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Conoscere, assimilare e usare il materialismo dialettico e storico. Il P.CARC organizza i gruppi di studio

Teresa Noce by Teresa Noce
Novembre 7, 2018
in Resistenza n. 11-12/2018
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L’apertura della breccia nel sistema delle Larghe Intese e l’instaurazione del governo Conte favoriscono oggettivamente la spinta alla mobilitazione di vasti settori delle masse popolari. Per chi vuole cambiare lo stato di cose presente e non si spaventa di fronte allo sviluppo della lotta di classe, questo è un periodo di intensa mobilitazione e di importanti opportunità. La situazione è estremamente dinamica e in questo contesto è importante essere in grado di leggere la realtà per capire come trasformarla.
Una delle attività che svolgono le Sezioni del P.CARC sono le iniziative politico-culturali e di formazione. Per chi pensa che il movimento è tutto e la teoria è una cosa di cui si occupano i salottieri, questo può apparire come una perdita di tempo di fronte all’incalzare degli eventi. Al contrario, imparare ad analizzare ciò che ci ritroviamo davanti agli occhi e fra le mani è tanto più importante quanto più alto è il livello di mobilitazione in campo. Durante l’estate abbiamo organizzato delle sessioni pubbliche di studio e dibattito per approfondire alcuni aspetti fondamentali della teoria marxista, basandoci sull’articolo de La Voce del (n)PCI n°58 “Duecento anni dopo la nascita di Marx” (vedi “Iniziative per il 200° anniversario della nascita di Marx” su Resistenza n° 9/2018). Oggi rilanciamo organizzando i gruppi di studio del capitolo “Materialismo dialettico e materialismo storico”, tratto dal volume Storia del Partito Comunista (Bolscevico) dell’URSS di Stalin, che il nostro Partito sta promuovendo in tutte le sue Sezioni con l’obiettivo di conoscere, assimilare e imparare a usare la concezione comunista del mondo. Il capitolo in questione è uno strumento importantissimo per imparare a orientarsi e comprendere una fase nuova come quella che stiamo vivendo, per dipanare le nebbie e l’indeterminatezza a cui ci ha abituati la concezione della sinistra borghese, per capire come costruire l’avvenire partendo dalla realtà concreta. “Materialismo dialettico e materialismo storico” è una validissima e accessibile base di apprendimento che illustra come uscire dall’idealismo e dal soggettivismo e insegna a trattare con la concreta materia che abbiamo a disposizione, a capirne la storia per tracciare le sue prospettive possibili e guidarne lo sviluppo.
Per i comunisti lo studio non è “sapere tanto per sapere”, ma lo strumento per essere adeguati ad affrontare i compiti imposti dalla fase attuale. La svolta nella politica mondiale di cui parliamo nell’editoriale, che nel nostro paese si è manifestata con il risultato delle elezioni del 4 marzo, impone di sviluppare la necessaria indipendenza ideologica dalle concezioni propagandate dalla sinistra borghese, che non fa che lamentare i tempi bui che staremmo vivendo e sopravvive sperando che un bel giorno, non si sa bene come, le masse si ritrovino con la coscienza adeguata per fare la rivoluzione. Proprio il materialismo storico è essenziale per comprendere come il corso degli eventi ci ha portato dove siamo ora, come ogni fase trovi i presupposti del suo formarsi nella fase precedente. Senza il materialismo storico non è possibile capire perché la breccia aperta dalle elezioni del 4 marzo è lo sbocco particolare a cui è arrivata la resistenza spontanea delle masse popolari nel nostro paese. Senza il materialismo dialettico è impossibile capire come giovarsi della situazione attuale per fare passi avanti nella rivoluzione socialista, trovando gli appigli che ogni situazione offre e valorizzando quanto di concreto già si muove.
È impellente l’esigenza di aprire gli occhi sulla realtà concreta, facendo un’adeguata analisi delle forme e dei risultati della lotta di classe attuale e di come si sviluppa la resistenza delle masse popolari al procedere della crisi. Aprire gli occhi su questo è l’unico modo per comprendere la svolta di cui parliamo, è l’unico modo per comprendere cosa si cela dietro i famosi “operai che votano la Lega” o che votano il Movimento 5 Stelle; è l’unico modo di stimolare e valorizzare la tendenza delle masse popolari a invertire la rotta, che si esprime ancora in modo frammentato, contraddittorio e limitato e che necessita di essere diretta dai comunisti per entrare nel solco della rivoluzione socialista. Smettere di lamentarsi perché il corso delle cose non corrisponde ai nostri sogni e darsi i mezzi per realizzare i sogni che possiamo obiettivamente costruire è la strada per uscire dal disfattismo e dalla rassegnazione. Lo studio del testo lo combiniamo quindi con la puntuale analisi della fase, lo promuoviamo come uno strumento potente, che permette di definire cosa i comunisti posso e devono fare per costruire la rivoluzione socialista e per comprendere che essa è già in corso nel nostro paese.
I gruppi di studio sono mirati principalmente a formare i nostri compagni di Partito, ma sono di regola aperti anche a quanti non sono militanti nel P.CARC. La scienza comunista è un patrimonio da condividere con quanti vogliono sinceramente dotarsi degli strumenti per rivoluzionare un sistema che ci sta portando alla rovina. Un ulteriore obiettivo che perseguiamo è che i gruppi di studio diventino l’occasione per rafforzare i legami esistenti e crearne di nuovi con singoli, circoli e sezioni di altri partiti. A tal proposito invitiamo chi fosse interessato a mettersi in contatto con la Sezione a lui più vicina per iscriversi alle sessioni di studio, facendo riferimento ai contatti che trovate a pagina 8 di questo giornale.

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