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Partito dei CARC
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Usare la campagna elettorale negli interessi delle masse popolari: l’esempio di un operaio avanzato

Teresa Noce by Teresa Noce
Luglio 2, 2016
in Resistenza n. 6/2016
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Abbiamo intervistato il compagno Luciano Pasetti, operaio e delegato sindacale nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), iscritto alla Sezione di Milano “Teresa Noce” del P.CARC. L’occasione è la sua candidatura a Consigliere Comunale e a Consigliere in due Municipi per le elezioni amministrative nella lista civica Alternativa Municipale. Luciano è un operaio avanzato che spicca per generosità, combattività e impegno, caratteristiche che fanno della sua candidatura un’esperienza sperimentale su come un operaio legato al Partito può utilizzare le elezioni in funzione della costruzione di un’Amministrazione Locale d’Emergenza.


Luciano, il tuo attivismo sindacale è riconosciuto, cosa ti ha spinto a “uscire” dal tuo ambito particolare, assumendo un ruolo più “politico”? Con quali obiettivi?
La motivazione principale che mi ha spinto a candidarmi è che volevo mettere a disposizione la mia esperienza di sindacalista per organizzare le masse popolari nei territori e nei quartieri. Fare il delegato solo sul posto di lavoro per me è sempre stato riduttivo; fare l’esperienza di delegato anche all’esterno, seguendo più lavoratori, spesso di aziende che non hanno niente in comune con la GDO è stato faticoso, ma la fatica è stata compensata dalla soddisfazione di aver dato un aiuto ad altri operai, cercando di elevare il loro ruolo nella lotta di classe.
Questa spinta a occuparmi della società si traduce nell’obiettivo generale di costruire la rivoluzione nel nostro paese. Per farlo è necessario partecipare alla lotta per imporre il Governo di Blocco Popolare. Nel particolare della mia città, del mio quartiere e del mio posto di lavoro questo si traduce nella costruzione e nel rafforzamento ideologico e politico di organizzazioni di tipo operaio e popolare, anche, ma non solo, utilizzando le elezioni per mettere al centro la parola d’ordine un lavoro utile e dignitoso per tutti e promuovendo la costruzione di liste di disoccupati e precari e il loro coordinamento. Quindi un obiettivo specifico della mia candidatura è fare passi avanti nella costituzione di organizzazioni operaie, a partire dal mio posto di lavoro. Un organismo che si occupi dell’azienda, ma che esca anche nel quartiere, condividendo le battaglie con le altre organizzazioni popolari del territorio e con la Lista Disoccupati che, sull’esempio di quello che succede in altri quartieri di Milano, con alcuni compagni di un comitato di abitanti delle case popolari stiamo ragionando di costruire. Insomma, l’idea è quella di operare come un Consiglio di Fabbrica dei giorni nostri…

Facci qualche esempio di come hai utilizzato la candidatura e la campagna elettorale.
Sul posto di lavoro ho già chiesto la disponibilità dei lavoratori a fare assemblee di lavoro all’aperto, almeno in estate. Questo è importante per far conoscere e per condividere con gli abitanti del quartiere le problematiche dei lavoratori, per evidenziare che i problemi dei lavoratori della GDO sono gli stessi degli insegnanti e dei lavoratori pubblici e privati che vengono a fare la spesa, o dei disoccupati e per far assumere agli operai il ruolo di traino e punto di riferimento anche fuori dall’azienda. Nessuno si salva da solo, è necessario superare la logica delle tante battaglie da affrontare singolarmente. Concretamente vuol dire che gli operai si devono occupare di politica, di governo dei territori e del paese. Riconquistare i nostri diritti oggi è possibile solo facendo passi avanti nella costruzione del nostro potere, ponendoselo come obiettivo per ribaltare i rapporti di forza.
Va detto, poi, che su tanti aspetti tecnici per fare fronte agli effetti della crisi occorre avvalersi del contributo di tecnici e figure professionali che affianchino, ad esempio, la Lista Disoccupati e Precari nella gestione dei gruppi di manutenzione degli stabili lasciati al degrado o in scioperi al contrario che mettano mano alla presenza di amianto o per bonificare particolari aree, perché per svolgere lavori di bonifica bisogna avere conoscenza e supporto logistico. La campagna elettorale e la mia candidatura sono state usate in questo senso, ancora una volta, come strumento: ho raccolto contatti e stretto relazioni con tanti di questi soggetti che sembrano interessati a contribuire con le loro conoscenze e professionalità. Li misureremo e se saranno conseguenti, sapremo come valorizzarli….

In conclusione?
Per gli operai e per i lavoratori la campagna elettorale è un mezzo. Si tratta di approfittarne per sviluppare iniziative e battaglie che non si concludono con le elezioni: “chi ha vinto e chi ha perso”… E’ uno strumento per amplificare il lavoro che si fa prima e dopo. 

carc

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