rinascita del movimento comunista avanzi!

Osare lottare, osare vincere!

Partito dei CARC – Direzione Nazionale

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