martedì, Luglio 21, 2026
  • Login
Partito dei CARC
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
  • P.CARC
    • Chi siamo
    • Tesseramento
    • Contatti
    • Documenti approvati dal VI Congresso Nazionale (2023)
    • Approfondimenti
    • (nuovo)PCI
  • Resistenza
    • Abbonamento
    • Archivio
  • Propaganda
    • Comunicati nazionali
    • Dai territori
    • Locandine e manifesti
    • Volantini nazionali
  • Relazioni Internazionali
  • Fai una donazione
    • Dai un sostegno economico
    • 5X1000 all’Associazione Resistenza
  • Edizioni Rapporti Sociali
    • Catalogo on line
  • Newsletter
No Result
View All Result
Partito dei CARC
No Result
View All Result

Riaprire la Nuova Sinter!

Compagno P by Compagno P
Aprile 23, 2015
in Resistenza n.5/2015
A A
0
carc
0
SHARES
9
VIEWS
CondividiShare on TwitterInvia

 

La Nuova Sinter di Arzano (NA) produceva pulegge per le principali case automobilistiche europee, arrivando ad impiegare, nei tempi di maggiore attività, fino a 500 operai; era un posto di lavoro ambito nel territorio per l’elevata specializzazione professionale (usavano il processo all’avanguardia della sinterizzazione) e gli stipendi erano decisamente superiori alla media. Poi cominciano i passaggi di proprietà (anche fra concorrenti), i primi esuberi e l’uso di ammortizzatori sociali che si accentuano dal 2008 fino al fallimento dello scorso luglio e la messa in cassa integrazione a zero ore degli operai (ridotti a un centinaio), l’anticamera del licenziamento. Questo è il classico esempio di attività produttiva “vittima” della crisi, portata coscientemente verso la chiusura con il solito percorso di morte lenta fatto di graduali esuberi supportati dagli ammortizzatori sociali, “inspiegabili” tagli delle commesse e l’assenza di reazioni sindacali significative se non quando è troppo tardi (almeno apparentemente). Non importa avere commesse, capacità e specializzazioni, conta solo il profitto del padrone di turno che sposta i suoi capitali quando e dove più gli conviene.

I compagni della sezione di Qualiano (NA), supportati dalla Commissione Lavoro Operaio e Sindacale della Federazione Campania, cominciano a fare inchiesta su questa situazione avvicinando gli operai più propensi alla discussione e intervengono con continuità. Sostengono gli operai che non si danno per vinti e che combattono per riaprire la Nuova Sinter, ad esempio proponendo di costituire un comitato delle mogli come a Pomigliano, che sia di sostegno alla lotta e la allarghi al resto delle masse popolari della zona; allo stesso tempo li invitano a discutere l’articolo de La Voce del (n)PCI n. 44 “Mobilitare le OO e OP in mille iniziative di base per prendere nelle proprie mani l’attuazione della parola d’ordine Un lavoro utile e dignitoso per tutti”, in modo da avere un orientamento di dettaglio su come poter condurre la battaglia per la riapertura della loro azienda. I primi effetti concreti sono una maggiore aggregazione intorno alla vertenza, e un più ampio sostegno al presidio permanente contro lo smantellamento dei macchinari, infine la salita sui tetti del 27 febbraio scorso in segno di protesta, seguita dall’ottenimento di un incontro al MISE a cui gli operai sono stati accompagnati anche da una delegazione del partito. Non sono soluzioni, ma piccoli passi avanti, dimostrano che quando la mobilitazione operaia si lega al movimento comunista assume un livello superiore. Non a caso si sono poi mossi anche i sindacalisti, che fino ad allora avevano badato più che altro a “controllare la situazione”, anche accentuando la pressione su quegli operai che maggiormente si stavano legando e collegando con i compagni.

La vertenza Nuova Sinter non si è ancora conclusa e al suo esito concorreranno tre questioni decisive.

La prima riguarda il percorso di morte lenta su cui è instradata e che viene spacciata come inevitabile epilogo da sindacati, amministratori locali e altri figuri che se la caveranno con un’alzata di spalle e il laconico “ce l’abbiamo messa tutta”; se gli operai assumono la convinzione che è possibile cambiare il corso delle cose e sono decisi a vincere, l’inevitabile epilogo è tutt’altro che scontato, come gli operai della Ginori (di Sesto Fiorentino) e della Kazova (azienda turca) hanno dimostrato partendo da una situazione pressoché identica.

La seconda riguarda l’orientamento che bisogna tenere, gli operai più combattivi per primi: nella situazione di crisi generale, nessuna azienda può salvarsi da sola, non esistono nicchie o isole felici al riparo della tempesta della crisi. Questo deve spingere a ragionare su scala più ampia anche se la mobilitazione parte da obiettivi specifici,i tanto più favorevoli di vincere quanto più chi la guida la collega al contesto generale. Il processo è quello di partire dall’ambito locale (zona, distretto produttivo, regione) per alimentare la mobilitazione che ha al centro la questione del governo del paese.

Ultimo punto riguarda il rapporto fra movimento comunista e classe operaia. Stiamo imparando a tradurre nel concreto il principio che ci guida “valorizzare ogni lotta rivendicativa ai fini della costruzione del Governo di Blocco Popolare, fare di ogni lotta rivendicativa una scuola di comunismo”. L’esperienza dei compagni della Sezione di Qualiano è molto importante in questo senso e il contributo che possono darci gli operai avanzati è di grande valore: quanto ci siamo posti in modo che il nostro intervento venisse confuso come “concorrenza al sindacato”? Quanto e come ci siamo posti di elevare la coscienza degli operai più decisi a lottare, partendo dalla pratica? Sono domande che qualcuno può ritenere secondarie rispetto all’obiettivo specifico di tenere aperta la Nuova Sinter, sono invece decisive perché la lotta per difendere i posti di lavoro esistenti e per crearne di nuovi è una questione principalmente politica.

carc

 

Condividi:

  • Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa

Mi piace:

Mi piace Caricamento in corso…
ShareTweetSendShareShareSend
Previous Post

Uber, agenzia di crumiraggio

Next Post

Quando scendono i portuali si blocca la città. Lo sciopero del 6 marzo a Napoli

Related Posts

Resistenza n.5/2015

Un governo di emergenza popolare per attuare con ogni mezzo necessario la parola d’ordine un lavoro utile e dignitoso per tutti

by Compagno P
Maggio 4, 2015
0

...

Resistenza n.5/2015

Diaz: la sentenza di Strasburgo. La corte europea, la giustizia a orologeria, la forza occupante del paese

by Compagno P
Maggio 2, 2015
0

...

La vittoria del movimento NO MUOS

Maggio 1, 2015

La Grecia insegna a chi vuole imparare: Syriza, la Troika, il KKE

Aprile 30, 2015
14937 253524341444409 1062254056 n

I giovani e il movimento comunista: chi ha con sé i giovani, ha con sé l’avvenire

Aprile 29, 2015

Facciamo davvero la guerra agli scafisti! Abolire il reato di immigrazione clandestina

Aprile 28, 2015

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali

2025 P.Carc

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Gestisci Consenso Cookie

Usiamo cookie per ottimizzare il nostro sito web ed i nostri servizi.

Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Partito dei CARC
  • Resistenza
  • Tesseramento
  • Fai una sottoscrizione
  • Newsletter
  • Edizioni Rapporti Sociali
  • Log in

2025 P.Carc

%d