A dicembre 2026 uscirà il volume 3 del Manuale di Storia contemporanea. Con questa pubblicazione proseguiamo l’impegno che ci siamo assunti di sistematizzare e pubblicare le dispense dei corsi di storia della Scuola di Base Anton Makarenko, una scuola popolare di italiano e storia i cui corsi sono rivolti principalmente a giovani e lavoratori. La Scuola ha cominciato a operare nel 2020 e, a oggi, ha organizzato decine di corsi e seminari da Nord a Sud del paese.
I testi che pubblichiamo sono frutto di questa esperienza, sono materia di discussione collettiva e del ragionamento sulla storia che è utile che i giovani e i lavoratori conoscano per attivarsi, mobilitarsi e organizzarsi oggi; una storia dalla quale emerga il ruolo delle masse e della lotta di classe come motore della trasformazione sociale.
Come dicevamo in occasione della pubblicazione del volume 1 di questo nostro lavoro, la storia è, infatti, storia di lotta di classe.
Con le “nuove indicazioni nazionali”, il governo Meloni ha cancellato lo studio della storia nei primi tre anni della primaria, ha indicato una pretesa superiorità di stampo razzista (“solo l’Occidente conosce la Storia”, ha detto Valditara) come cardine dei programmi, ha inserito la Bibbia tra le fonti storiche, ha ridotto lo studio della materie umanistiche, in particolare negli istituti tecnici, a favore dell’aziendalizzazione e dell’alternanza scuola-lavoro, dove giovani proletari vengono sfruttati e dove talvolta perdono finanche la vita.
Questo accadeva nel contesto dell’estendersi della guerra e del genocidio palestinese e mentre milioni di persone, tra cui centinaia di migliaia tra studenti e insegnanti, scendevano in piazza lo scorso autunno per la Palestina e contro la censura e la militarizzazione della cultura scolastica. Mobilitazioni alle quali il governo ha risposto con la repressione, con la cancellazione ministeriale di corsi di formazione sulla pace e con severi procedimenti disciplinari avviati contro i professori che esprimevano solidarietà alla popolazione di Gaza o che promuovevano il dibattito critico in aula.
La stessa Scuola di Base Anton Makarenko è stata oggetto della repressione in quanto è proprio a partire da un suo corso che la Procura di Napoli, ad aprile 2026, ha avviato un’inchiesta contro suoi docenti e alunni per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo”, lo stesso “reato” che il fascismo ha usato per incarcerare Gramsci fino alla morte. Studiare la storia del movimento operaio e comunista è il “delitto” per il quale il governo Meloni ci considera, non a torto, “sovversivi”. Perquisizioni delle “squadre antiterrorismo” nelle case dei nostri compagni hanno effettivamente trovato le nostre armi: i libri. Quelli che i nostalgici del Ventennio alla Valditara vorrebbero mettere all’indice per impedire che i nostri figli sviluppino una coscienza di classe.
Tutto questo non dimostra altro che l’utilità, la pregnanza, la necessità di continuare a organizzarsi in ogni scuola e università, di organizzare 10, 100, 1000 scuole popolari, di continuare a lottare per scrivere e fare una Storia che sia diversa da quella di guerra e miseria che la classe dominante ha in serbo per noi.
Con questo volume 3 ci occupiamo del periodo che va dal secondo dopoguerra al Sessantotto, fino all’Autunno caldo in Italia. È proprio quella parte di storia che ha spazzato via “la centralità culturale dell’Occidente”, cioè che ha sconvolto il sistema coloniale e che ha visto affacciarsi alla lotta per la loro emancipazione miliardi di proletari in tutto il mondo, dalla Corea, a Cuba, al Vietnam. È la storia della nascita del sionismo e, al contempo, della Resistenza in Palestina. È la storia delle conquiste di civiltà e benessere per il movimento dei lavoratori dei paesi imperialisti, ma è anche la storia della deriva riformista dei principali partiti comunisti, deriva che ne avrebbe poi sancito la dissoluzione, della lotta contro questa deriva con la Rivoluzione culturale in Cina e i primi tentativi, anche in Italia, di ricostruire un partito comunista rivoluzionario.
Ebbene, per scrivere questa storia abbiamo bisogno dello stesso sostegno che abbiamo ricevuto per pubblicare i primi due volumi, due opere i cui costi di stampa sarebbero andati ben oltre quelli che una casa editrice indipendente può permettersi di anticipare. In entrambi i casi, la solidarietà e il sostegno economico che abbiamo ricevuto hanno superato le nostre stesse aspettative a riprova del bisogno di questo lavoro e anche, in un certo qual modo, della responsabilità che abbiamo di portarlo avanti.
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